SADOVEANU MIHAIL (Romania)
Vicino al gruppo degli scrittori riuniti attorno alla rivista letteraria “Il seminatore”, pervenne al successo con la pubblicazione di una raccolta di racconti. Scrisse anche romanzi e tentò diversi generi letterari, dal romanzo storico La stirpe dei falconieri (1912/13), Il segno del cancro (1929), la trilogia I fratelli Jder (1935,1936,1942), al racconto folkloristico L’osteria di Ancutza (1928), La scure (1930, alla narrativa infantile Il bosco incantato (1950). Altre opere: Il mulino sul Siret (1925), Mitrea Cocor (1949). Sadoveanu usa una prosa semplice, accessibile a tutti e i suoi argomenti favoriti sono gli eventi della grande storia nazionale e quelli della piccola storia quotidiana, nonché la presentazione di costumi, di tradizioni romene e di fiabe attinte dai ricordi popolari.
FILATELIA ROMANIA Anno 1980 (3284)
SAINT-EXUPÉRY ANTOINE de (Francia)
Aviatore francese e scrittore fu un autentico eroe che guardò all’avventura e al pericolo con gli occhi di un poeta, talvolta dal punto di vista di un bambino. Saint-Exupery Nasce a Lione il 29 giugno del 1900 in una vecchia famiglia della nobiltà provinciale, aristocratica, cattolica, tradizionalista (uno dei suoi antenati aveva combattuto con gli Americani a Yorktown). Suo padre, ispettore di una compagnia di assicurazioni, muore improvvisamente nel 1904. La vedova, Marie Fonscolombe, pittrice, dotata di talento artistico, si trasferì nel 1909 con la famiglia a Le Mans nella grande dimora di Saint Maurice de Rémens dove il ragazzo trascorre una infanzia felice, un po’ troppo viziata, circondato da sorelle, zie, cugini, balie e “frauleins” e, soprattutto compagni di gioco tra i quali è il più fantasioso, prepotente, avventuroso. Un piccolo principe, insomma. E quel periodo, inconsciamente fu un punto decisivo che guidò in seguito la sua fantasia. È educato in una scuola gesuita prima a Montgré, in seguito a Le Mans e poi dal 1915 al 1917 in Svizzera, a Friburgo, presso una scuola cattolica gestita dai padri Maristi. Dopo il fallimento del suo esame finale alla scuola preparatoria all’Università, entra nella scuola delle Belle Arti per studiare architettura. Il punto di svolta nella sua vita giunge nel 1921, quando inizia il servizio militare nel 2° reggimento di Cacciatori ed è mandato a Strasburgo per essere addestrato come pilota. Il 9 luglio 1921 fa il suo primo volo da solo in un Sopwith F-CTEE. L’anno dopo ottiene il brevetto di pilota e gli viene offerto un trasferimento nella forza aerea. Quando la famiglia della fidanzata si oppone, egli si stabilisce a Parigi dove inizia un lavoro di contabile in un ufficio, poi di venditore di auto. È pure il periodo in cui comincia ad occuparsi anche di scrittura. Gli anni che seguono sono sfortunati. Il suo rapporto con Louise de Vilmorin si rompe; negli affari non ha successo. La sua prima storia, L’aviatore, è pubblicata nel 1926 sulla rivista di letteratura “Le navire d’argent”. In quegli anni Saint-Exupery, mettendo a frutto la sua esperienza e abilità di aviatore, trova la sua vera occupazione nel recapitare la posta per via aerea su incarico della Compagnia Commerciale Aeropostale Latécoère. Per tre anni trasporta la posta volando sopra il Nord Africa e rischiando la vita più volte. Nel 1928 diventa direttore del vecchio campo di aviazione Cap. Juby, vicino a Rio de Oro, nel Sahara. La sua casa era una capanna di legno ed egli dormiva su uno spesso materasso di paglia “Non ho mai amato la mia casa più di quando vissi nel deserto”, soleva dire. Nel suo isolamento impara ad amare il deserto, e usa la sua aspra bellezza come sfondo de Il piccolo principe (1943) e della sua raccolta di meditazioni e pensieri La cittadella, opera uscita postuma nel 1948. Saint-Exupery comincia ad affermarsi come scrittore dopo la pubblicazione del suo primo romanzo, Corriere Sud (1929), una celebrazione del coraggio dei primi piloti che volavano ai limiti della sicurezza per trasportare la posta e per battere la concorrenza e un entusiastico appello al superamento del quotidiano attraverso la tensione morale ed emozionale. Un’altra storia parallela in quel lavoro è la descrizione dell’amore fallito dell’autore con la scrittrice Louise de Vilmorin. Nel 1929 Saint-Exupery si sposta in Sud America dove è nominato direttore della Compagnia Argentina di Posta Aerea. Il suo lavoro consiste nel trasportare la posta aerea attraverso le Ande. Questa esperienza pone le basi per il suo secondo romanzo, Volo di notte (pubblicato con la prefazione di André Gide), che diventa un best seller internazionale; vince il “Prix Femina” ed è adattato per gli schermi in un film del 1933, interpretato da Clark Gable e Lionel Barrymore. Nel 1931 sposa Consuelo Gomez Carillo, una vedova che tra i suoi amici annoverava Maurice Maeterlink e Gabriele D’Annunzio. “Non era come gli altri – scrisse Consuelo in Memoires de la rose, - ma era come un bambino o un angelo caduto giù dal cielo”. Il matrimonio fu tempestoso. Consuelo era gelosa per buoni motivi e si sentiva trascurata perché il marito non trascorreva molto tempo a casa e per di più aveva relazioni con altre donne. Dopo il fallimento del business della posta aerea in Argentina, Saint-Exupery inizia a consegnare posta aerea tra Casablanca e Port Etienne e poi fa il pilota presso l’Aire France e altre compagnie aeree. Alla sua abilità aviatoria unisce pure la capacità di osservatore e di reporter, collaborando con il giornale “Paris Soir”, dove si occupa degli eventi del Giorno di Maggio a Mosca nel 1936, e scrive una serie di articoli sulla guerra civile spagnola.
Quella di Sant-Exupery fu una vita avventurosa. Convince l’Aire France a
lasciarlo volare su un Caudron Simoun ed ha un incidente aereo nel 1935 in Nord
Africa. Deve vagare nel deserto per molti giorni prima di essere salvato da una
carovana. Nel 1937 compra un altro Caudron Simoun ed è seriamente coinvolto in
un incidente aereo in Guatemala. Incoraggiato dal suo amico André Gide, scrive
durante la sua convalescenza un libro sulla professione del pilota. Terra
degli uomini.
