
(Boemia)
Nato
a il 17 dicembre 1887 a Dorfchen, Hrusice. Morto a Praga il 14 dicembre 1957.
Autodidatta, ha lavorato come grafico e illustratore,
Scrisse anche fiabe, ma è noto soprattutto per aver illustrato il libro
Le avventure del buon soldato Svejk
di Jaroslav Hasek.
Con l'amico Hašek negli anni venti, fu tra i fondatori del Partito per il
progresso moderato nei limiti consentiti dalla legge, che raggranellò solo
qualche decina di voti alle elezioni immediatamente successive alla sua
fondazione, prima di cadere nell'oblio.
È sepolto a Praga nel cimitero Olšany.
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l'album
CECOSLOVACCHIA Anno 1970 (1781),
2007
LA FONTAINE JEAN de
(Francia)
« Une ample comédie à cent actes divers
e dont la scène est l’univers. » così vengono definite le fiabe di La Fontaine.
Jean de La Fontaine nasce a Chateau Thierry l’ 8 luglio del 1621.
Suo
padre Charles era controllore delle acque e delle foreste reali e il ragazzo ha
così agio di condurre una vita libera e tranquilla, all’aperto, una vita un poco
vagabonda in cui i sogni e la lettura ebbero una parte principale. Dopo un
momento di misticismo nel quale pensa ad una vocazione ecclesiastica, (era
entrato nel 1641 nella congregazione dell’Oratorio e poi nel seminario di Saint
Magloire), subito se ne allontana. Il padre ritiene opportuno trasmettergli la
sua carica di controllore delle foreste e di cercargli una moglie: due offerte
che il giovane non respinge. Le accetta passivamente ma dopo un poco diventano
per lui insopportabili. La moglie Marie Héricart, figlia del luogotenente
criminale della Ferté-Millon e nipote di Jannart, sostituto di Fouquet il
procuratore generale al Parlamento di Parigi, incurante dei suoi impegni
domestici, preferisce una vita libera non in armonia con un marito sognatore e
negligente.
Dal matrimonio nasce nel 1653 un figlio, Jean. Poi il matrimonio si va sempre
più disgregando. Lui se ne andava spesso a Parigi per incontrarsi con giovani
poeti e scrittori, lei viveva la vita oziosa della provincia, finché nel 1658 i
due coniugi ottengono la separazione dei beni e dopo, nel 1670, la separazione
definitiva.
Si trasferisce a Parigi dove gode l’amicizia di Fouquet, allora personaggio
importante presso la corte. Costui gli fa ottenere una pensione in cambio della
quale gli si chiedeva solo di scrivere di tanto in tanto epistole, madrigali,
ballate, poesie. Nel 1567 dedica al sovrintendente il suo poema Adone.
Conosce in quel periodo personaggi importanti come M.me de Sevigné, M.lle de
Scudery, Chapelain, Desmarets.
Nel 1661 vive un momento passeggero che lo turba. Fu quando Fouquet, caduto in
disgrazia del re Luigi XIV, fu esiliato nel Limousin. La Fontaine lo segue e in
quell’occasione dimostra la sua sincera amicizia e il suo coraggio. Scrive per
il re l’Elegia alle ninfe di Vaux, appellandosi alla sua clemenza. Al
suo ritorno a Parigi diviene il protetto di Maria Mancini, duchessa di Bouillon
e grazie ad altri suoi protettori può condurre una esistenza tranquilla,
leggera, priva di fastidi.

Tuttavia la sua vita non fu esemplare perché il senso morale e la volontà gli
facevano difetto. Aveva abbandonato moglie e figlio per vivere oziosamente,
protetto dalla ricchezza di amici ricchi e compiacenti. La Fontaine, in fondo,
si rivelò alquanto egoista, ma di quell’egoismo perdonabile, tipico dei
fanciulli, che altro non è se non un istinto naturale.
In quel periodo le sue letture erano alquanto eclettiche: andavano dai favolisti
e dai narratori greci a quelli latini, indiani, italiani. Era solito dire:
“leggo tutto quello che viene dal nord e dal mezzogiorno.”
Nel 1664 pubblica la sua prima raccolta di Contes (Racconti) sotto il
titolo di Novelle tratte da Ariosto e Boccaccio. Si trattava di novelle
alquanto licenziose e immorali (questo il giudizio dell’epoca) che non piacquero
a Luigi XIV. E ancor meno piacquero al re le raccolte successive apparse negli
anni 1666, 1671 e 1675, sotto il titolo di Contes et nouvelles en vers.
L’avversione regale divenne palese quando venne proposta l’elezione di La
Fontaine nell’Academie Française in quanto Luigi XIV rifiutò di ratificarla.
Sembra che l’abbate della Camera, scelto per rispondere al discorso fatto da La
Fontaine agli accademici, lo abbia rimproverato quasi fosse stato un fanciullo
Il discorso del poeta fu, invece, esaltato da Mme de la Sablière. Il poeta
comunque, di fronte alle accuse di immoralità, promise di rinsavire e di non
scrivere più racconti licenziosi, promessa non mantenuta perché ne pubblicò
ancora nel 1685.
Tra le sue opere migliori sono ricordate Amore di Psiche e di Cupido
(1669), La cattività di San Malco (1673), poema cristiano in versi
alessandrini, Quinquina (1682), Il fiorentino (1686).
La Fontaine si occupò anche di teatro per il quale produsse Les rieurs du
Beau-Regard (1659), Dafne (1674), la tragedia Achille di cui
compose solo due atti, La coupe enchantée (1688), Ragotin (1684).
L’anno 1672 rappresenta una data importante nella sua vita. Mme de la Sablière,
moglie di un ricco finanziere, gli offre nel suo palazzo una ospitalità che durò
oltre vent’anni. E quando la contessa si ritirò nel 1683 nell’Hotel des
Incurables, gli lasciò un appartamento dove visse sino alla morte della sua
benefattrice.
Venne in seguito ospitato dagli Hervart, ricchi finanzieri protestanti, dove,
colto da una grave malattia, cessò di vivere il 13 aprile del 1695, munito dei
conforti religiosi.
Alla sua morte si scoprì che portava il cilicio.

LE FAVOLE
La raccolta di favole abbraccia un lavoro durato una trentina d’anni e ne
contiene duecento quaranta, suddivise in dodici libri. Cominciarono ad essere
pubblicate nel 1668 sotto il titolo Fiabe d’Esopo raccontate in versi da M.
de La Fontaine.
I primi sei libri, preceduti dalla Vita di Esopo, furono dedicati al
delfino, il figlio di Luigi XIV, futuro allievo di Bossuet. Nel 1678 e 1679
seguirono altri cinque libri, dedicati a M.me di Montespan, i quali contengono
le favole migliori.
Nel 1694 apparve il dodicesimo
libro, che La Fontaine dedicò al duca di Borgogna, allievo di Fénelon. Fra tutti
l’ultimo libro rappresenta la parte più debole di tutta l’opera.
Apparentemente le favole hanno tutte un
carattere didattico e terminano con una massima morale, quasi obbligatoria
secondo la tradizione. Non è, comunque la morale la parte che interessa l’autore
perché spesso la morale è censurabile e fu censurata. Ciò che finisce per
apparire il vero scopo dell’opera è l’arte.
Le favole toccano tutti i generi: la famiglia,
il racconto tragico, realistico, divertente, elegiaco, la politica, il costume.
La Fontaine non inventa nulla, si limita
ad attingere a piene mani nelle opere di Esopo, di Fedro, di Bidpay, di Marot,
di Rabelais e di tutti i favolisti con cui le sue letture lo portarono a
contatto. Al poeta non interessa solo di istruire, ma di piacere. Le sue favole
compongono un immenso quadro umano in cui, attraverso i più disparati personaggi
emergono pregi e difetti degli uomini.
La favola esigeva che gli uomini venissero
rappresentati sotto forma di animali e La Fontaine ha l’abilità di trovare nelle
attitudini dei vari animali gli aspetti e le caratteristiche che
contraddistinguono gli uomini per cui una tartaruga cammina come un senatore,
l’ostrica grassa e bianca evoca la persona paciosa e indolente, il gatto
vellutato, umile, dall’occhio sornione altri non è che colui che trama
nell’ombra, nel lupo che accusa l’agnello è presente il prepotente sempre pronto
a colpire.
Ciò che non convince e intriga il lettore è il fatto che mentre gli antichi
costruivano una favola con l’intento di concluderla con una morale geometrica e
giusta, La Fontaine non segue la geometria alla lettera. Per lui la morale
naturale è spesso inferiore alla morale sociale: “Chi è più forte ha sempre
ragione; Per meglio emergere si ha sovente bisogno di uno che ci sia inferiore;
Qualsiasi cosa accada occorre sempre considerare il fine ed è sempre meglio
trovarsi dalla parte del più forte; Cerchiamo di far comunella solo con gli
eguali.”
Rousseau e Lamartine lo hanno accusato di
immoralità perché nelle sue favole ci sono troppe lezioni di egoismo, di
interesse, di doppiezza: ad esempio vi si insegna la durezza (La cicala e la
formica), l’ipocrisia (Il corvo e la volpe). Si può ribattere con l’altra
faccia della medaglia e cioè che occorre insegnare ai giovani che entrano nella
vita che occorre tenersi sempre sulla difensiva.
Di lui scrivono J.Lanson e P. Tuffrau: “È
la morale di un uomo onesto, illuminato, indulgente, attaccato unicamente al suo
benessere, sensibile tuttavia all’amicizia, il quale non chiede agli uomini che
di puntare verso il loro benessere in modo moderato, senza distruggere il
benessere altrui.”
La cicala e la formica:
vedi Esopo
La
rana e il bue Una rana, vedendo un
bue bello grosso e grasso, volle diventare come lui. Cominciò a gonfiarsi
inspirando aria. Ma ogni volta che chiedeva a qualcuno se fosse grossa come il
bue, quello rispondeva di no. La rana continuò a gonfiarsi… finché scoppiò.
La gallina dalle uova d’oro
Un
tale possedeva una gallina che faceva le uova d’oro.. Pensando che avesse un
mucchio d’oro nelle viscere, la uccise. Scoprì che dentro era fatta come tutte
le galline. Così sperando di trovare la ricchezza d’un sol colpo, rimase
deluso. Mai essere insaziabili.
Il gatto, la donnola e il coniglietto
Un coniglio lasciò la sua tana incustodita per recarsi nei campi a raccogliere
cibo. Quando rientrò la trovò occupata da una donnola che non volle andarsene,
dicendo che ormai era sua. Per avere un giudizio equo, si recarono da un grosso
gatto, ritenuto da tutti un buon giudice. Il gatto li ascoltò e alla fine,
quando li ebbe a tiro, con due zampate li fece fuori.
L’ostrica e i due litiganti
Un
giorno due pellegrini che passavano lungo una spiaggia videro un’ostrica che non
bastava certo a sfamarli entrambi. Cominciarono così a bisticciarsi tra di loro
su chi per primo l’avesse vista. Non riuscendo a mettersi d’accordo, chiesero ad
un certo Perrin Danrin che passava di lì di fare da giudice. Questi raccolse
l’ostrica, l’aprì, la mangiò e diede salomonicamente ad ogni pellegrino una
valva dell’ostrica
Il leone e il topo:
vedi Esopo
La lepre e la tartaruga
: vedi Esopo 
Il lupo diventato pastore
Volendo impadronirsi di tutto un gregge un lupo pensò di travestirsi da
pastorello. Mentre il vero pastore e il suo cane dormivano, cominciò a spingere
le pecore verso il bosco. Pensando che incitandole anche con la voce quelle si
sarebbero affrettate di più, cominciò a dare ordini, senza pensare che la sua
voce l’avrebbe tradito. E così fu. Il pastore e il cane, risvegliatisi, lo
presero a bastonate che il lupo, impacciato dal suo travestimento, non poté
evitare con la fuga.