Prima della guerra, abbandonato il lavoro, dopo aver organizzato il servizio delle linee della Patagonia, diventa pilota-collaudatore. Compie i raids Parigi-Saigon, New York-Terra del Fuoco. Scoppiata la seconda guerra mondiale Saint-Exupery entra nell’esercito ed è adibito solo a audaci voli di ricognizione su piccoli apparecchi in quanto era considerato poco adatto a guidare aerei militari a causa dei suoi molti incidenti avvenutigli durante la sua carriera di aviatore. Comunque per il suo lavoro ottenne la Croce di guerra. In quel periodo abita con sua sorella nella Zona non occupata della Francia. In seguito, dopo l’occupazione della Francia da parte della Germania, è costretto a rifugiarsi negli Stati Uniti. Quando il regime di Vichy lo nomina membro preso il Consiglio Nazionale, protesta per questa “inopportuna nomina” ed è criticato dai suoi connazionali di non voler accettare le Forze Libere Francesi di De Gaulle a Londra. In Pilota di guerra (1942), pubblicato a New York, descrive il suo volo senza speranza sopra le linee nemiche, quando la Francia era già battuta. Il libro fu bandito in Francia dalle autorità tedesche. Nel 1943, rientrato nelle forze aeree francesi in Nord Africa, di stanza in Algeria, non cessa mai la sua attività di scrittore. Dopo un brutto atterraggio il suo comandante decide che era troppo vecchio per volare, ma dopo una pausa gli fu concesso di rientrare nella sua unità. Nel 1943 pubblica il suo lavoro più conosciuto, il Piccolo principe, una storia di bambini per adulti, tradotto in più di 150 lingue. E’ stato dichiarato che Il piccolo principe è il libro più di successo dopo la Bibbia e Il capitale di Marx. L’Autore dedicò il libro al suo amico Leon Werth, un ebreo che, ammalato vecchio, cercava di lasciare la Francia per sottrarsi alle persecuzioni naziste. In quello stesso anno pubblica un’opera che di poetico aveva poco: la Lettera ad un ostaggio, messaggio di un esule all’amico ebreo rimasto nella Francia occupata, la stessa persona cui aveva dedicato il Piccolo principe. Il 31 luglio del 1944 Saint-Exupery decolla da un campo d’atterraggio in Sardegna per un volo sopra la Francia del Sud. Il suo aeroplano scompare sopra il Mediterraneo. Non si conobbe mai la causa: si pensò ad un incidente, all’abbattimento da parte di un caccia tedesco o addirittura ad un suicidio. Sembra che il pilota avesse avuto il sentore che la sua squadriglia fosse isolata e abbandonata per cui era pessimista riguardo al futuro. Chi lo ritenne un incidente di volo, si basò sul fatto che in una delle missioni precedenti egli aveva già avuto problemi con la maschera d’ossigeno. Saint Exupery lasciò un manoscritto incompleto La cittadella e altri lavori che furono pubblicati postumi: Lettere di gioventù (1953), Taccuini (1953), Lettere a mia madre (1955), Un senso alla vita (1956) Saint-Exupery fu un umanista colto, sensibile ai valori perduti della Francia prerivoluzionaria. Riuscì ad attuare un singolare incontro tra avventura e filosofia, tra azione e pensiero. Sui giovani che leggono le sue opere lo scrittore esercita un fascino particolare perché in esse sono racchiuse la fede nella natura dell’uomo e l’esaltazione dell’eroismo individuale L’ultimo suo volo ispirò il fumetto Saint Exupery (1996) di Hugo Pratt. Nel 1998 un pescatore trovò in fondo al mare, a 150 chilometri a ovest di Marsiglia, il braccialetto dello scrittore con il suo nome e quello di Consuelo Gomez Castello ancora visibili. Comunque, a seguito di indagini successivamente svolte, il ritrovamento del braccialetto fu considerato un falso. Solo nel maggio del 2000 l’aereo, un Lockeed Lightning P-38, fu recuperato. (da Internet)
LIBRI
Corriere Sud
Jacques Bernis, pilota di
linea nella Compagnia Aereopostale che fa servizio tra l’Europa e l’America del
Sud scrive in un diario le sue esperienze di volo. Deve sorvolare il Sahara dove
soffia il simun, deve volare basso per sottrarsi ad esso ma col pericolo di
incappare nel tiro dei fucili di alcune tribù fanatiche. Per lui è un trovarsi
continuamente a tu per tu con la morte. Nel diario è descritta una sua personale
vicenda sentimentale, un intrigo amoroso che lo assilla. Quando, a seguito du un
incidente aereo, cadrà e morirà nel Sahara, la sua Geneviève
Piccolo principe Costretto ad atterrare in pieno Sahara per un incidente al motore, un aviatore incontra un ragazzo che sembra trovarsi a suo agio nella solitudine che lo circonda. Parlando con lui, l’aviatore scopre che si tratta di un bimbo scappato da un lontano pianeta di cui era l’unico abitante. Era fuggito a causa di una rosa che, piena di capricci, era diventata la sua tiranna. Nel suo viaggio attraverso il mondo incontra molte persone che gli parlano di problemi, per lui incomprensibili e stravaganti. Una volpe, però, gli rivela il senso dell’amore per cui, desideroso di rivedere la sua rosa, si fa avvelenare dal morso di un serpente per poter ritornare sul suo pianeta. Il racconto è accessibile ai bambini per il suo incanto di fiaba, ma è diretto anche agli adulti per i simboli che racchiude. Contiene pure spunti autobiografici come la rosa, che ricorda la moglie Consuelo, e il suo incidente aereo nel Sahara.
Volo di notte L’azione si svolge nel periodo in cui i primi voli aerei iniziavano a competere con le ferrovie.. A Buenos Ayres fanno tappa e scalo i tre aerei postali che provengono dalla Patagonia, dal Cile e dal Paraguay. Rivière, il direttore della rete aerea è un uomo d’azione, responsabile ma duro, che sa come utilizzare al meglio i suoi piloti. Nel romanzo segue le vicende dei suoi tre piloti che si imbattono i situazioni impreviste, cicloni, tempeste, necessità di sottrarsi ai pericoli col rischio di rimanere senza carburante. Alla drammaticità di alcune situazioni si inseriscono anche drammi personali, umani. Il direttore da Buenos Ayres segue l’agonia e la paura dei suoi piloti, ascoltando brani di conversazione. Ma il corriere che dovrà raccogliere la posta per portarla in Europa, non può attendere. Lo scrittore ha utilizzato nel libro i suoi ricordi personali in quanto, come capo dell’Aeropostale argentina fu lui ad organizzare i trasporti sulla via della Patagonia.
FILATELIA
ARGENTINA 1997 (BF P.A.), CENTRO AFRICA 1994 (1018/9), CROAZIA 1994 (253), FRANCIA 1948 (A21/2 P.A.), 1970 (A44 P.A.), 1994 (Aereogamma), 1998 (3151/5), 2000 (3311), GABON 1995 (292), ISRAELE 1995 (1246), MAROCCO 1994 (1165), 2000 (1272), MESSICO 1994 (1579), NUOVA CALEDONIA 2000 (348), POLONIA 2005 (, SENEGAL 1989 (804/6), SLOVACCHIA 1994 (159), UNGHERIA 1994 (3453), WALLIS & FUTUNA 1994 (183)
SALTEN FELIX (pseud. di Sigmund Salzmann) (Austria)
Presidente del Club Penn austriaco dal 1925 a 1934, scrisse numerose novelle e piecés teatrali, ma ottenne maggiori successi con le sue opere legate al mondo animale come La storia di quindici lepri (1292), Buona Compagnia (1930), Storia di un giardino zoologico (1921), Florian il cavallo dell’imperatore (1933) e Renni (1941). Fra tutti i suoi libri fu Bambi o una vita nel bosco a conferirgli una notorietà mondiale, in particolar modo dopo che Disney ne trasse il soggetto per il suo lungometraggio. Per contro Salten scrisse anche una delle novelle più erotiche ed oscene e contagiose del XX secolo, Josephine Mutzenbacher. L’occupazione di Vienna da parte dei nazisti nel 1938, unita alla morte di suo figlio e della moglie, lo costrinsero a emigrare negli Stati Uniti e posteriormente in Svizzera. Morì nel 1945 a Zurigo.
FILATELIA
USA Anno 2004 (3564)
SALTIKOV MICHAIL EVGRAFOVIC’ (ps. Scedrin) (Russia)
Terminati gli studi al liceo di Zarkoe-Selo, entrò come impiegato al Ministero della guerra di Pietroburgo dove rimase sino al 1844. In quegli anni venne a contatto con i circoli progressisti e cominciò a scrivere per la stampa di tendenza occidentale. A causa del racconto Un affare imbrogliato (1848) fu sospettato di liberalismo e inviato a Vjatka, dove lavorò fino al 1856. Tornato a Pietroburgo trovò un impiego nel Ministero degli Interni.. Dal 1858 al ‘68 svolse lavori come vice governatore in diverse città della provincia, acquisendo esperienze e conoscenze sul mondo della burocrazia che si ritrovano in molte sue opere successive. Sicuro della propria preparazione, chiese di essere dispensato dal servizio e collaborò con le riviste “Il contemporaneo” e il “Tempo” su cui pubblicò I racconti innocenti e le Satire in prosa. Nel 1864 venne richiamato in servizio e inviato in varie città con incarichi diversi. Nel 1868 ottenne che le sue dimissioni fossero accettate permanentemente. Assunse con Nekrassov, la direzione de Gli annali patrii e si dedicò interamente alla letteratura. Dal 1868 all’88 scrisse opere su temi e problemi legati a vizi e abusi del potere e satire contro la burocrazia. Scrisse Segni dei tempi, Lettere dalla provincia, I signori di Taskent, Diario di un provinciale, Discorsi benintenzionati, I Pompadour e le Pompadour, Storia di una città. Il suo capolavoro narrativo è Famiglia Golovlev (1880), mentre il suo capolavoro teatrale fu La morte di Puzuichin (1857). Meritano ancora di essere ricordate le Favole, i Racconti di Posechon, Le antichità di Posechon, documenti biografici che contengono anche la storia del suo tempo.
FILATELIA RUSSIA 1939 (730/1), 1958 (2096), 1976 (4222)
SAMIVEL (Pseud. di Paul Gayet.Tancrède) (Francia)
Scrittore, poeta, illustratore, regista, fotografo, esploratore, docente, è parigino di nascita e savoiardo di adozione. Terminò gli studi alla scuola di Chambery dove in seguito fu professore di storia e geografia. Prese lo pseudonimo sotto il quale scrisse da una lettura della sua infanzia, Il circolo Pickwich di Dickens. Si dedicò inizialmente al disegno e a illustrazioni per riviste, libri e album di montagna in quanto appassionato alpinista. Iniziò la carriera nel 1928 con collaborazioni a riviste di alpinismo e con illustrazioni di opere di François Villon. Rabelais, La Fontaine, Swift, C.F.Ramuz e altri. Scrisse e illustrò anche opere per bambini come Brun l'Ours, Les malheurs d'Ysengrin, Goupil, François de France, Trag le Chamois, Parade des diplodocus, Canard e Les blagueurs de Bagdad. Realizzò pure la serie dei Dumollet, una piéces teatrale La grande Nuit de Merlin e Bonshommes de neiges, disegni animati per un piccolo romanzo umoristico. Il primo racconto per adulti, L’abisso, risale al 1940. Nel 1948 prese parte alla prima spedizione francese in Groenlandia e diresse tre documentari sulla spedizione. Suoi temi di elezione sono la natura e la storia e soprattutto il mondo artico. Nel 1954 viaggia attraverso l’Egitto dove filma I tesori d’Egitto, poi visita la Grecia e l’Islanda, traendo motivi per film, disegni e libri. Ma il mondo cui è più legato e che maggiormente l’affascina è quello delle altitudini, dei ghiacciai perenni, delle nevi. Il romanzo Le fou d’Enderberg viene premiato con il Goncourt. Con I grandi selvatici Oisans vince il Premio Louis-Barthou dell’Accademia francese. Scrisse anche commedie e un libretto Canzoni di montagna. Fu anche abile oratore e conferenziere. Scrisse una cinquantina di libri, diresse e girò una quindicina di film, collaborò a riviste, scrisse prefazioni e articoli e si occupò anche di pubblicità. La sua opera è tradotta in diverse lingue. Tra i suoi lavori più importanti. : L'abisso Amateur 1940, Cappelli a punta. Fiabe, 1945 . Racconti a picco 1951, Storie di montagne prima scuro brillante 1980. Le Fou d'Edenberg, 1967. Tesoro d'Egitto 1954. Il sole sorge in Grecia 1959. Gold d'Islanda 1963, Grand Oisans sauvage 1978, I principali passaggi delle Alpi 1983, Canti di montagna 1941, Il flautista di Hamelin, 1990.
Film : L'Aiguille Verte 1934, Tesori d'Egitto 1954, Oro d'Islanda 1963, Cimes meraviglie e il 1952 e 1973, Gran Paradiso 1956, Soleil de Provence 1968, Giganti universo, o il nuovo viaggio di Gulliver 1957, Cronaca della spedizione in Groenlandia nel 1948, Uomo sigillo.
FILATELIA TERRE AUSTRALI Anno 2008 (501)
SAND GEORGE (pseud. di AMANDINE AURORE DUPIN) (Francia)
Nella Champagne berrichonne, vasta pianura coperta di pascoli, con prati, campi di grano, vigne e frutteti, Amandine crebbe liberamente fra studi, intense letture e cavalcate a cavallo durante le quali indossava un abito maschile, scandaloso per una giovinetta, ma che la futura scrittrice predilesse in seguito, aggiungendovi anche l’abitudine di fumar sigari. La campagna del Berry con i suoi contadini intenti a seminare, a concimare i campi, i maggesi fumanti sotto la lama dell’aratro, i canti melanconici dei lavoratori, le storie intessute di fantasia e realtà, le ore passate a sognare, d’estate cercando nei luoghi ombrosi refrigerio e silenzio, d’autunno e d’inverno ad ascoltare i racconti degli operai nei frantoi della canapa o dei contadini accanto al fuoco, fecero breccia nella sua mente, vi si sedimentarono, pronti ad essere utilizzati negli futuri scritti.