Il lupo e l’agnello
Un lupo e un agnello si trovarono assieme a bere in un ruscello. Il lupo, che
stava a monte, accusò l’agnello di intorbidargli l’acqua. “Ma come faccio se
l’acqua scorre da te a me?”. “Io dico di sì e poi l’anno scorso hai sparlato di
me.” “Ma l’hanno scorso non ero ancora nato”. “Allora saranno stati i tuoi
fratelli.” “Io non ho fratelli. “ “ O basta,! Sarà stato uno dei tuoi simili a
dir male di me. Quindi, pagherai tu.” E se lo mangiò.
La scimmia e il leopardo
In un circo due imbonitori vantavano la bellezza e le caratteristiche di due
animali: un leopardo e una scimmia. Il primo magnificava la pelle maculata del
leopardo, degna di un manto regale; l’altro decantava l’arte di saper far ridere
della scimmia che sapeva ballare, saltare, andare su un carrozzino. Tra i due
animali quale è il più interessante? La scimmia, ovviamente. Non basta avere una
veste sontuosa, tutti possono indossarla, mentre il talento è prerogativa di
pochi.
Il topo di campagna e il topo di città
Un topo di campagna venne invitato da un suo parente che abitava in città. Il
pranzo offerto era sontuoso, ma fu continuamente disturbato da rumori che
costringevano i commensali a fuggire. Il topo campagnolo concluse la sua visita
dicendo: “In campagna si mangerà in modo più parco e parsimonioso, ma almeno si
mangia in santa pace.”
La
volpe e il corvo: vedi Esopo
La volpe e l’uva.
Sotto un pergolato da cui pendevano grappoli d’uva matura passò una volpe
affamata. Cominciò a spiccar salti per raggiungere i grappoli, ma il pergolato
era troppo alto. Rimasta a bocca asciutta, si allontano dicendo: “Ma che
m’importa! Tanto era ancora acerba.”
La volpe e la cicogna
Una volpe invitò a cena una cicogna e le offrì il cibo in un largo piatto. La
cicogna col suo lungo becco non riuscì a mangiar nulla. Quando toccò alla
cicogna invitare l’amica volpe, le servì un ottimo pranzo mettendolo un alti
vasi dal collo stretto, entro i quali la volpe non potè infilare il muso… e
rimase digiuna.
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ALBANIA 1975
(1640/1),
1995 (3 valori + BF),
BURUNDI 1995 (677/80),
CECOSLOVACCHIA 1975 (2084),
DAHOMEY 1972 (315/7),
FRANCIA 1938 (397),
1978 (2024/5),
1995 (2943/8),
MONACO 1972 (868),
NIGER 1972 (196/8),
NUOVA CALEDONIA 1978 (186 P.A.),
SIRIA 1976 (476-477-480),
POLONIA 1968 (1679),
UNGHERIA 1959 (1959),
ZAMBIA 1990 (528)
Sri Lanka
2007
LAGERLÖF SELMA
(Svezia)
Scrittrice
per adulti e per ragazzi, Selma Lagerlöf nasce a Märbacka, Värmland, il 20
novembre del 1858.
Compie i suoi studi a Upsala dove si diploma maestra, professione che esercita
per oltre dieci anni a Landskrona dal 1885 al 1995.
Selma trascorre una tranquilla esistenza nel suo paese natale.
Alla morte del padre deve però vendere la proprietà. Ciò la spinge alla
scrittura che le permette di superare il dolore per la perdita della casa e le
permette di poter rivivere i momenti trascorsi tra quelle mura, dove aveva
ascoltato le fiabe e le leggende raccontate dal padre e dalla nonna per
rallegrare la sua solitudine e la precaria possibilità di giocare come gli altri
bambini a causa di una lussazione all’anca
Il suo primo romanzo è anche il suo primo capolavoro. La saga di Gosta
Berling (1891) racconta le gesta dei cavalieri di Ekebu e del loro capo,
utilizzando leggende udite da bambina. Il romanzo le da fama internazionale.
L’opera riecheggia la tradizione più autentica della narrativa svedese,
rifiutando il naturalismo allora imperante a favore di un romanticismo basato
sulle leggende popolari. E per tutta la sua carriera letteraria che la portò nel
1909 al Premio Nobel, la scrittrice si mantiene costante a questa linea
letteraria, fatta di semplicità e di sincerità, di verità ideali e morali.
Un altro successo lo ottiene nel 1894 con la pubblicazione di Legami
invisibili, una raccolta di novelle per la quale le viene assegnata una
pensione dal re di Svezia.
Nel 1895 abbandona l’insegnamento per dedicarsi alla letteratura e a qualche
viaggio. Viene in Italia e soggiornò in Sicilia dove ambienta il suo romanzo
I miracoli dell’Anticristo (1897). Successivamente visita la Palestina, che
le suggerisce il volume Jerusalem (1901-02), storia di un gruppo di
contadini danesi che si trasferiscono in Terrasanta.
Nel 1907 riceve la medaglia d’oro dall’Accademia delle Scienze ed è incaricata
dal Ministero dell’Educazione a comporre un libro di lettura di carattere
geografico per la scuola. Nasce così il suo secondo capolavoro Viaggio
meraviglioso del piccolo Nils Holgerson attraverso la Svezia (1906-07).
Sempre per l’infanzia scrive i racconti Una saga intorno a una saga
(1908), i romanzi I soldi del signor Arne (1904); La casa di
Liliecrona (1911), storia legata alla sua infanzia, al ricordo della nonna,
in cui compaiono di nuovo i Cavalieri di Ekebu. Nel 1912 pubblica Il
carrettiere della morte e nel 1914 esce il libro L’imperatore di
Portugallia, altra opera indovinata per l’infanzia. Molte le sillogi di
novelle: Le regine a Kungahälla (1899), Le leggende di Gesù
(1904), Uomini e gnomi (1915-21), Autunni (1933), Racconti di
Natale (1938).
Tra gli altri suoi romanzi per adulti sono da ricordare: La leggenda di un
vecchio maniero (1899); Marbacka (1922) autobiografico; Ricordi
d’infanzia (1932);la trilogia L’anello dei Löwensköld (1925),
Carlotta Löwensköld (1925) e Anna Swärd.
Nel 1814 la scrittrice è ammessa a far parte dell’Accademia di Svezia.
Dopo il Nobel e con i proventi del premio riacquista la casa paterna di
Märbacka dove tornò a vivere per tutto il resto della sua vita.
Muore a Märbacka nell’anno1940.
Dalle sue opere in cui la scrittrice aveva saputo ricreare antiche leggende
nordiche furono tratti film: La saga di Gösta Berling con regia Stiller
(1923); Il carretto fantasma di Sjostrom (1920). Il soggetto venne in
seguito ripreso nel 1939 da J.Duvivier.
LIBRI
Il viaggio meraviglioso di Nils Olgerson
Il piccolo Nils, guardiano di oche,
dispettoso e perdigiorno, cattura un folletto ma viene da questi miniaturizzato.
Spaventato, raggiunge l’oca Mårten che sta partendo per seguire la migrazione
delle sue compagne e viene trasportato in volo. Nils si accorge di capire il
linguaggio delle oche e si rende conto che la sua oca non è bene accetta nello
stormo. Arrivano in Lapponia dove il ragazzo per necessità è costretto ad
aiutare gli altri. Si guadagna l’amicizia delle oche e in particolar modo della
loro capitana, dopo aver salvato un’oca dalle fauci di una volpe. Libera dai
topi un castello e un giorno incontra l’autrice delle sue avventure che lo salva
dall’attacco di una civetta. Intanto i genitori di Nils si trovano in difficoltà
e stanno per vendere la fattoria. Il ragazzo arriva in tempo per salvare la sua
amica Mårten, che lo ha preceduto, dal finire in pentola. La buona azione e
quelle precedenti gli meritano il perdono del folletto. Ritornerà un bimbo
normale, generoso, assennato e altruista.
FILATELIA
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l'album
ALTO VOLTA 1917
(428),
RUSSIA 1959 (2149),
SIERRA LEONE 1995 (2030),
SURINAME 2006, SVEZIA 1958
(434/6), 1968
(637),
1969 (644),
1971 (707),
LAMB CHARLES
(Inghilterra)
Nasce a Londra
il 10 febbraio del 1775 e ivi muore il 29 dicembre del 1834.
Studia al
Cristo’s Hospital dove conosce Samuel Taylor Coleridge, una amicizia che
durerà per tutta la vita. La sua gioventù non è felice: soffre saltuariamente
di turbe psichiche, come pure la sorella Mary, con la quale scrisse alcune
opere. La sorella fu in seguito chiusa in una casa di cura dopo aver ucciso
la madre in una crisi di follia. Ne uscì e fu affidata alla tutela del
fratello.
Con la sorella
Mary scrive alcuni libri per l’infanzia, Racconti tratti da Shakespeare
(1807) nei quali tenta di avvicinare i giovani al grande drammaturgo, volgendo
in prosa le sue opere maggiori e più note. Assieme alle Avventure di Ulisse
tali scritti divennero classici per l’infanzia.
Assieme ad un
gruppo di scrittori, Percy B. Shelley, William Hazlitt e Leigh Hunt, collabora
con i suoi scritti a favorire le riforme politiche. Dopo aver tentato con
poco successo la poesia, si dedica alla critica, rivolgendo l’attenzione agli
autori drammatici dell’epoca elisabettiana e contribuisce alla riscoperta del
teatro inglese del XVI e XVII secolo con la sua opera Esempi di poeti
drammatici inglesi che vissero all’epoca di Shakespeare (1808).
Il suo nome è
legato soprattutto ai Saggi di Elia, raccolti in due volumi (1823 e
1833) che segnano la nascita di un nuovo genere letterario: il saggio
romantico dove una vena di lirismo s’intreccia all’umorismo e ad osservazioni
di costume.
FILATELIA
INGHILTERRA
1879 (BF)
LANDOLFI TOMMASO
(Italia)
Nato a Pico
Farnese il 9 agosto del 1908. Morto a Roma l’ 8 luglio del 1979.
Rampollo di
nobile famiglia, si laurea nel 1932 in lingua e letteratura russa
all’Università di Firenze, discutendo una tesi sulla poetessa Anna Achmatova.
Inizia a collaborare con alcune riviste e giornali (“Letteratura”, “Campo di
Marte”. “Il mondo di Pannunzio” e “ Corriere della Sera”).
Al 1937 risale
la pubblicazione della prima raccolta di racconti, in precedenza apparsi su
riviste, Dialogo dei massimi sistemi. A questi seguono altri racconti,
tra il fantastico e il grottesco, che caratterizzano la produzione del primo
Landolfi, tra i quali spicca la novella gotica Racconto d'autunno, del
1947..
Dopo alcuni
viaggi all’estero, Landolfi si stabilisce a Roma dalla quale si allontana per
brevi soggiorni a Sanremo e Venezia, per frequentare i casinò locali, e a
Pico Farnese dove risiede la sua famiglia. Nonostante la sua vita mondana, non
tralascia la passione per la scrittura e i suoi lavori sono apprezzati da
Montale e da Calvino (che ne curerà una antologia nel 1982).