Nel 1817 Amandine fu
inviata a Parigi dove, nel Couvent des Anglaises, perfezionò la sua educazione
A sedici anni, tornò a Nohant dove sposò il barone Casimir Dudevant col quale
visse per dieci anni e dal quale ebbe due figli. Col marito, uomo mediocre e
volgare, fu presto in disaccordo e si urtò anche con la nonna. Abbandonata
Nohant, si trasferì con i due figli a Parigi decisa a vivre de plume, una
attività cui si era dedicata durante i dieci anni di matrimonio, ma senza
pubblicare nulla. Trovò rifugio nel Quartiere Latino presso Jules Sandeau, uno
studente di legge incontrato a Nohant, e, in una atmosfera boehemienne,
abbandonandosi con lui a una vita di disordine studentesco, cominciò a scrivere
sul ‘Figaro’ la novella Prima donna e poi assieme a Sandeau un
romanzo Rose e Blanche che la scrittrice firmò con lo pseudonimo di
Jules Sand. L’amicizia con Sandeau durò meno di due anni. Nel 1831, sotto il
nome di George Sand (che in seguito non abbandonò più) scrisse il suo primo
romanzo Indiana , cui seguirono Valentina (1832) e Lelia
(1833). Divenne subito famosa per la vivacità e fecondità letteraria cui non
vanno disgiunte le vicende della sua vita disinibita e anticonformista, basate
su una completa indipendenza e su spregiudicate passioni d’amore. Dal 1833 al
1835 si legò ad Alfred de Musset che accompagnò in Italia dove lo tradì a
Venezia col medico Pietro Pagello. Seguì nel 1837 un appassionato legame con
Chopin che si spense lentamente dando vita ad un curioso sentimento di
protezione materna. È il periodo più sfrenatamente romantico della scrittrice il
quale ha la sua matrice nel romanzo Jacques Mauprat, in cui la scrittrice
esalta la passione che per lei va posta al di sopra delle leggi sociali.
Appassionato fu anche il suo impegno politico. La conoscenza con Lamennais, Michael de Bourges, la conoscenza delle nuove tendenze innovatrici e democratiche, la spinsero a scrivere romanzi di ispirazione mistico umanitaria e socialista. Ardente sostenitrice della classe operaia, partecipò attivamente alla lotta e si compromise durante la rivoluzione del 1848, tanto da dover fuggire da Parigi per rifugiarsi a Nohant presso la nonna, dove in seguito decise di risiedervi stabilmente, tranne brevi e frequenti viaggi a Parigi per partecipare ai ‘Diners de la quinzaine’ assieme Saint-Beuve, Flaubert, Goncourt, Taine, Renan, Zola. A Nohant condusse una vita tranquilla, attorniata da fanciulli e giovani per i quali scriveva racconti e romanzi. Alcuni di essi furono trasposti in pièces teatrali e messi in scena dal figlio Maurice nel teatrino di marionette creato dalla Sand. A Nohant si spense nel 1876. George Sand lasciò una vasta produzione: oltre 140 tra romanzi e racconti, una cinquantina di scritti vari e 24 commedie.
OPERAL’opera letteraria di George Sand può essere divisa in quattro periodi, ognuno con una visione e una matrice particolare. Allieva di Rousseau, di spirito romantico, ferita nella sua giovinezza da una esperienza matrimoniale negativa, la donna che è in lei si sente attratta dall’amore supremo e sacro, un amore che deve essere senza freni e senza misura e condanna la società che sottomette la passione all’interesse, alla ragione, alla legge. Le sue prime opere sono piene di romanticismo e di idealismo portato all’eccesso. Ne è l’emblema l’opera Indiana, scritta nel 1832 all’età di 28 anni. In essa domina il romanticismo alla Chateaubriand e l’individualismo alla Rousseau. Come matrice occulta, ma non troppo, ci sono esempi delle sue vicende personali, dei suoi sentimenti di donna feriti da un matrimonio fallito. Indiana può essere considerato un romanzo autobiografico, una confessione romanzata. Nel castello di Lagny vive il colonnello Delamare con la moglie Indiana, nativa dell’isola di Borbone (oggi Reunion). Assieme a loro vive Ralph, un baronetto inglese cugino di Indiana, segretamente innamorato di lei. Ma quando nella vicenda si inserisce Raimondo Ramiére, un bellimbusto di bell’aspetto, questi diventa l’amante riamato da Indiana. Dissesti finanziari inducono il colonnello e la moglie a trasferirsi nell’isola di Borbone. Indiana, riluttante a partire, si rifugia presso l’amante che non vuole più saperne di lei. La giovane tenta il suicidio ma il cugino la salva. I tre partono per l’isola dove Indiana continuerà a struggersi per il suo Maurice. In seguito ad una lettera dell’amante la giovane fugge, seguita dal cugino, lo raggiunge ma l’ex amante l’accoglie con freddezza e le dichiara di essere sposato. Disperata, torna all’isola assieme al cugino che l’aveva seguita e, tormentata dalle proprie delusioni, trova pace solo gettandosi da una rupe nelle acque turbinose di una cascata. Ralph, figura enigmatica di tutto il romanzo, la seguirà nelle tragica sorte. Il romanzo è denso di avvenimenti e di passionalità a volte morbosa. Ha i difetti dell’immaginazione non ancora controllata della scrittrice, ma il talento narrativo spicca in molte pagine. “Il romanzo non è tropicale solo per l’evocazione dei paesi in cui si conclude – scrive Thibaudet – è tropicale per l’eccesso della passione perduta che vi scorre; è tropicale per la temperatura della sua poesia”. Di quegli anni sono pure i romanzi Valentina (1832), Lelia (1933) e Mauprat (1837) forse il meglio riuscito perché è meno autobiografico e perché il lirismo è più temperato. Nel XVIII secolo la famiglia Mauprat è composta da sette fratelli e da un ramo cadetto formato dalla sola erede Edmée. I sette fratelli terrorizzano il Berry e tengono sotto il loro potere la giovane Edmée, che però riesce a far breccia nel cuore del più giovane della banda, Bernard, tanto da indurlo a fuggire con lei. Bernard pur essendo innamorato della cugina ha uno spirito ribelle e il suo umore è alquanto mutevole. Occorre tempo prima che Edmée riesca a far breccia nel cuore di Bernard. Solo la sua appassionata difesa in una accusa di assassinio fanno comprendere a Bernard che sua cugina lo ha sempre amato”. Nel secondo periodo si inseriscono le opere Spiridion, (1838), Il Compagno del Giro di Francia (1840), Consuelo (1842), Il mugnaio di d’Angibault (1845), Il peccato del signor Antonio (1847). È il periodo romantico-politico-umanitario della scrittrice, in quegli anni imbevuta di idee mistico-socialiste sviluppatesi in lei dai rapporti con Lamennais, Pierre Leroux, Michel de Bourges. È anche il periodo della sua attività giornalistica sulle riviste da lei fondate assieme ad altri: la ‘Revue indipendente’ (1841) e la ‘Revue sociale’ (1845). Negli scritti appartenenti a tale periodo George Sand esprime i suoi sogni sull’avvento di una età dell’oro in cui si potrà avere l’uguaglianza, la fraternità e la fusione delle classi, il tutto basato e cementato dall’amore. Un’idea troppo semplicistica che traspare in molte sue pagine e che, come scrivono G. Lanson e P. Tuffrau, si potrebbe così sintetizzare: Un giovane bello e geniale, operaio o paesano, ama una bella, ricca e nobile damigella; si incontrano, si amano, si sposano ed ecco avvenuta la fusione delle classi. La rivoluzione del 1848 in cui credeva di veder realizzati i suoi sogni, la trascinò all’azione diretta. Partecipò alla redazione del ‘Bulletin de la Republique’. Ma le giornate di giugno troncarono le sue rosee speranze. Significativo quanto afferma nella premessa al romanzo, scritto un anno dopo, La piccola Fadette: un lungo racconto rivolto ai giovani. “Dopo le infauste giornate di giugno del 1848, turbato e affranto nel più profondo dell’anima, dalle tempeste esteriori, cercai di ritrovare nella solitudine, se non la calma, almeno la fede. Se io facessi professione di filosofo, potrei credere, o pretendere, che la fede nelle idee porti con sé la calma dello spirito, pur davanti ai fatti disastrosi della storia contemporanea. … Per gli uomini d’azione che prendono parte di persona al fatto politico, c’è in ogni partito, in qualunque situazione una febbre di speranza o d’angoscia, una collera o una gioia, l’ebbrezza del trionfo o l’indignazione della sconfitta. Ma per il povero poeta, come per la donna aliena dalla politica, che mirano agli avvenimenti senza trovarvi un interesse diretto e personale, quale che sia l’esito della lotta, c’è l’orrore profondo del sangue versato e una specie di disperazione alla vista dell’odio, delle ingiurie, delle calunnie…Predicare l’unione mentre ci si sgozza, è predicare al deserto… Dopo quelle giornate di giugno… l’autore del racconto che segue s’è imposto di essere amabile ad ogni costo, dovesse scoppiarne dallo sforzo”. (Nohant ). Ed essere ‘amabile’ diventa per la scrittrice un imperativo categorico che caratterizzerà tutta la sua opera sino alla morte. È il terzo periodo letterario, quello che potrebbe essere definito “campestre”. La “bonne dame de Nohant”, come veniva chiamata, nel profondo e rinnovato amore per la campagna scrive le migliori opere: La pozza del diavolo ((1846), Francesco il trovatello (1848), La piccola Fadette (1949), I maestri suonatori (1853). In esse si alternano quadri rustici e popolari, descrizioni poetiche della campagna del Berry dove trascorse la sua infanzia, la descrizione dell’anima paesana spogliata dalla crudezza della vita, intessuta di semplicità e di ingenuità, una visione forse troppo chimerica, ma non per questo meno gradevole. La Pozza del Diavolo è una delle opere più riuscite. La vicenda dura due giorni e la parte migliore è il dialogo notturno fra Germain e Marie. Germain, giovane contadino rimasto vedovo con tre figli, viene spinto dal suocero a risposarsi per dare una nuova madre ai i suoi nipoti. Più per amore dei figli che per decisione propria il giovane si reca in un vicino paese per conoscere e chiedere in moglie una giovane donna. Durante il viaggio lo accompagna uno dei figli e una ragazza, Marie, che si reca anche lei in quel paese per allogarsi presso una famiglia benestante. Un improvviso temporale costringe i tre a rifugiarsi presso la Pozza del Diavolo. Nel silenzio notturno, davanti al fuoco, Germain e Marie parlano e dalle parole discrete e velate traspare l’inizio di un idillio. Marie si sente però trattenuta dalla sua condizione sociale, diversa da quella di Germain. Raggiunto il paese i due si separano. Ma bastano poche ore perché la situazione si evolva. A Germain la probabile futura sposa non piace, mentre Marie trova nel suo datore di lavoro una persona eccessivamente sanguigna, volgare e repellente. I due ritorneranno al punto di partenza dove potranno dichiararsi apertamente il loro amore. Un romanzo puramente idilliaco dove la realtà, pur senza essere deformata, è trasfigurata dalla poesia. Benedetto Croce non è di questo parere: “Non sembra che in questi romanzi venga alfine alla luce qualcosa di poetico, quanto piuttosto che vi trionfi bellamente la virtuosità della esperta compositrice di libri piacevoli… vi si sente il proposito di commuovere e deliziare con una storia di innocenza e tenerezza.” Thibaudet, pur sostenendo che è un capolavoro di delicatezza e di narrazione, lo trova alquanto prolissoe dice: “Maupassant e Paul Arène ne avrebbero fatto una novella di non più di trenta pagine”. Francesco il trovatello fu pubblicato a puntate nel “Journal des debats” nel 1848. La trama è lineare. Francesco vive presso Isabella, una vecchia che lo ha adottato per avere solo un sostegno e con la speranza di trarre da lui futuri vantaggi. Il giovane è protetto da Maddalena, una giovane mugnaia tiranneggiata in casa dalla suocera e dal marito. Quest’ultimo ha una amante che, invaghitasi, ma respinta dal trovatello, divenuto un bell’adolescente, insinua nella mente dell’amante il tarlo che Francesco lo tradisca con Maddalena. Venuto a conoscenza della calunna, per farla cessare, Francesco abbandona il paese e va a lavorare altrove. Ritorna dopo la morte del mugnaio e i suoi sentimenti per Maddalena riprendono vigore, finché il loro rapporto si conclude felicemente col matrimonio. Delicatezza e amorosa sensibilità avvolgono persone e cose, il tutto descritto con uno stile vivace, luminoso, limpido. La Sand nella costruzione del romanzo non dimentica certi echi settecenteschi e una romantica effusione dei sentimenti talvolta ingombrano le pagine rendendole un poco prolisse. Ciononostante la scrittrice riesce a trovare sempre una nitida visione delle cose attraverso la descrizione della natura, dei sentimenti di chi ama e vive la campagna. Con La piccola Fadette si chiude la trilogia che ha reso famosa George Sand. Landry e Sylvinet sono gemelli, figli di contadini poveri, legati strettamente l’uno all’altro. Divenuti adulti, Landry si innamora di Fadette, figlia di una fattucchiera, da tutti disprezzata. Solo Landry comprende la purezza della fanciulla, celata da ingannevoli apparenze. I due tengono nascosto il loro amore, ma Sylvinet ne viene a conoscenza e informa il padre il quale dapprima ostacola i due ma poi finisce col cedere ad acconsentire alle loro nozze. La trama è tenue per cui la bellezza del racconto si regge solo su una fresca visione del mondo agreste. La realtà della situazione viene trasfigurata, avvolta in un alone di fiaba. La piccola Fadette fu scritto in un momento di sconforto, alla luce di illusioni e di sogni perduti, di speranze dissolte in una rivoluzione e rappresenta un messaggio, un atto di fede nell’amicizia e nell’amore. La cenciosa Fadette, impertinente, da tutti disprezzata, altro non è che l’Amandine Aurore senza il suo contorno di benessere, capace di trasfigurare la realtà in magia attraverso l’amore. Al quarto periodo si possono attribuire le opere mondane, i romanzi di ambiente borghese-aristocratico, alleggeriti e lontani dalle teorie giovanili eccessivamente passionali e femministe che hanno caratterizzato i suoi primi libri. Fanno parte di questo gruppo I bei signori del Bosco Dorato (1858), Il Marchese di Villemer (1861), Mademoiselle de la Quintinie (1863) da lei adattati al teatro come altri suoi scritti. Produsse pure per i giovani Il castello di Pictordu, La torre di Percement, La storia del vero Gribouille e dei racconti-fiaba in cui realtà e fantasia si fondono.