Landolfi è uno
scrittore poco noto al grande pubblico, forse per la lingua baroccheggiante
che usa nei suoi scritti o per essersi tenuto ai margini dei movimenti
letterari italiani e stranieri che si susseguirono durante la guerra e nel
dopoguerra.
Si dedicò anche
alla letteratura per i giovani, scrivendo per essi Il principe infelice e
altre storie per ragazzi (1943), La raganella d’oro (1954),
Colloqui, racconti per bambini (1967), Filastrocche e nuove
filastrocche (1968),
Tra le opere
principali sono da ricordare: La biere du pecheur (1953), Rien va
(1963), Des mois (1967), A caso, che nel 1975 vince il premio
Strega. E ancora: La pietra lunare. Scene della vita di provincia
(1939), II mar delle blatte e altre storie (1939); La spada
(1942), Mezzacoda, (1958), Un amore del nostro tempo, romanzo
(1965); Racconti impossibili (1966). Faust '67, testo teatrale
(1969); Breve canzoniere, dialoghi e poesie, (1971), Viola di morte,
poesie, (1972), Le labrene, racconti, (1974), Il tradimento,
(1977), Del meno (1978) .
Nel 1996, per
volontà della figlia Idolina, nasce il Centro Studi Landolfiani, che pubblica
il bollettino “Diario perpetuo”.
FILATELIA
ITALIA 2008
Langen Annette
(Svizzera)
Nata
nel 1967.
Visse l’infanzia tra i
libri. Viaggiò con i genitori e conobbe molti paesi, una passione, quella del
viaggio, che, col passar del tempo, non è venuta mai meno. La conoscenza,
quindi, di popoli, persone, culture diverse e le varie esperienze e conoscenze
influenzarono notevolmente la sua immaginazione e condizionarono le trame dei
vari libri destinati ai giovani.
Lavorò come redattrice di
libri per bambini. Cominciò a pubblicare nel 1989 e da allora scrisse oltre
sessanta libri, alcune antologie e traduzioni dall’inglese.
Il personaggio
maggiormente presente è il leprotto Felix, (Felix esplora il pianeta Terra,
Il Natale di Felix, In giro per il mondo, Al circo…)
FILATELIA
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l'album
SVIZZERA 2005
(1849/59)
LAWSON HENRY
(Australia)
Nasce
a
Grenfell,
Nuovo Galles meridionale,
il
17 giugno
1867. Muore a
Sydney il
2 settembre
1922).
Sua madre,
Louisa Lawson
(1848-1920),
fu un'importante fugura nella lotta per il suffragio femminile, editrice e
proprietaria del giornale “The Dawn”; suo padre, Niels Larsen, era un
pescatore
norvegese che
emigrò in Australia. Dopo la nascita di Henry, il cognome delle famiglia venne
inglesizzato in Lawson.
A sette anni, per una infezione alle orecchie
diventa sordo. Dopo aver lasciato la scuola a causa della malattia, lavora col
padre nell’edilizia, poi come pittore. Nel frattempo frequenta una scuola per
completare la sua formazione, aiutato in questo dalla famiglia che ebbe su di
lui grande influenza.
Nel
1888 viene
pubblicata la sua prima storia His Father's Mate.
Nel
1896 si sposa
ma si separa presto dalla moglie dopo un soggiorno a
Londra
(1900-1902).
Pur dedito all’alcool, fu una delle celebrità
più note in Australia. Purtroppo i suoi concittadini lo incontravano per le
strade di Sydney, particolarmente a Circular Quay a mendicare. Fu più volte
arrestato e imprigionato nel carcere di Darlinghurst, una esperienza che
raccontò nel volume One Hundred and Three (103) - il numero della sua
cella – pubblicato nel 1908.
Alla sua morte, data la notorietà e la fama
acquistata in tutta l’Australia, ebbe un
funerale di stato,
presenziato dal primo ministro
W. M. Hughes e
da suo cognato
Jack Lang
(politico australiano), e da migliaia di cittadini.
Nonostante la sua vita difficile, ma in omaggio della sua opera Henry Lawson
venne rappresentato sulle banconote da 10 Dollari Australiani emesse nel 1966,
quando la valuta decimale fu introdotta per la prima volta in Australia. La
banconota venne sostituita nel 1993 quando furono introdotte le banconote in
polimero. Su di esse lo scrittore venne ritratto con lo sfondo della città di
Gulgong in New South Wales.
Tra le sue opere maggiori sono da ricordare:
Gente del Bush
(raccolta),
I gerani della signora
Spicer (romanzo breve),
Racconti australiani
(raccolta),
When I was King and other
verses (raccolta di versi),
For Australia and Other
Poems (raccolta di versi),
The Country I Come From
(raccolta),
Children of the Bush
(raccolta),
Triangle of Life and
Other Stories (raccolta),
St Peter
(poema),.A
Child in the Dark, and a Foreign Father
(storia),
In the days
when the world was wide
(raccolta di versi),
Joe Wilson
and His Mates
(raccolta),
On the Track
(raccolta),
Verses,
Popular and Humorous
(raccolta di versi),
While the
Billy Boils (raccolta,
include
The Drover's
Wife) .
Scrittore di poemi e di racconti diffusi anche tra la gioventù, tra cui White
the Bikky Boils, On the Track and Over, The Sliprails, rappresenta con vivo
rilievo la vita delle foreste.
Nelle sue opere descrive le condizioni della realtà australiana. Appartiene alla
corrente narrativa del Novecento che vuole trasformare gli avvenimenti e le
esperienze del secolo precedente fornendo una immagine del passato e del
presente australiano in cui la nazione possa riconoscersi.
FILATELIA
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l'album
AUSTRALIA 1991
(1227)
Lazar Lagin Yosifovych
(Russia)
Nato nel 1903. Morto nel 1979.
Lazar Lagin (nato Lazar Ginzburg),
scrittore satirico e scrittore per bambini. E’ conosciuto per il suo libro
«Il vecchio Hottabych» (1937), una favola (molto colorita a favore della
ideologia comunista) in cui racconta la storia di un genio che viene liberato
dalla sua prigionia da uno scolaro sovietico. Il genio, come prevedibile, ha
qualche difficoltà ad adattarsi alla vita moderna e allo stile di vita
comunista. Dal libro, molto popolare tra i bambini, è stato tratto un film nel
1956.
FILATELIA
BIELORUSSIA,
2003/04/12 Annullo speciale e Cartolina postale

LEAR EDWARD
(Inghilterra)
Ultimo
di ventun fratelli, Lear nasce a Holloway (Londra) il 12 maggio 1812.
Trovatosi nella necessità di guadagnarsi la vita, inizia a quindici anni ad
illustrare e disegnare uccelli e lo fa con tale abilità e talento da essere a
diciannove anni assunto presso la Società zoologica di Londra.
Nel 1832 pubblica la sua prima opera organica di disegni a colori dal titolo
Illustrations of the Family of Psittacidae. Prepara molti disegni per vari
naturalisti. Raggiuge tale rinomanza che il conte di Derby gli affida l’incarico
di dipingere a colori gli esemplari zoologici della sua tenuta di Knowsley.
Entrato nelle grazie del conte e in particolar modo dei suoi nipoti, Lear
disegna e scrive per loro il Libro delle sciocchezze, che, dato più tardi
alle stampe, lo rese celebre.
Dal 1836 oltre al disegno degli animali alterna quello dei paesaggi. Nel 1837, a
causa della salute precaria, si trasferisce a Roma, dove allestisce uno studio.
Da Roma si spinge a visitare diverse parti d’Italia; va in Corsica, in Albania,
in Grecia, in Turchia, Egitto, Siria, Palestina, persino in India dove fu
ospite del viceré lord Northbrook. Di tutti questi viaggi rimane traccia nei
Journals e in numerosissimi disegni di gusto classicheggiante, assai diversi
da quelli umoristici e grotteschi che illustrano le sue opere ricche di humour.
Dal 1837 in poi fa sporadici viaggi in Inghilterra e fu in una di quelle
occasioni che nel 1845, ha l’onore di dare lezioni di disegno alla Regina. Nel
1850 la Royal Academy ospita una mostra dei suoi disegni,
Amico di Tennyson, fin agli ultimi anni della sua vita, trascorsi per lo più a
Sanremo, gode fama di brillante conversatore.
Muore a Sanremo il 30 gennaio 1888.
Tra le sue opere vanno ricordate Il libro dei nonsensi (1846), Ancora
nonsensi, vignette. Canzoni botanica (1872), Liriche buffe; un nuovo
libro di nonsensi (1877), Nonsense Drolleries, The Owl and the
Pussy-Cat, the Duck and the Kangaroo (1889). Nel 1889 illustra una edizione
delle poesie di Tennyson. Una raccolta di lettere di Lear viene stampata nel
1911. Postumi sono pure stampati The Jumblies and Other Nonsense Verses
(1900) nonché nel 1952 una scelta di ‘Journals’ inediti.
Il suo nome è uno dei primi in cui i bambini inglesi, quando incominciano a
leggere, si imbattono e cominciano ad amare. A ciò li induce la forma metrica
dell’Autore, il limerick. Si tratta di una breve forma rimata e ritmata (aabba)
di origine settecentesca. Lear portò alla perfezione il genere del nonsenso,
grazie ad un uso originalissimo della cantilena del limerick, facendo sì
che il ritorno finale della rima e delle parole iniziali suggellasse
l’istantanea colorata e caricaturale di personaggi, abitanti un mondo
astrattamente folle.
Il gusto del paradosso, dell’ironia, per altro verso presente in Lewis Carroll,
rappresenta nella letteratura vittoriana una reazione al conformismo, una
celebrazione della logica dell’assurdo,
OPERE
Limerick
e nonsensi. Sulla rivista di
letteratura giovanile “LG Argomenti”, Genova, 1993, n.1, gennaio-marzo, p. 49,
si legge “Limerick è il nome di una città del sud dell’Irlanda, nelle vicinanza
del fiume Shannon, ed è anche il nome di un tipo di breve poesia popolare che
una volta pare venisse recitata in coro con accompagnamento musicale. Non si
hanno prove certe che spiegano i motivi per cui il nome della città sia passato
ad indicare quel tipo di filastrocca. Uno studioso inglese ha avanzato l’ipotesi
che l’origine del limerick debba collegarsi all’attività di una brigata
militare, formatasi nella città di Limerick, per andare a combattere in Francia
agli ordini e al soldo di Luigi XIV, il famoso Re Sole. L’ipotesi si basa sul
fatto che, a quanto pare, nei primi limerick appaiono come protagonisti
gli uomini di quel gruppo militare. I soldati della città di Limerick certamente
non saranno stati raffinati ed eleganti signori in cravatta e doppiopetto, ma
piuttosto rudi e bruschi giovanotti. Pare che quei militari si divertissero per
passare il tempo ad inventare delle stroffette in versi, forse prendendosi in
giro fra di loro e dicendosene magari di tutti i colori. Si sa come fanno e
parlano e cantano i soldati quando si trovano in gruppo. Se tra di loro, nei
momenti di allegria collettiva, cantavano e inventavano versi e strofe si sarà
trattato certamente di antiche filastrocche popolari riutilizzate per
l’occasione.