GIUDIZI Nella Storia della letteratura francese di Lanson e Tuffrau si legge una analisi dell’opera della Sand basata su tre punti: idealizzazione, verità psicologica, amore della natura. Si è portati – scrivono gli autori - a contrapporre George Sand l’idealista al realista Balzac. Nulla di più errato perché nelle opere di entrambi i due termini tendono spesso a confondersi. Se notiamo un eccessivo idealismo nelle prime opere non si può fare a meno di pensare che la scrittrice attingeva i suoi personaggi dalla realtà. Per trovare il soggetto per un romanzo basta guardarsi attorno. George Sand riusciva, più di Balzac, a cogliere il senso psicologico degli atti, delle passioni, delle reazioni interne. George Sand scriveva senza una scaletta predeterminata; seguiva l’impulso del momento e questa ‘anarchia’ aveva il vantaggio di non seguire formule, di lasciare i personaggi in una specie di sfera ondeggiante, aperta dalla quale potevano uscire in modo positivo o complicarsi, imitando così il perpetuo evolversi della vita. I suoi personaggi vivono per lo più nel gran mondo, un mondo da lei conosciuto per tradizione, attraverso la nonna Mme Dupin. Ma la Sand pur immersa nella vita mondana non si trova a suo agio in nessuna parte se non nel suo amato Berry, nella sua Nohant di cui conosce sia l’anima che la forma. E ciò traspare in tutta la sua opera. “Elle s’unit à la nature par une sympathie entiére, elle aime partout la vie, elle mêle familièrement son âme aux choses: sa description, pittoresque et poetique à la fois, emplit l’oeil et le coeur, nous livres à la fois l’objet et le sujet, le peintre ajouté et comme fondu dans son model”. Completamente diverso, negativo e pesante è il giudizio espresso sull’opera di George Sand da parte di Baudelaire. “Non è mai stata una artista; possiede solo il famoso “stile scorrevole” caro ai borghesi. È stupida e pesante e chiacchierona. Nelle idee morali ha la profondità di giudizio e la delicatezza di sentimento dei portieri e delle mantenute”.
FILATELIA FRANCIA Anno 1957 (1112), 2004 (3645), ROMANIA Anno 2004 (491/2)
Sashko Lirnik
(Ucraina)
Nato nel 1964. Sashko, il cui vero nome è Alexander Vlasyuk, è musicista ucraino e autore di racconti per bambini.
FILATELIA UCRAINA Anno 2007 (Busta postale)
Schaefer Jack Warner (USA)
Figlio di un avvocato, si laureò presso l’istituto universitario di Oberlin nel 1929. Frequentò pure l’Università di Columbia nel 1929/30, ma, dopo aver ottenuto un posto di lavoro presso la United Press, abbandonò gli studi senza conseguire il dottorato in Master of Arts. Nel corso della carriera giornalistica ricoprì importanti incarichi editoriali nei rapporti con l’estero. Il primo successo letterario come romanziere avvenne nel 1949 con il romanzo Shane, ambientato nel Wyoming (uno Stato che lo scrittore non aveva mai visitato). Dal romanzo venne ricavato il film omonimo. Continuò a scrivere altre opere sullo stesso genere e nel frattempo si trasferì, nel 1955, dal Connecticut a Santa Fé nel Nuovo Messico. Il suo romanzo Monte Walsh fu trasformato in film nel 1970 con Lee Marwin come protagonista. Nel 2003 vi fu un remake con protagonista Tom Selleck. Schaefer scrisse alcuni libri per bambini Morì di infarto a Santa Fé nel 1991. Opere: Shane (1949),
Prima anima (1953), La grande Range (racconti1953), Il canyon
(1953), I pionieri
FILATELIA MALDIVE Anno 1993 (1541), UM al QUIVAIN Anno 1969 (25 P.A.)
SCHMIDT ANNIE MARIA GEERTRUIDA (Olanda)
Scrittrice olandese del ventesimo secolo (considerata come “la regina dei Paesi Bassi„) fu donna assai originale, dotata di vasta cultura e di un senso infallibile dell’umore. Le sue trasmissioni alla radio e alla televisione, le commedie e i musicals le hanno procurato una popolarità senza precedenti. Molti dei suoi libri sono stati filmati e molte poesie utilizzate per canzoni e spettacoli vari. I suoi libri per bambini hanno fatto di lei una istituzione nazionale. Durante la carriera ricevette premi nazionali olandesi ed austriaci per la letteratura infantile. Molte sue opere sono state tradotte all’estero. Nel 1988 la scrittrice Astrid Lingren le fu al fianco quando la giuria del Premio Andersen le assegnò l’alta onorificenza “per la sua opera ironica, critica, spiritosa e per lo stile divertente, chiaro, ribelle e semplice al tempo stesso”.
FILATELIA
OLANDA 1967 (860/4), 1999 (fog. 62)
(Argentina)
Nata a Olivos, Buenos Ayres il 28 dicembre 1956. Ha frequentato la Facoltà di Lettere Latino-castigliane e partecipato a vari seminari tra cui quello di critica letteraria presso il Seminario sulla gioventù e sulla letteratura per l’infanzia presso l’Università di Buenos Ayres e quello di produzione teatrale tenuto da Roberto Cossa. Ha lavorato per case editrici discografiche e si è avvicinata alla letteratura giovanile collaborando come co-direttore del supplemento per bambini del giornale ”La Voz”, per il quale produsse materiale assai originale. In seguito ha collaborato con diverse testate tra cui i giornali "Cronaca" e "Persone" e le riviste "Anteojito", "Cosmik", "Billiken", "Humi" e "La Nazione dei ragazzi". La sua produzione si rivolge a bambini e ad adolescenti, attraverso poesie, racconti e la produzione di testi per canzoni. Ma nella sua sfera di interessi letterari entrano anche gli adulti ai quali propone giochi fonetici, semantici e ortografici Dal 1988 al 1998 ha servito come autore e coordinatore del Dipartimento di Letteratura per bambini Gioventù Editoriale Sudamericana, dove ha svolto varie attività per la promozione e la diffusione di libri per bambini e giovani
FILATELIA ARGENTINA Anno 2008
(Russia)
Studiò presso la Facoltà di giurisprudenza di Mosca senza terminare gli studi. Nel 1917 si dedicò con altri giovani al teatro, fondando lo studio teatrale Teatralnaja Masterkaj. Nel 1921 si trasferì a Leningrado e, dopo aver recitato in diversi teatri con un certo successo, decise di dedicarsi alla letteratura, scrivendo la commedia Inderwood, cui ne seguirono altre tra cui Il re nudo (1934), L’ombra (1940) e Il drago, una fiaba filosofica. Si occupò di sceneggiature cinematografiche come Cenerentola (1946) e Don Chisciotte per il film di Grigorij Kozincev. Fu questa l’ultima sua fatica . Morì a Leningrado nel 1958.
FILATELIA RUSSIA 2001 (6590)
SCOTT WALTER sir (Inghilterra)
Scott non ha una infanzia felice a causa di una malattia che lo rese leggermente zoppo. Dopo aver frequentato le scuole primarie, si iscrive all’Università dove seguì studi di avvocatura e può così seguire le orme del padre avvocato. Nel 1797 sposa Charlotte Margaret Charpentier e con lei si stabilisce in una casa del villaggio di Lasswade. Le opere storiche lette nell’infanzia suscitano in lui la passione per le storie e i paesaggi romantici. Dopo aver a lungo studiato il tedesco, traduce le ballate di Burger e Goethe. Per sette volte fa escursioni nelle remote regioni angloscozzesi dove raccoglie materiale folkloristico e numerose ballate a lui raccontate dalla viva voce dei contadini. Questa fu l’origine dell’opera Canti giullareschi della frontiera scozzese, formati di ballate stroriche e romantiche (1802). La sua prima opera originale è Il lamento dell’ultimo menestrello (1805). É il primo di una lunga serie di poemi-ballate che precedette Marmion (1813), La storia della battaglia di Flodden (1808), La donna del lago (1810), La visione di Don Roderigo (1811), Le nozze di Trierman (1813), Il signore delle isole (1815), L’intrepido Aroldo (1817). Tale attività di scrittore non gli permette di occuparsi dell’esercizio di avvocatura, sebbene fosse stato nominato sceriffo di Selkirkshire e occupasse il posto di cancelliere della Corte Suprema di Edimburgo.
Nel 1804 diventa comproprietario di una tipografia che inizialmente gli procura
lauti guadagni tanto da costruirsi un castello gotico ad Dopo la serie delle ballate Scott si dedicò alla stesura di numerosi romanzi di ispirazione scozzese tra cui L’antiquario (1916), La sposa di Lamermoor (1816), Ivanhoe (1820), Il monastero e L’abate (1820), Le avventure di Nigel (1820), Il talismano (1825) e molti altri. Si tratta di romanzi avvincenti nella trama, pieni di elementi pittoreschi e patetici. Si avverte qualcosa di artificioso e di convenzionale, ma un occhio è sempre rivolto alla tradizione popolare. Scott dimostra una grande perizia nell’arte del narrare Viene considerato l’iniziatore di un genere letterario, il romanzo storico, e influì non poco su molti scrittori che lo seguirono
FILATELIA
INGHILTERRA 1971 (642), 2006 , MALTA 1990 (818)
SEIFERT JAROSLAV (Cecoslovacchia)
Passò la sua giovinezza nel quartiere operaio di Zizkov, collaborando a lungo con la stampa comunista, fino a quando venne espulso dal Partito per dissensi. Esordì con una raccolta di poesie liriche che trattavano temi proletari, La città in lacrime (1921), Nient’altro che amore (1923), Sulle onde del telegrafo senza fili (1925), L’usignuolo canta male (1926), Il colombo viaggiatore (1929), Viaggio di nozze (1938). In queste poesie il lettore si sente disorientato per la presenza di immagini talvolta non collegate tra di loro. Il periodo bellico e le tragiche vicende dell’occupazione nazista gli ispirarono le liriche L’elmo d’argilla (1946). Il poeta reagì allo sconforto di quegli anni trovando rifugio nel passato come si nota in Il ventaglio di Bozéna Nemcovà (1978) in cui emerge l’amore per la terra natia, suggestioni musicali e visioni della sua Praga. La produzione postbellica risente di accenti filosofici in cui si intrecciano l’amore e la morte, Mamma (1954), Il concerto sull’isola (1956), Rondò amorosi (1969) La colonna della peste e altri versi (1977), Tutte le bellezze del mondo, poesie autobiografiche. Scrisse anche libri per l’infanzia. Da unk di essi fu tratta una canzone. Nel 1984 ottenne il premio Nobel.
FILATELIA
CECOSLOVACCHIA 1991 (2881), 2008, DOMINICA 1995 (1809)
(Kazakistan)
Nel 1905 iniziò la scuola elementare nell’istituto religioso del collegio di Akmolinsk e poi nel seminario di Omsk. Nel 1914 incominciò la sua attività poetica con poesie e poemi inneggianti la Rivoluzione e scrisse articoli sul giornale “Tirshilik”. Nel 1918 venne eletto membro dell’ Akmolian Sovdep e in seguito commissario dell’educazione. Durante i moti antirivoluzionari fu arrestato, ma riuscì a sfuggire dal luogo di prigionia e rientrò a casa. Solo nel 1920 ritornò ad Akmolinsk, dove occupò cariche pubbliche, diede alle stampe alcuni suoi poemi e collaborò con i giornali locali. Gli venne assegnato l’incarico di Commissario del Popolo per l’educazione. Al 1924 risalgono alcuni suoi poemi in occasione delle cerimonie dedicate a Lenin. In essi esaltò il regime comunista e illustrò il mutamento sociale avvenuto nella società a seguito dell’affermazione degli ideali comunisti diffusi dal regime. Nel 1930 scrisse i poemi Albatros , La casa rossa, Aisha, il romanzo storico Tar zhol, taigak keshu e altre opere che ebbero vasto successo. Continuò la tradizione democratica nel campo della letteratura educativa attraverso la produzione di poesie e di drammi, introducendo nuove forme poetiche. Il suo libro La letteratura kazaka è una delle prime ricerche sulle opere del suo paese. Raccolse materiale folkloristico che classificò in base ai generi di appartenenza. Si occupò pure di opere letterarie rivolte alla scuola e di volumi scolastici.
FILATELIA KAZAKISTAN 2004, RUSSIA Anno 1964 (2814)
SEKORA ONDŘEJ (Repubblica Ceca)
Ondřej Sekora è conosciuto da generazioni di bambini per i suoi cattivanti personaggi animali e in particolar modo per la formica Ferdi. Iniziò a studiar legge ma presto si iscrisse ai corsi dell’Accademia di Belle Arti a Praga nel 1929. Quando si laureò nel 1931, era già al lavoro come editor e fumettista del “Lidové Noviny”. Nel corso del 1930, disegnò molte vignette su politici tedeschi e sovietici, così come sugli assi dello sport, essendo un appassionato di calcio e rugby, giocatore egli stesso. Dopo l'accordo di Monaco, quando la Repubblica Ceca divenne un protettorato, Ondřej Sekora dovette rinunciare alla sua carriera giornalistica. Il suo lavoro si concluse in un campo di lavoro nel 1944/45. Il suo più famoso personaggio, Ferda Mravenec (Ferdi la formica), apparso per la prima volta nel 1935, divenne subito molto popolare. Ondřej Sekora scrisse e illustrò anche libri su altri animali, come il pollo Napipi e Aninka il Bumblebee. Il suo lavoro è ancora noto nella Repubblica Ceca tanto da essere raffigurato su un valore postale.
FILATELIA
REP REPUBBLICA CECA 1999.
SELISKAR TONI (Slovenia)
Poeta, pubblicista e scrittore per giovani, dopo aver concluso gli studi per diventare maestro, insegnò in numerose località slovene tra cui Dramlje, Trbollje e Transferrina. Durante la Seconda guerra mondiale Seliškar militò nel movimento di liberazione e combatté con i partigiani nel 1943. Dopo la guerra lavorò come un giornalista e redattore nell’editoria per la gioventù. La sua poesia è considerata come il passaggio dall’ Espressionismo alle nuove correnti moderne e nel campo della narrativa come un avvicinamento al Naturalismo. Seliškar è noto particolarmente per i suoi libri per adolescenti, tradotti in molte lingue straniere. Il più famoso di questi, Il gabbiano azzurro, pubblicato nel 1936-E’ la storia di un ragazzo coraggioso, Ivo, e dei suoi amici, che affrontano una dura lotta contro i contrabbandieri
FILATELIA
SLOVENIA 2000 (261)
SENDAK MAURICE (U.S.A.)