Si dice che i primi
limerick fossero abbastanza indecenti e sconci. In quella brigata di
irlandesi ciascuno inventava e cantava la propria filastrocca. Poi tutti in coro
la ripetevano. Ma sarà andata veramente così? Chi lo sa!
Secondo un’altra congettura
il nesso tra il nome della città di Limerick e il componimento in versi pare
debba spiegarsi con un gioco di composizione di versi scherzosi che obbligava a
ripetere il ritornello: “Will you come up to Limerick?”
Quel che si sa bene è come è
fatto un limerick, nel senso di strofetta. Il limerick è una
poesia senza senso, uno scherzo in versi, una bizzarrìa divertente. Quel che
dice è pura invenzione. Per esempio:
C’era vecchio di Dronero
C’era una signorina di Lodi
Che leggeva con un piede
in aria Omero; Di cui tutti cantavano le lodi;
Quando dal crampo si
sentì trafitto Si dedicava insieme all’arpa
Saltò giù dalla rupe a
capofitto, e alla pesca della carpa,
Così finì quel vecchio di
Dronero Quella compita signorina di Lodi.
(C. De Luca)
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GRAN
BRETAGNA 1988 (1334/37)
Jersey 2010
LEFEBVRE de LABOULAYE ÉDOUARD
RENÉ
(Francia)
Nasce
a Parigi il 18 gennaio 1811.
Studia diritto e contemporaneamente, con la collaborazione del fratello Charles,
cura la conduzione di una fonderia di caratteri tipografici. Ma nel 1842,
ottenuta l’avvocatura e l’iscrizione al foro di Parigi, abbandona l’industria..
Nel 1839 pubblica un saggio la Storia del diritto delle proprietà fondiarie
in Europa da Costantino ai nostri giorni, opera premiata dall’Académie des
Inscriptions, come altre due sue opere Ricerche sulla condizione civile e
politica delle donne dai Romani sino ai giorni nostri (1843) e Saggio
sulle leggi criminali dei Romani concernenti la responsabilità dei magistrati
(1845).
Nel 1845 viene eletto membro dell’Accademia stessa.
Nel 1849 occupa la carica di professore di legislazione comparata al Collegio di
Francia. Collabora al periodico “Debats” e nel 1855 fonda la “Rivista storica di
diritto”.
In politica, esponente dell’opposizione liberale, combatte la politica
autoritaria del secondo Impero. Solo sotto il ministero Ollivier, che gli sembra
vicino alle sue idee, cessa ogni opposizione al governo.
Dopo la caduta dell’Impero viene eletto all’Assemblea Nazionale, fa parte del
centro-sinistra e sostiene Thiers. Nel 1875 viene eletto senatore inamovibile
nella lista approvata dalla Assemblea Nazionale. Nel 1873, pur avendo cessato
l’attività di insegnante presso il Collegio di Francia, ne ottiene la nomina ad
amministratore..
Fu autore di diversi saggi: La libertà religiosa (1858), La proprietà
letteraria in Francia nel XVIII secolo (1859), Storia politica degli
Stati Uniti (1855-66 in 3 volumi), Il partito liberale: il suo programma
e il suo avvenire (1863), Discorsi popolari (1869).
Si rivelò anche brillante scrittore con due romanzi a sfondo satirico e polemico
sul conformismo e sulla mancanza di libertà democratiche nella società francese,
Parigi in America (1863) e Il principe cane (1868).
Lefebvre fu anche un raccoglitore di fiabe, racconti di ogni tempo e paese,
raccolti nel volume Fiabe blu (1846) e successivamente nelle Nuove
fiabe blu (1868)
Muore a Parigi il 25 maggio 1883.
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CUBA 2000 (3881)
LE PRINCE DE BEAUMONT JEANNE MARIE
(Francia)
Nasce Rouen il 26 aprile del 1711 e muore a Chavanod, presso Annecy, l’8
settembre del 1780..
Sorella del pittore Jean Baptiste, si occupò attivamente
dell’educazione dei bambini per i quali scrisse molte fiabe e romanzi per la
gioventù.
Viene considerata come la prima scrittrice ad aver volontariamente
adottato uno stile semplice, adatto a giovani lettori. Quantunque non fosse ben
predisposta verso il genere fiaba, che considerava” pernicioso per i ragazzi”,
fu soprattutto a questo genere che rivolse le sue attenzioni letterarie.
Nel 1748 pubblica a Nancy il suo primo romanzo Il trionfo della verità,
che dedica al re di Polonia Stanislav Leszczynski, ma la notorietà gli viene
quando sulla rivista “Le magazin des enfants” pubblica la fiaba La Bella e la
Bestia, ripresa da una precedente fiaba scritta da Gabrielle-Suzanne del
Villeneuve.
Tra le sue opere sono da ricordare: Le Triomphe de la
vérité, ou Mémoires de M. de La Villette
(1748), Lettre en réponse à l’Année merveilleuse
(1748) ; Le Nouveau magasin françois, ou Bibliothèque instructive et amusante
(1750-51), Lettres de Mme Du Montier à la marquise de ***, sa fille, avec
les réponses, où l'on trouve les leçons les plus épurées et les conseils les
plus délicats... pour servir de règle dans l'état du mariage (1756) ,
Magasin des adolescentes, ou Dialogues d'une sage gouvernante avec ses élèves
de la première distinction (1760), Principes de l'histoire sainte, mis
par demandes et par réponses, pour l'instruction de la jeunesse (1761),
Instructions pour les jeunes dames qui entrent dans le monde et se marient,
leurs devoirs dans cet état et envers leurs enfans (1764), Lettres d’Emerance
à Lucie (1765) , Mémoires de Madame la
Baronne de Batteville, ou la Veuve parfaite (1766),
La Nouvelle Clarice, histoire véritable
(1767) , Magasin des enfans, ou Dialogues d'une sage gouvernante avec ses
élèves de la première distinction, dans lesquels on fait penser, parler, agir
les jeunes gens suivant le génie, le tempérament et les inclinations d'un
chacun... on y donne un abrégé de l'histoire sacrée, de la fable, de la
géographie, etc., le tout rempli de réflexions utiles et de contes moraux
(1756-Londres), Magasin des pauvres, artisans, domestiques et gens de
campagne (1768), Les Américaines, ou la
Preuve de la religion chrétienne par les lumières naturelles
(1770), Éducation complète, ou Abrégé de l’histoire universelle, mêlé de
géographie et de chronologie (1772), Contes moraux (1774), La
dévotion éclairée, ou magasin des dévotes (1779) ,
Fiabe :
Aurore
et Aimée, La belle e la bete,
Belote et Laidronette,
Conte des trois
souhaits ,
Conte du pêcheur et du
voyageur, Joliette,
La
curiosité,
La veuve et ses deux
filles,
Le Prince charmant
Le Prince Chéri,
Le
Prince Désir, Le
Prince Fatal et le Prince Fortuné, Le
Prince Tity
FIABA
La Bella e la Bestia
Un mercante al ritorno da un viaggio trova riparo in un palazzo apparentemente d
isabitato. Prima di ripartire raccoglie nel
giardino una rosa per sua figlia Bella. A questo punto appare la Bestia che gli
impone di rimanere al suo servizio a meno che non venga sostituito con sua
figlia. La figlia accetta. Viene trattata come una signora e padrona ma non
vuole sposare il mostro. Dopo qualche mese ritorna a casa per una breve visita.
Durante la visita viene avvertita che il suo padrone giace in fin di vita. La
fanciulla si precipita al suo capezzale e il quel momento capisce di amarlo e
decide di sposarlo. La promessa rompe l’incantesimo e la Bestia si trasforma in
un bellissimo principe.
Dalla fiaba Walt Disneu trasse un film a cartoni
animati.
FILATELIA
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GRAN BRETAGNA (Jersey) 2005
(1207),
GRENADINES 1997 (2155),
NEVIS 1996 (949),
S.ELENA 2000 (757),
S.VINCENT 1992 (1640/54+BF 194/5),
(Slovenia)

Nato a Spdje Retnje il 28 settembre 1831 e morto a Lubiana il 16 dicembre 1887.
Iscritto al liceo di Lubiana, non riuscì a ottenere la maturità. Durante il
periodo scolastico cominciò a farsi conoscere per una serie di poesie che fece
pubblicare nel 1854. In quell’anno, non avendo titoli per frequentare
l’università, entrò in seminario e fu aggregato al collegio germanico di Olomouc
dove imparò il ceco e nel 1885 tradusse i manoscritti apocrifi di Kràlo Dvor.
Il suo libro di poesie aveva intanto suscitato l’entusiasmo dei giovani, il
biasimo degli ambienti conservatori e l’intervento del clero e delle autorità.
Il libro fu confiscato e in seminario gli fu imposto di rinnegare l’opera o di
lasciare la carriera ecclesiastica. Lasciò il seminario e si recò a Vienna dove
seguì i corsi dello slavista Miklosic. Poi tornò a piedi in patria e per vivere
si diede a varie occupazioni. Fu insegnante, bibliotecario, segretario della
Matica, la società letteraria centrale slovena, e attivo collaboratore del
giornale “Ljubljanski Zvon”.
Continuò a pubblicare poesie, saggi in forma di diario come Viaggio da
Litijaa Katez e il romanzo Martin Krpan di Vrhà (1958), in cui
elaborò motivi folkloristici e per il quale è maggiormente conosciuto. Racconta
la storia di un uomo forte, contrabbandiere di sale nel periodo in cui gli
inglesi detenevano il monopolio. Durante un trasporto clandestino si imbatte
nell’imperatore e lo aiuta ad uscire da una incresciosa situazione, usando solo
la sua forza. Un anno dopo a Vienna lo stesso imperatore, di fronte ai vani
tentativi dei suoi soldati di liberare la città dal gigante Brdavs, memore
della erculea forza di Krpan, richiede il suo intervento. Martin, per la sua
vittoria, ottiene il controllo del sale nella regione.
Levstik si occupò anche di critica estetica, linguistica e sociale.
I suoi ultimi anni furono duri perché colpito da una malattia che lo faceva
soffrire penosamente. Per alleviare i dolori si rivolgeva a Dio cercando in Lui
un sostegno.
FILATELIA
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JUGOSLAVIA Anno 1965
(1304), 1981 (1792), SLOVENIA Anno 2002
(355/7)
LEWIS CLIVE STAPLES
(Inghilterra)
Poeta, critico, apologeta cristiano, scrittore di fantascienza e narratore per
bambini, Lewis nasce a Belfast il 29 novembre del 1898.
Rimasto orfano di madre in tenera età, la sua infanzia è piena di solitudine, di
stanze piene di libri, di mondi immaginari, come lui stesso scrisse nella sua
autobiografia Sorpreso dalla gioia. I primi anni della mia vita (1955) e
A Grief Observed (1961), un’opera toccante in cui racconta la sua breve
esperienza del matrimonio con una donna gravemente ammalata.
Il
suo libro Pilgrim’s Regress (1922) documenta la sua adesione al
cristianesimo. Anche nel libro curioso Le lettere a Berlicche (1942)
affronta il tema religioso, raccontando le tecniche che si devono usare quando
si vuole far opera di tentazione.
Dal 1926 al 1954 Clives è insegnante nel Magdalen College di Oxford e
successivamente professore a Cambridge fino al 1963. In quel periodo stringe
amicizia con J.K.K.Tolkien e Charles Williams e fa parte del circolo degli
‘Inklings’ (gli imbrattatori di inchiostro).
Scrisse parecchie poesie raccolte in Spirits in Bondage (1919), Dymer
(1926); i romanzi di fantascienza Lontano dal pianeta silenzioso (1938),
Peralandra (1943), Questa orribile forza (1945).
Per i giovani creò in sette romanzi il ‘Ciclo di Narnia’ (1950/56), la saga di
un mondo parallelo al nostro, dominato dalla saggia volontà del leone Aslan.
La sua fama di specialista del Rinascimento e di critico letterario è legata
all’opera La letteratura inglese del secolo XVI (1954) e allo studio
sulla tradizione allegorica dall’amor cortese in Spencer, L’allegoria
d’amore (1936).
Lewis muore a Oxford il 22 novembre del 1963.
LIBRI
Il ciclo di Narnia
comprende i romanzi per giovani, ma per l’Autore validi anche oltre perché,
afferma, “un libro non merita di essere letto a dieci anni, se non merita di
essere letto anche a cinquanta”. La saga è composta da Il nipote del mago
(1950), Il leone , la strega e l’armadio (1950), Il principe Caspian
(1951), Il viaggio del veliero (1952), La sedia d’argento (1953),
Il cavallo e il ragazzo (1956), L’ultima battaglia (1956).
L’Autore
racconta all’amico Tolkien, cui lesse i primi capitoli del Leone, la strega
e l’armadio, che a ispirarlo a scrivere il ciclo fu un sogno popolato di
leoni al quale si unì lo stimolo di un rinnovato interesse per la simbologia
cristiana. Quattro ragazzi si incontrano e vengono proiettati in un mondo
parallelo, governato dal leone Aslan. In varie avventure si imbattono in
protettori e nemici, fauni, ninfe, streghe, animali parlanti, guerrieri eroici e
persino Babbo Natale. Ricevono doni magici, devono affrontare prove difficili
per arrivare a scoprire il loro mondo interiore. Il ciclo è una allegoria
cristiana che impone l’accettazione di responsabilità, di sofferenze con la
consapevolezza che ad ognuno è affidato un compito diverso.
FILATELIA
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AUSTRIA 2005, INGHILTERRA 1998 (2037),
NUOVA ZELANDA 2005 (2206/10+BF 203/7)
LINDGREN ASTRID
(Svezia)
“La Selma Lagerlöf di Vimmerby” come, con suo grande disappunto, veniva
chiamata a scuola
dai compagni, nasce il 14 novembre del 1907 nella Svezia meridionale, nella
regione dello Smaland.
Seconda figlia del fattore Samuel August Ericson e della di lui moglie Hanna,
trascorre una infanzia felice e spensierata accanto al fratello Gunnar e alle
sorelle Stina e Ingegern, in un ambiente che in seguito fu fonte principale di
ispirazione in buona parte dei suoi libri.
Una prole, quella dei Lindgren destinata a lasciare un segno nel campo
letterario: il fratello scrisse satire, una sorella era traduttrice e l’altra
giornalista.
Terminate le scuole, a causa di una gravidanza al di fuori del matrimonio, Astrid deve trasferirsi a Stoccolma per sfuggire al clima di moralismo e di
disapprovazione da cui fu subito circondata. Dopo la nascita di Lars, la
Lindgren, a causa di difficoltà economiche, è costretta a dare il neonato in
affidamento ad una famiglia di Copenhagen.
A Stoccolma trova una occupazione come segretaria in un ufficio dell’Automobil
Club del Regno e nel 1931 spos il suo direttore, Sture Lindgren. Nel frattempo,
essendosi ammalata la madre affidataria, la Lindgren porta il figlio nella casa
dei genitori e solo a mseguito del matrimonio lo riprende con sé. Nel 1934 nasce
la figlia Karin.
Astrid non aveva mai pensato di diventare una scrittrice. Divenne innanzitutto
una narratrice quando nel 1941 la figlia Karin, settenne, costretta a letto da
una polmonite, inizia a raccontarle una storia che continuava sera dopo sera,
inventando sempre nuovi personaggi attorno alla figura di una bimba
particolare, dotata di una forza prodigiosa e di una inventiva senza limiti, che
la figlia battezzò Pippi Calzelunghe.
In seguito, è Astrid a dover rimanere immobile per una distorsione ad una
caviglia, dovuta ad uno scivolone sul ghiaccio.. Costretta all’immobilità… ne
approfitta per diventare scrittrice, iniziando a scrivere le varie storie da lei
inventate attorno alla figura di Pippi. Il manoscritto originale, da lei
illustrato è il suo dono alla figlia in occasione del decimo compleranno.
Una copia del manoscritto viene inviata ad un ’editore il quale lo rifiuta,
ritenendolo troppo trasgressivo. Ma ormai la mania di scrivere per ragazzi era
iniziata e non fu troncata dal rifiuto. La scrittrice invia alla casa editrice
Rabén e Siogren, che aveva bandito un concorso, un altro manoscritto
Britt-Mari (1944), un libro di genere rosa che ottenne il secondo premio e
la pubblicazione. L’anno successivo manda alla stessa casa editrice Pippi
Calzelunghe, opportunamente riveduto. Il romanzo fu subito pubblicato e fu
un successo.
Nel 1945 la scrittrice divenne caporedattrice presso la stessa casa editrice,
dove rimase fino al 1970.
Astrid Lindgren nella sua carriera di scrittrice per l’infanzia ha pubblicato
oltre cinquanta libri, tra i quali emergono i gialli con protagonista Kalle
Blomqvist (1946-1953); Il libro di Bullerby (1946-52), Mio,
piccolo Mio (1954), Karlsson sul tetto /1955); Rasmus il vagabondo
(1956) che ottenne premio internazionale Andersen del 1958; Emil (1963),
Emil il terribile (1966); Vacanze all’Isola dei gabbiani (1964),
sul tema delle vacanze estive lontano dai genitori; I fratelli Cuordileone
(1973) sul tema della morte; Ronja (1981), storia ambientata tra i
briganti.
Per tutte le sue storie e per i personaggi la scrittrice ha attinto ai ricordi
della sua infanzia, alle storie legate alla sua terra e al mondo agreste in cui
aveva vissuto. Molte le traduzioni nel mondo e parecchi i film e gli sceneggiati
televisivi tratti dalle sue opere.
Ottenne riconoscimenti e premi tra cui l’Andersen Award nel 1958; la medaglia
d’oro dell’Accademia svedese nel 1971; il Lewis Carroll Shelf Award nel 1973; l’International
Book Award dell’Unesco nel 1993. Le furono conferite varie lauree ad honorem
dall’Università di Linkoping, Svezia (1973), della Leicester University, Gran
Bretagna, nel 1978 e dell’Università di Varsavia nel 1989.
Nel 1997 fu nominasta personaggio svedese dell’anno. Curiosa è la reazione
della scrittrice che inm quell’occasione disse: “Non capisco come possiate
nominarmi personaggio dell’anno, io che sono cieca e sorda e mezza pazza.
Faremo meglio a non dirlo tgroppo in giro, sennò penseranno che tutti in Svezia
siano come me.W”
Astrid Lindgren muore a Stoccolma, all’età di 94 anni, il 28 gennaio del 2002.
Nello stesso anno il governo svedese ha istituito un premio letterario per la
letteratura rivolta ai giovani, dedicato alla scrittrice del valore di cinque
milioni di corone svedesi (pari a circa 540.000 euro) Attualmente è il premio di
maggior rilievo per questo settore.
Sempre nel 2002 la sorella minore Stina Hergin pubblica il libro C’era una
volta una fattoria che racconta l’infanzia delle due sorelle nella fattoria
paterna.

OPERE
Emil Emil è un supermonello, sempre immerso in una fantasmagoria di
situazioni esilaranti, ambientate nella campagna nordica. Nel romanzo non vi è
una traccia unitaria, ma una serie di episodi in cui Emil è coinvolto,
combinandone di tutti i colori. Infila la testa in una zuppiera; solleva la
piccola Ida sull’asta di una bandiera; rovescia una pentola di sanguinacci
addosso al padre; intaglia il suo centesimo cavallo di legno; terrorizza con un
cavallo tutto il villaggio; combina affari pazzeschi all’asta di Backhorva;
inventa sistemi per strappare molari; mette ranocchie nel caffè e altro ancora.
Un vero Giamburrasca del nord.
Karlson
sul tetto Nel caseggiato di una via di Stoccolma abita la famiglia
Svantesson, composta da padre, madre e tre figli. Il più piccolo, Svante, detto
Fratellino, ha sette anni. Nel palazzo abita anche un ometto strano: abita sul
tetto, non si lascia mai vedere da nessuno ed è capace di volare, avendo
un’elica sulla schiena. Gli basta azionare un pulsante che ha vicino
all’ombelico.Fratellino, durante una delle sue scorribande con guai annessi, lo
incontra e parla con lui. Quando lo dice, nessuno gli crede. Tutti pensano che
sia un suo amico immaginario su cui Fratellino riversa la colpa di tutte le sue
marachelle. Per essere creduto cerca di organizzare un incontro fra i suoi
familiari e altri membri del caseggiato col misterioso omettino ma questi non si
fa vedere. Lo vedranno solo due amici di Fratellino, venuti in visita assieme al
loro cane. I genitori, preoccupati, decidono di regalare al figlio un cane
affinché trovi nell’animale un amico vero. Solo allora Karlson si lascerà vedere
da tutti.
Pippi
Calzelunghe Nella Villa Villacolle vive Pippi, una bimba di nove anni,
orfana. Con lei vivono un cavallo e una scimmietta. Pippi si è resa
indipendente, non vuole nessuno attorno a lei. È capace di provvedere a se
stessa e per vivere attinge ad una una valigia piena di monete d’oro lasciatale
dal padre, capitano di marina, morto per essere volato via dal ponte di una nave
durante una tempesta. Pippi però è convinta che non sia morto, anzi sia
diventato il re di una tribù indigena e prima o poi tornerà. Pippi non va a
scuola e fa quello che le pare. I suoi vicini di casa sono Tommy e Annika, bimbi
educati, ordinati e puliti i quali, quando conoscono Pippi, vengono soggiogati
dalla sua vitalità tanto che la loro vita diventa piacevole, movimentata e
caotica. Ciò non piace ai genitori i quali, saputo che Pippi vive da sola, nel
più completo disordine, cercano di farla chiudere in un orfanotrofio. Ma Pippi,
dotata da una forza prodigiosa: riesce persino a sollevare il suo cavallo, mette
in fuga gli agenti venuti per condurla via; sconfigge alcuni ladri; discute con
la maestra e la convince a concederle di non frequentare la scuola finché non
sarà più grande. Intanto, come aveva sperato, il padre ritorna e confessa di
essere veramente il capo di una tribù che vive nell’Isola di Cip Cip. Invita la
figlia a seguirlo, ma al momento dell’imbarco Pippi ci ripensa. Vuole rimanere
con i suoi amici Tommy e Annika. Sull’isola andrà l’anno dopo, in vacanza e in
compagnia degli amici.
FILATELIA
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l'album
SVEZIA 1969
(638),
1987 (1415/24),
1996 (1926),
2000 (2136/8),
2002 (2257/63),
SVIZZERA 1984 (1215)
LINDSAY NORMAN WILLIAM
(Australia)
Nato a Creswick, Vittoria, il 22 febbraio del 1897. Morto il 21 novembre del
1969.
Artista, scultore, produttore, vignettista. Era figlio di un chirurgo, il quinto
di dieci figli.
Divenne un artista assai noto in Australia per le sue illustrazioni, le
acqueforti, gli acquarelli, i quadri ad olio e le sculture in calcestruzzo e in
bronzo.
Le sue opere pittoriche erano alquanto discutibili. Nel 1940 la seconda moglie,
Rosa, per proteggerle dall’imminente conflitto, decise di trasferirle in luogo
sicuro. Scoperta dai funzionari americani che le ritennero pornografiche,
vennero bruciate.
La sua abilità
pittorica fu da lui utilizzata in opere illustrate, fumetti, stampe di vario
tipo e per illustrare opere da lui scritte e destinate all’infanzia.
Scrisse e illustrò nel 1918 un classico per bambini Il pudding magico e
una novella Redhea, basato sul suo luogo natio. Quest’ultima venne
vietata dalla censura.
Lindsay nel 1901, assieme al fratello Lionel, aveva fondato ”Il bollettino di
Sydney” un settimanale che durò per oltre cinquant’anni e sul quale pubblicò
vignette, illustrazioni a carattere satirico-politico.
Legato a scrittori quali Kenneth Slessor,
Francis Webb e
Hugh McCrae, illustrò le loro opere e al
tempo stesso scoprì altri nuovi illustratori:
Roy Krenkel, Frank Frazetta e
Ernest Moffitt.
Lindsay viaggiò a lungo, venne anche in Italia e a Napoli illustrò a penna e
inchiostro il Satyricon di Petronio.
Molti suoi romanzi furono adattati in cinematografia e per la televisione.
Tra le sue opere sono da
ricordare: Curate in Boemia (1913), Redheap
(1930), Miracoli
tramite Arrangement (1932), Saturdee (1932), Filtri nel salone
(1933), Amorist prudente (1934). Età di consenso (1935),
Cugino dal Fiji (1945). Dovunque a metà strada (1947), Polvere
(1950) , nonché i libri dei bambini: Il pudding
magico (1918) La strada principale Flyaway (1936)
AUSTRALIA Anno 1985
(917)
LINKOW MIKHAS
(Bielorussia)
Nato il 18
novembre del 1899 a Zazyby, regione del Vitsebsk. Morto nel 1975.
Mikhas Linkow,
scrittore in prosa, autore di opere per bambini, critico letterario, studioso
e personaggio politico, era figlio di un ferroviere.
Dopo aver
conseguito la laurea, lavorò come insegnante.
Durante
l'invasione tedesca del 1918, Linkow fu uno dei comandanti della guerriglia.
Dopo la guerra tornò all’insegnamento e contemporaneamente collaborò con varie
testate giornalistiche. Nel 1930 si trasferì a Minsk, dove lavorò per
l'Unione bielorussa degli scrittori.
Durante la
Seconda Guerra Mondiale fu corrispondente di guerra in prima linea e a guerra
conclusa, divenne il direttore dell’Istituto di Letteratura, Lingua e Arti
presso l'Accademia delle Scienze della Bielorussia. Dal 1940 al 1975 fu
eletto deputato al Consiglio supremo della Bielorussia.
Pubblicò la
prima poesia nel 1919 e il primo racconto nel 1926. Dedicò la sua attività
letteraria non solo agli adulti ma anche ai ragazzi, toccando in entrambi i
casi l’argomento guerra, rivoluzione, cambiamento della mentalità e delle
prospettive a seguito di un nuovo ordine sociale.
Fu insignito
di tre Ordini di Lenin, tre onorificenze della Bandiera Rossa del Lavoro,
della Medaglia Rossa e diverse altre medaglie.
Fu anche
nominato membro della Accademia delle Scienze della Bielorussia '(1953). Nel
1968 ottenne il Premio azionale Yakug Kolas.
Varie strade in
Bielorussia portano il suo nome.
FILATELIA
BIELORUSSIA
1999
Annullo speciale e cartolina postale.
(Italia)
Nato
ad Amsterdam il 5 maggio 1910. Morto a Radda in Chianti l’11 ottobre 1999.
Pittore, grafico,
scrittore e illustratore di libri per ragazzi, nato da famiglia italiana
trasferitasi ad Amsterdam, rientrò in Italia nel 1929 per studiare economia e si
laureò nel 1935. Cominciò subito ad interessarsi di design. Nel 1939, causa le
leggi razziali italiane, dovette emigrare negli Stati Uniti. A Philadelphia si
indirizzò all’attività grafica, divenne art director per alcune campagne
pubblicitarie e lavorò per la rivista “Fortune”. Collaborò in quegli anni con
Steinberg, Andy Warhol, Calder, de Kooning, Léger.
Tornato in Italia nel
1962 iniziò una nuova carriera come scrittore e illustratore di libri per
bambini.
Morì nel 1999 all’età di
89 anni.
Per ragazzi scrisse:
Piccolo blu e piccolo giallo, Un colore tutto mio, Federico, Pezzettino, Un
pesce è un pesce, Guizzino, La casa più grande del mondo, Il sogno di Matteo, Il
topo dalla coda verde, Alessandro e il topo meccanico, Cornelio.
FILATELIA
USA
Anno 2006
(3743)
Lira Carmen
(Maria Isabel Carvajal)
(Costarica)
Nata nel 1888. Morta il 13 maggio1949.
Attivista ed esponente attiva del Partito Comunista, scrisse nel 1918 il primo
romanzo, En una silla de ruedas. E’ la storia di un ragazzo paralizzato
che cresce fino a diventare un artista. Nella vicenda si amalgamano
sentimentalismo e descrizioni della vita boehemienne di San Josè. Seguì una
raccolta di racconti popolari che la rese nota al pubblico, Cuentos de mi tia
Panchita (1920), opera che fu continuamente ristampata. Fu tradotta in
inglese col titolo La voce della sovversiva Carmen Lira.
Carmen Lira fu una educatrice. Lavorò inizialmente come infermiera, poi come
giornalista, fondatrice nel 1910 del Centro di corsi serali “Germinal” e avviò
la prima Scuola Montessori nell’ America Latina (1926).
Ebbe un ruolo nel piano di organizzazione femminile che culminò con l’incendio
di una sede giornalistica e col rovesciamento della dittatura dei fratelli
Tinoco (1916).
Ricevette una borsa di studio che le permise di frequentare la Sorbona a Parigi.
Nel 1920 tradusse in spagnolo Il Manifesto Comunista. Allontanata nel
1933 dal suo lavoro di insegnante, assunse la guida dei lavoratori di banane,
organizzando uno sciopero nazionale nel 1934. Scrisse per l’occasione il libro
Bananos y Hombres.
Organizzò per i bambini un teatro di burattini.
Nel 1948, costretta all’esilio
politico in Messico dopo la
guerra
civile in Costarica, vi morì.
L’Assemblea Legislativa della
Costarica la onorò nel 1976 col titolo di Benemerita della Cultura Nazionale.
FILATELIA
COSTARICA Anno 2007 (844)
LOBATO JOSÉ BENTO MONTEIRO
(Brasile)

Usò durante la sua carriera letteraria una molteplicità di pseudonimi. Il suo
vero nome era Josè Renato e si racconta che all’età di dieci anni, avendo
trovato un bastone con sopra incise le iniziali J.B.M.L., cambiò il suo nome in
Josè Bento e lo mantenne per tutta la vita.
Nato
a Taubaté (S.Paolo) il 18 aprile 1882, si trasferisce a tredici anni con la
famiglia a S. Paolo per continuare gli studi che conclude nel 1904, ottenendo la
laurea in legge. Profondo lettore di autori come J. De Alencar, M.Coelho Neto,
A.Herculano, A.Daudet, J.M. de Macerd, comincia subito a dedicarsi alla
letteratura, collaborando con le riviste locali e formando con R.Gonçalves,
G.Ranger, L.Moreira e A.Nogueira il gruppo “Minarete”, di formazione parnassiana
ma attento agli interessi del suo paese.
Dal 1904 al 1911 presta servizio nella magistratura. Lascia tale lavoro in
seguito ad una eredità ricevuta, consistente in una tenuta agricola. La sua
intenzione è quella di occuparsene e di tentare esperimenti attraverso la
meccanizzazione e usando nuovi sistemi produttivi.
Contemporaneamente si occupa anche di letteratura con articoli e racconti
pubblicati su “O estado de São Paulo”.
L’esperimento nel campo agricolo fu un fallimento, tanto che nel 1917 è
costretto a vendere la tenuta agricola. Nel 1918 acquista la “Revista do
Brasil”, pubblica il suo primo libro di racconti Urupès e crea la Casa
editrice Monteiro Lobato. Il suo intento era quello di lanciare sul mercato una
gran quantità di libri, attraverso l’uso di costosi macchinari, e di raggiungere
con le sue opere tutti coloro che sapevano leggere. Fu un altro fallimento. Nel
1925 la sua editrice, acquistata da altri, diventerà “La Companhia Editora
Nacional”.
Trasferitosi a Rio de Janeiro, entra nel campo diplomatico e vi rimane, di
stanza a New York e a Washington, dal 1926 al 1931, in qualità di addetto
commerciale..
Uomo inquieto e amante della libertà, al suo rientro in Brasile prende parte
alle lotte democratiche per il miglioramento e lo sviluppo del settore minerario
e petrolifero. I suoi attriti con il presidente G. Vargas, lo portano a
conoscere, nel 1941, il carcere. Purtuttavia dal carcere suggerisce al
presidente brasiliano l’idea della nazionalizzazione del petrolio.
Uscito dal carcere, deluso e amareggiato, trascorre il resto del suo tempo a
rivedere e a curare l’edizione completa delle sue opere: 34 volumi di cui 17 per
bambini, tutti legati al ciclo Narizinho
Sin
dal 1922 nel campo letterario si era proclamato contrario al modernismo e nelle
sue opere si era sempre battuto a favore dell’arretratezza e delle miserie dei
coloni dell’interno di cui il governo si era sempre disinteressato
La sua fama nel paese e oltre confine gli derivò dalla pubblicazione di
diciassette libri per ragazzi che hanno fatto di lui uno dei migliori autori nel
campo della letteratura per l’infanzia brasiliana. Lobato si rifà spesso ad
autori europei, in particolar modo
La Fontaine, di cui ‘brasilianizza’ le
favole, lasciando opere che sono dei piccoli capolavori, come Reinações de
Narizinho (1921), Il Marchese di Rococò (1922), Viaggio al cielo
(1932); un romanzo di fantascienza O coque das raças ou o presidente negro
(1926), in cui immagina gli Stati Uniti nel 2228 sotto la guida di un presidente
nero; volumi di cronache, di memorie, di viaggi: Idéias de Jeca Tatu
(1919), Ferro (1931) America (1932), O escândalo do petròleo
(1936). A questi si aggiungono i racconti Urupês, Cicades mortas (1919),
analisi di cittadine della Valle di Paraida dove si trovavano estese
coltivazioni di caffè, ormai in decadenza.; Negrinha, (1920), L’onda
verde (1921), Mundo de lua (1923), Il macaco che divenne uomo
(1923).
Nel campo del racconto furono suoi maestri, e ne segui le orme, Maupassant,
Castelo Branco, Eça de Queiròs. Usò spesso una prosa piena di metafore, di
neologismi, di aggettivi. La sua è una prosa di tipo orale con largo uso nei
racconti della prima persona.
Monteiro Lobato muore a S.Paolo il 5 luglio 1948.
LIBRI
Narizinho
Si tratta di varie opere che hanno per protagonista Narizihno, una bimba che
vive nella Fattoria del Bosco Giallo assieme alla nonna e ad una tata di colore.
L’intera serie ebbe una diffusione straordinaria. Dalle 50.000 copie della prima
edizione si passò a centinaia di riedizioni in Brasile e in altre nazioni. I
bambini brasiliani ebbero così la possibilità di conoscere le fiabe europee
attraverso l’interpretazione di un autore brasiliano che le adattò alla loro
vita quotidiana.
FILATELIA
guarda
l'album
BRASILE 1955
(612),
1973 (1055/9),
1982 (1528)
Lofting
Hugh John
(Inghilterra)
Nato a Maidenhead, Berkshire il 14
Gennaio 1886 . Morto a Topanga, California il
(1886/1/14) 26 settembre 1947.
Ebbe la sua prima educazione presso
il St.Mary Colleghe a Sheffield, dopo di che si recò negli Stati Uniti nel 1904
per ottenere la laurea in ingegneria civile presso il Massachussets Institute of
Technology. A Londra studiò presso il Politecnico.
Viaggiò molto come ingegnere
civile, in Canada, con la Ferrovia Lagos, e le Ferrovie di La Habana, Cuba. Nel
1912, sposò Flora Piccolo dalla quale ebbe due figli. Si arruolò nella
Guardia irlandese per servire durante la prima guerra mondiale.
Cominciò in quel periodo a scrivere
lettere di fantasia ai suoi figli per spiegar loro la brutalità della guerra.
Furono quelle l’embrione da cui in seguito nacque la sua opera più famosa e di
successo: il Dottor Dolittle.
Gravemente ferito in guerra, si
trasferì nel 1917 con la famiglia a Killingworth, nel Connecticut, e fu
impiegato nel Ministero della Guerra, nel Reparto Informazioni. La sua prima
moglie morì nel 1927, e la seconda moglie nel 1928. Passò in terze nozze con
Josephine Fricker, nel 1935.
La Storia del dottor Dolittle
ebbe inizio nel 1920 e continuò in un lungo sequel di venti romanzi sino
al 1940. Nel 1922 il terzo romanzo I viaggi del dottor Dolittle (1922),
vinse il prestigioso Newbery Medal. La serie è stata adattata per il cinema, la
televisione e la radio.
John Dolittle è un medico
molto apprezzato e stimato, ha una bella moglie e due figlie adorabili. Tutto
sembra girare per il verso giusto, quando comincia ad accadere qualcosa di
strano. Dolittle, scopre di avere la capacità di poter parlare con gli animali.
Dopo i primi momenti di terrore, i nuovi "pazienti" animali, affollano il suo
studio. Tutta la sua famiglia lo crede pazzo. Ma a poco a poco l'effetto
sorpresa si attenua e Archer, il padre di Dolittle, spiega alla nuora che John
ha avuto questa capacità sin da piccolo.
Altre opere per ragazzi:
La storia della signora Tubbs (1923); Tommy, Tilly, Tubbs e
signora (1936), libri illustrati rivolti a un pubblico giovanile in cui una
vecchia donna parla con i suoi animali che l’aiutano a tirarsi fuori dai guai.
Porridge di Poesie (1924);. Noisy Nora (1929), un ammonimento alle
ragazze che mangiano troppo. The Twilight of Magic (1930), storia rivolta
ai lettori adulti in cui l’autore parla della magia che sta morendo e
dell'inizio della scienza. Vittoria per i morti (1942), libro per adulti.
Si tratta di un poema in sette parti circa l'inutilità della guerra, in cui è
presente il ritornello "In guerra i vincitori sono solo gli uccisi".
FILATELIA
JERSEY Anno 2010 (1540)
LO KUAN-CHUNG pseud. di LO PEN
(Cina)
Nato probabilmente
sotto la dinastia Yuan (1280-1367) ma assai conosciuto sotto quella successiva
dei Ming (1368-1644). Sua patria di origine sembra sia stata lo Shansi o forse
il Chekinag: avrebbe dimorato a lungo nello Hangchou.
Prosatore girovago
scrisse molte composizioni drammatiche in una lingua assai popolare e nota. Gli
vengono attribuite le opere Shui Hu Chuan e la compilazione del San
Kuo Chih Yen I, un’opera molto popolare.
A lui sono pure
attribuiti decine di romanzi popolari tra cui il Romanzo di Sui e dei T’ang
e Il romanzo dei T’ang, forse in origine appartenenti ad una opera unica.
LIBRI

Il San-kuo ien I o Romanzo dei tre regni
è stato definito l’Iliade dei cinesi, per la sua enorme popolarità. Opera di
genio e al tempo stesso straordinaria. Suddiviso in 120 libri, è folto di
episodi che si connettono alla storia dei tre regni di Su, Wei e Wu e riportano
episodi accaduti. L’autore ha il difetto di distribuire simpatie e antipatie,
falsando il contenuto. Più che romanzo storico, è una storia romanzesca
Sui hu Chuan o Storia della riva del lago o I
briganti della palude, è superiore al
precedente. Si tratta di una epopea che ruota attorno ad un brigante-eroe. Sung
Kiang e alla sua banda che , messo il quartiere generale sulle rive del lago
Liang-Sang, nello Shan.Tung, per anni resistette agli eserciti dell’ultimo
imperatore dei Sung settentrionali (1120-1125). Si tratta di un racconto vivace,
fantasioso, con scene realistiche. Efficacissima è la rappresentazione di oltre
cento personaggi, ognuno dei quali finisce per diventare un tipo. La lunghezza
dell’opera varia nelle varie edizioni da 70 a 150 capitoli. Si diffuse
rapidamente in Cina e in Giappone. Esiste una recente versione in tedesco ad
opera di F.Kuhn.
Poiché l’opera esalta l’azione dei banditi
contro lo stato, fu riprovato dai moralisti confuciani, ma proprio per questo
letta sempre avidamente.
FILATELIA
guarda
l'album
BARBUDA 1999
(20 valori in 4 BF),
CINA 1987 (2860/3+BF 46),
1988 (2912/5*BF 48),
1989 (2141/4),
1990 (3035/8),
1991 (3099/102+BF 62),
1992 (3130/3),
1993 (3171/4),
1994 (3258/61+Bf 73),
1998 (3608/11+BF
98),
CONGO 2002 (1522N a 1522 AH+BF 60A
e 60D), FORMOSA 2000
(2519/22+BF 62),
2002 (2665/68+BF 92),
2005 (2924/7+ BF 115),
MACAO 2001 (1057/60+BF 106),
2003 (1142/7+BF 127),
2004 (1201/4+BF 137),
MICRONESIA 1999 (612/6+BF 54)
LONDON JACK o John Griffith
London
(U.S.A.)
Scrittore di avventure immaginate, visse una vita breve ma densa di avventure
reali tanto da sembrare essa stessa un romanzo.
Nasce il 12 gennaio 1876 a San Francisco, California.
Figlio
illegittimo di un avventuriero ed astrologo ambulante, viene legittimato da un
droghiere, John London, che ne sposò la madre. Lascia presto lo studio in parte
spinto dalla necessità, in parte attratto dallo spirito di avventura che lo
costringe quindicenne a lasciar la casa e a cercarsi un lavoro. E di lavori ne
fece molti sui moli di Oakland e nella baia di San Francisco. Fu di volta in
volta marinaio, uomo di fatica tra gli scaricatori del porto, seguì l’esercito
di Coxei, partì per l’Alaska in cerca di oro.
Si iscrive ad una scuola di Oakland e poi all’Università di California, che
lascia per assumere un posto in una, lavanderia. Frequenta ladri e
contrabbandieri che lo costringono a lavori non sempre legali. Durante il
periodo in cui frequenta l’università legge il manifesto di Marx e Hegel e
accetta la tesi socialista che lo porta a conoscere la prigione. Rimane sempre
affascinato dal culto per il superuomo nietzschiano e dal mito dell’idea
imperialistica, basata sulla forza e sulla conquista.
Si sentiva sempre dalla parte dei poveri e dei diseredati e non perdonava la
società che lo aveva fatto soffrire. Spese pertanto la sua vita nell’ossessione
di passare dalla povertà alla ricchezza, la sola che gli avrebbe permesso di
vivere libero.
Nel 1898 le riviste cominciano ad accettare i suoi racconti (il primo fu
pubblicato dalla rivista “Overland Monthly”) e attraverso essi inizia a
costruirsi la maschera romantica dell’avventuriero. Guadagna e dilapida in
breve tempo dei patrimoni. Il suo primo romanzo di successo fu Il richiamo
della foresta del 1903. L’anno successivo esce Il lupo di mare, che
gli frutta 4000 dollari. Ormai sull’onda del successo decide di seguire la via
letteraria e giornalistica. É corrispondente in Manciuria durante il conflitto
russo-giapponese del 1904. Al suo ritorno tenta la via della politica. Si fa
costruire un battello, “The Snark”, che gli costò 30.000 dollari e sul quale
compose alcuni suoi romanzi, tra cui una autobiografia Martin Eden
(1909).
London scrisse una cinquantina di volumi, alcuni ancor oggi noti e apprezzati:
La strada (1907) di sapore autobiografico; Radiosa aurora (1910);
La crociera dello Snark (1911); Racconti di mari del Sud (1911);
La Valle della luna (1913); John Barleycorn (1913),
L’ammutinamento dell’’Elsinore’ (1914); e ancora Bagliore d’oro, La
figlia delle nevi , Il figlio del lupo, Il cuore dei tre, La legge della vita,
Michael fratello di Jerry, Fumo Bellew, La pista dell’oro, Il richiamo della
notte, Racconti di fantastoria e di fantascienza, Straordinarie avventure di
cani. I volumi Jerry delle isole e Michael, cane da circo,
uscirono entrambi postumi nel 1917.
London non è solamente uno scrittore di avventure. Aperto alle miserie sociali
del suo tempo, le evoca in alcuni suoi romanzi quali Il popolo dell’abisso
(1903), celebre inchiesta condotta di prima mano sulla povertà dell’East End di
Londra. Il tallone di ferro (1907), un tema fantapolitico; L’osteria
dell’ultima fortuna (1913); Il vagabondo delle stelle (1915).
La produzione di London passa da una lettura di Nietzsche, quasi razzista, ad un
socialista profetico e è tra queste due posizioni che si conquista un vasto
pubblico. Aveva fortuna con i lettori, un po’ meno con la critica e solo in
questi ultimi anni si assiste ad una sua rivalutazione, soprattutto ad opera dei
militanti di sinistra.
London possiede un talento naturale che trova la sua massima espressione nei
racconti dove riesce ad interpretare i contrasti individuali e quelli
collettivi, legati ai movimenti operai e socialisti nell’America di fine
secolo. London è lo scrittore che ebbe più successo all’estero e dai suoi
libri furono tratti numerosi film.
Genio e sregolatezza. Dal libro Il popolo dell’abisso ricavò più di un
milione di dollari e li spese tutti nella costruzione di un fastoso castello
“La casa del lupo” che si incendiò prima di essere ultimato. Fece allora
costruire un ranch lussuoso in California, il ‘Beauty Ranch’, dove
ospitava regalmente i suoi ospiti. Nel 1913 i suoi romanzi erano tradotti in
molti stati e poteva essere considerato uno degli scrittori più ricchi. In
realtà era un solitario in un mondo ostile.
Finì la sua carriera oberato dai debiti e distrutto dall’alcool. Muore suicida
nel suo ranch il 22 novembre 1916. L’ultimo gesto romantico, gesto di
libertà e di evasione dalla sua vita gloriosa che ormai riteneva conclusa.
LIBRI
Il richiamo della foresta
Ambientato nelle gelide terre del Nord America
al tempo dei cercatori d’oro, narra la storia di un cane che, attraverso i
pericoli e le fatiche di una vita avventurosa e crudele sente rinascere in sé
l’istinto primordiale della razza e, dopo la morte del padrone amato, abbandona
la società degli uomini per tornare alla vita libera della foresta.
Zanna Bianca Figlio di un lupo e di
una cagna, viene chiamato Zanna Bianca dall’indiano che lo alleva. Il lupo
comincia a conoscere le leggi della natura e quelle spietate degli uomini.
Quando verrà venduto ad un avventuriero che lo utilizzerà come cane da
combattimento, rovescerà tutta la sua rabbia sugli avversari, finché un bull-dog
non lo ridurrà in fin di vita. A prendersi cura di lui sarà l’ingegnere Weedon
Scott che, pazientemente, farà del lupo un animale più socievole capace di
salvargli la vita quando per vendetta verrà affrontato da un evaso.
FILATELIA
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l'album
NIGER 1985
(666),
U.S.A 1986 (1630)
LÖNNROT ELIAS
(Finlandia)
Scrittore
finlandese di lingua finnica, nato a Sammatti (Finlandia meridionale) il 9
aprile del 1802.
Era uno dei sette figli di un modesto sarto di villaggio. A prezzo di sacrifici
da parte sua e della famiglia riesce a terminare gli studi medi nel 1822,
all’età di vent’anni, mentre era aiuto farmacista a Hämeenliuna, e a laurearsi
in filosofia a Turkau, discutendo una tesi sulle divinità degli antichi popoli
finnici.
Già da studente manifesta una propensione verso la poesia popolare e nel 1828
inizia a percorrere a piedi la sua terra, spingendosi fino ai confini
settentrionali della Carelia, con l’intento di raccogliere leggende e racconti
antichissimi ascoltandoli dalla viva voce del popolo o di cantori di rune in
lingua finnica.
Nel frattempo studia medicina a Helsinki dove nel 1832 ottiene la laurea e
subito dopo è nominato medico a Kajaani, una piccola cittadina dove era
scoppiata una epidemia di tifo.
Nella calma della cittadina di Kajaani, comincia ad esaminare il materiale
raccolto consistente in una gran quantità di rune, a ordinarlo e a rielaborarlo.
Si trattava di un prezioso insieme di tradizioni letterarie popolari, sino
allora rimaste sconosciute in Europa. Nasce così la prima versione della grande
epopea nazionale finnica il Kalevala.
Lönnrot nel coordinare il materiale mira soprattutto a conferirgli l’aspetto di
un racconto continuato e a creare una armonia nella sua scelta.
La prima edizione del 1835 constava di 32 canti, circa 12000 versi; nella
seconda del 1849, la definitiva, i canti salirono a 50 e i versi a oltre 22000.
Il Kalevala valse a Lönnrot il titolo di Omero della Finlandia.
Nel frattempo Lönnrot aveva pubblicato altre opere. Nel 1836, in un viaggio che
durò otto mesi, arriva sino alla penisola di Kola dove raccoglie abbondante
materiale che gli permette di scrivere il Kantaletar (1840), una raccolta
di canti popolari, circa 23000 versi, contenente dolci liriche d’amore, meste
elegie, spunti umoristici, satire che rappresentano il carattere del popolo
finnico. In successivi viaggi si spinge fino alla Lapponia e ad Arcangelo.
Seguono nel 1841 i Proverbi del popolo finnico; Enigmi del popolo
finnico (1844); Gli antichi canti magici del popolo finnico (1880).
Professore di lingua finnica all’università di Helsinki e dal 1866 al 1880 si
occupa della stesura del monumentale Dizionario finnico-svedese (1880),
contenente oltre 200.000 voci.
Durante la sua vita assistette al sorgere di una lingua unitaria nazionale, cui
egli diede un notevole impulso nel contribuire a farla uscire dal caos dei
dialetti. Per questo è considerato il padre della lingua e della letteratura
finnica..
Muore nel 1884.
LIBRI
Kalevala
La trama si presta poco a un riassunto, scrive
Giacomo Prampolini, che pur tenta di tracciarlo.
“Eroe principale è il poeta-mago Väinämöinen,
l’inventore della <kantele>, (l’arpa finnica), luminosa figura di un boreale
Orfeo. Nasce nel mare, da Ilmatar
(la figlia dell’aria), la dea creatrice del
mondo; promuove l’agricoltura, acquista ogni sapere, compone canti soavi e
possenti; corteggia invano la bella fanciulla lappone Aino, che non vuole
saperne di lui e che, dopo essersi trasformata in salmone, gli sfugge per
sempre. Ilmatar consiglia al figlio desolato di cercarsi una sposa in Pohjola
(il paese del nord. La Lapponia?) la cui regina Louhi gli promette infatti la
propria bellissima figlia a patto che egli le procuri il magico mulino Sampo.
Väinämöinen allora si associa il fratello Ilmarinen, fabbro solerte e geniale;
entrambi hanno come rivale il baldo, gaio e spregiudicato Lemminkäinen. che
incarna il tipo dell’avventuriero, e il triplice corteggiamento si svolge,
attraverso mirabolanti vicende nei canti VII-XIX. Ilmarinen fabbrica il Sampo,
ma la fanciulla si rifiuta di sposarlo; Lemminkäinen, recatosi a Pohjola,
soccombe alle insidie di Louhi, è gettato nel fiume della morte, fatto
a pezzi, ma poi risuscitato dalla madre; Vänämöinen, pentito di aver rinunciato
alla figlia di Louhi in favore del fratello, scende nel regno della morte in
cerca di tre <magiche> parole, necessarie per finire la costruzione di una
barca. La figlia di Louhi, cui è lasciata la scelta fra i due fratelli,
preferisce da ultimo Ilmarinen.
I dieci canti successivi s’indugiano a narrare
le feste dello sposalizio a Pohjola, nonché due sfortunate spedizioni di
Lemminkäinen, furibondo perché non lo hanno invitato alle nozze. Ma Ilmarinen
non gode a lungo la compagnia della sposa, che perisce divorata dagli orsi e dai
lupi per opera di Kullervo, il crudele gigante che inconsciamente si macchia di
incesto con la sorella e poi si uccide nella foresta (canti XXXI-XXXVI).
Ilmarinen, ormai avvezzo alla vita coniugale, si fabbrica una nuova moglie in
oro e in argento, ma non riesce ad infonderle vita; allora rapisce un’altra
figlia di Louhi, la quale però si rivela così uggiosa che egli la trasforma in
gabbiano. Negli ultimi canti (XXXIX-XLIX) Väinämöinen, Ilmarinen e
Lemminkäinen compiono di buon accordo una spedizione contro Pohjola per rubare
il Sampo; ucciso un enorme luccio, il poeta fabbrica con le sue lische una
<kantele>, il cui malioso suono attira tutti gli esseri animali; con esso
addormenta la gente di Pohjola e agevola il furto del Sampo. Ma al risveglio
Louhi scatena contro i tre ladri fuggiaschi una furiosa tempesta durante la
quale la <kantele> cade nel fiume; poi li insegue con una nave da guerra, li
raggiunge, impegna battaglia: il conteso Sampo cade in un lago e si frantuma.
Vänämöinen ne ricupera quanto basta per assicurare la prosperità del Kalevala,
cioè della Finlandia; poi si fabbrica una nuova arpa in legno di betulla. Invano
Louhi infierisce, mandando pestilenze e flagelli, rubando il sole e la luna; i
due fratelli sventano le insidie, rintuzzano le offese. Nel canto finale la
vergine Marjotta (la Maria cristiana?), avendo inghiottito una bacca di
mirtillo, partorisce un fanciullo che è proclamato re della Carelia: Vänämöinen,
irritato, parte con la sua barca di rame, lascia però al popolo finlandese
l’arpa e i melodiosi canti che confortano contro il passare del tempo”.
FILATELIA
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l'album
FINLANDIA 1935
(183/5),
1985 (921/22),
2004 (1671/2)
LUT
OSKAR
(Estonia)
Nato nel
villaggio di Änkküla nel 1887. Morto nel 1953.
Scrittore e
drammaturgo, nacque in una famiglia borghese. Frequentò la scuola locale di
Änkküla e in seguito la scuola parrocchiale Palamuse a Jõgeva che frequentò
durante gli anni 1895-1899. Dal 1899 al 1902 studiò alla Scuola Reale di
Tartu. Nel 1903 iniziò a lavorare come apprendista farmacista a Tartu e poi a
Narva. Dopo aver superato gli esami d’apprendista farmacista, iniziò ad
esercitare la sua professione a Tallinn (1903). Durante il servizio militare
in St Petersburg (1909-1911) lavorò anche nel campo speziale. Rientrato nella
vita civile, concluse gli studi universitari di farmacista.
Nella Prima
Guerra Mondiale fu mobilitato e prestò servizio come militare farmacista in
Pskov, Varsavia, Dvinsk, Vilnos e Vitebsk (1915-1918), dove sposò.
Si dimise
dall’esercito per motivi di salute nell’autunno del 1918 e tornò a Tartu con
la sua famiglia lo stesso anno. Iniziò a lavorare in una farmacia; poi, nel
1919-1920, trovò un’occupazione nella biblioteca universitaria che presto
abbandonò per gestire un negozio.
Solo a partire
dal 1922 si dedicò esclusivamente alla carriera professionale di scrittore.
La sua attività
di scrittore cominciò a svilupparsi nel periodo che precedette la Prima
Guerra Mondiale: un periodo decisamente favorevole dal punto di vista
letterario. Creò diverse commedie popolari, e il romanzo Kevade
(Primavera) (parte I, 1912, parte II, 1913), un indovinato e cattivante
ritratto della vita dei giovani di una scuola. L’opera divenne subito
popolare. Le due opere scritte successivamente sullo stesso tema ( Tootsi
pulm, Argipäev) e il romanzo Sügis (Autunno) (parte I - 1938)), le
scrisse solo per soddisfare la domanda del pubblico. Inoltre, dopo la prima
guerra mondiale le sue opere divennero meno divertenti e più cupe. Sügis
non incontrò il plauso dei lettori in quanto era solo l’ombra del suo
precedente successo. La seconda parte di Sügis rimase per decenni un
manoscritto e fu pubblicata solo nel 1988.
Ci furono
anche versioni cinematografiche di Kevade, Suvi e Sügis, tutte
con gli stessi nomi, prodotte dal regista Arvo Kruusement.
Oskar Lut
scrisse anche opere per i bambini. Il suo libro più popolare rivolto
all’infanzia è Nukitsamees (1920), diventato anch’esso un film, con
l’accompagnamento musicale di Olav Ehala, la cui musica è popolare come il
film stesso.
Oskar Lut come
drammaturgo è noto soprattutto per il Kapsapea (Il cavolo).
L’animazione per Kapsapea si basa su fumetti da lui scritti.
L’argomento è la crescita nel giardino di una famiglia lettone di un enorme
cavolo, fatto che provoca una notevole sensazione negli Stati Uniti, in
Russia e in Cina.
Le opere di
Lut sono state tradotte in molte lingue.
FILATELIA
URSS 1986, 1987
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