Disegnatore statunitense, frequentò l’Art Student League di New York e iniziò subito la sua carriera di disegnatore per libri per l’infanzia nel 1951, affermandosi soprattutto con dei disegni per cinque libri della serie Storie di un orsacchiotto di E.H.Minarick e con storie da lui stesso scritte oltre che disegnate, dove le immagini giocano un ruolo primario nel restituire la vita emotiva e psicologica di un bambino dal suo stesso punto di vista: la Biblioteca del guscio di noce (1962), ; la trilogia Nel paese dei mostri selvaggi, Nella cucina di notte e Fuori lassù. Si è occupato anche di scenografia e nel 1990 è stato tra i fondatori della compagnia del teatro per bambini The night Kitchen. (Da Internet)
FILATELIA
USA Anno 2006 (3740).
(Uruguay)
Si trasferì con la famiglia a Vergara dove frequentò la scuola. Cominciò a scrivere nel 1917. Ancora ragazzo, imparò la musica e lavorò come giornalista nel giornale locale. Ottenne un lavoro stabile come bibliotecario in un Club sociale di Vergara. Tra le sue letture preferite vi erano gli scrittori Barbusse, Rolland, Andrea e Yorki, e molti altri classici spagnoli. Nel l934, si sposò con Elena González Blanca, una donna intelligente e raffinata che lo avrebbe costantemente incoraggiato nella sua carriera di scrittore. Pubblicò nel 1936 Tacuruses, una raccolta di poesie gaucho, che divenne un best-seller. Produsse oltre a poesie anche opere in prosa, racconti, favole, cronache, saggi e ritratti di colore locale, e pagine umoristiche sotto lo pseudonimo di "Simplicio Bobadilla”. Scrisse anche molte opere per i giovani e alcune sue raccolte di novelle per bambini sono state adottate nelle scuole e sono entrate a far parte di varie antologie. Alcune di queste sono state tradotte in inglese, francese, italiano, portoghese e Idish. Nella sua carriera letteraria fu spesso insignito di premi e vinse vari concorsi. Il suo lavoro Piquín y Chispita è stato selezionato tra i dieci migliori libri per bambini pubblicati nel 1967-1968 nel mondo e classificato tra i migliori scrittori nella "Hans Christian Andersen Children's Literature World Contest” tenutosi il 4 aprile del 1970 a Bologna, Italia. Ha vinto il "Premio Rodó" (Uruguay) e nel 1981-1983 il Concorso Triennale di Letteratura, organizzato dalla Ministero dell'Istruzione e della Cultura uruguayana. Nel 1974, è stato nominato membro della Accademia Nazionale Uruguayana di Letteratura, posizione occupò fino al 1983. García, morì il 29 aprile del 1985 a Montevideo, pochi mesi prima del 50° anniversario della prima edizione di Tacuruses. Le Poste uruguayane lo hanno ricordato con un francobollo che raffigura alcune illustrazioni dal suo libro Piquín y Chispita.
FILATELIA URUGUAY Anno 1998 (Mic. 2404)
(USA)
È noto soprattutto per essere stato l’anticipatore dello scoutismo, un movimento che in seguito si diffuse sotto lo stimolo di Robert Baden-Powel, di cui Seton fu amico. In seguito divenne uno dei fondatori dei Boy Scout of America e trasportò all’interno del movimento scautistico la conoscenza della cultura degli Indiani d’America. Seton nacque in Scozia e si trasferì con i genitori in Canada, dove trascorse l’infanzia a contatto con la foresta e con i suoi animali, Di carattere introverso amava la solitudine per sfuggire ad un rapporto difficile col padre, che sfociò in un rifiuto totale, tanto da spingerlo a cambiare nome. Nel 1902 fondò il gruppo “Gli indiani dei boschi”, una esperienza che in seguito raccontò nel libro Due piccoli selvaggi. Le attività dei ragazzi che aderirono al gruppo furono raccontate nel giornale “Ladies Home Journal” e poi raccolte in volume nel 1906. Fu quello l’anno in cui Seton incontrò Baden-Powell. Dopo la nascita dell’Associazione Scautistica ne divenne il capo dal 1910 al 1915, quando dovette lasciare la direzione a causa di vari problemi familiari, tra cui l’attivismo della moglie impegnata nel movimento del suffragio universale e anche a causa della sua cittadinanza britannica non vista di buon occhio da alcuni dirigenti dell’associazione e da alcuni politici che avevano preso in seria considerazione l’associazione giovanile in rapida crescita. Nel 1931 ottenne la cittadinanza americana. Morì nel Nuovo Messico e fu cremato ad Albuquerque. Nel 1960 le sue ceneri furono disperse da un aereo sopra la cittadina che porta il suo nome.
FILATELIA
ANTIGUA 2002 (3316 + fog. 551), LIBERIA 1998 (Mic. 2204), 2000 (2688)
SEUSS THEODOR GEISEL(U.S.A.)
Firmò il suo primo libro per bambini nel 1955 con lo pseudonimo Dr, Seuss e ad esso ne seguirono molti altri, ritenuti negli Stati Uniti degli autentici classici. La sua storia Come il Grinch ha rubato il Natale (1957) è stata trasformata nel 1966 per la TV e successivamente, nel 2000, è diventata un lungometraggio. Seuss ha ricevuto il Premio Pulitzer nel 1984. Ha pure ricevuto un premio speciale per un reportage storico sulla Germania e su Hitler. Tra le sue cinquanta e più opere per bambini in Italia l’editrice Giunti ha pubblicato: Il gatto e il cappello matto, L’uovo di Ortone, Il Grich, C’è un mostrino nekl taschino!, Il gatto col cappello.
FILATELIA
U.S.A, Anno 1999, 2004.
SÉVIGNÉ MARIE DE RABUTIN CHANTAL marchesa di (Francia)
Perso il padre, ucciso in un combattimento contro gli Inglesi, e sei anni dopo la madre, la piccola, Chantal viene affidata alla nonna materna. Morti pure i nonni, la tutela passa all’abate di Coulange, suo zio, che prende in mano le redini della sua educazione affidandola ai migliori maestri, tra gli altri Chapelain. Impara il latino, lo spagnolo, l’italiano. Nel 1644 sposa il marchese Henri de Savigny, assai più vecchio di lei. Il matrimonio le offre garanzie della famiglia e la fortuna, ma non è felice. Il marchese viene ucciso in un duello per un’altra donna, dopo aver dilapidato la sua fortuna. La marchesa si ritira nelle terre di Bretagna con un figlio e una figlia, e cerca di ricostituire il patrimonio. Quando i figli raggiunsero la maggior età, si stabilisce con essi a Parigi, e abita all’Hotel de Rambouillet, presso la corte. Il figlio parte con l’armata e la figlia, cui era teneramente legata, sposa nel 1669 il conte di Grignan e va ad abitare con lui molto lontano, in Provenza. Il distacco tra le due donne è doloroso, almeno per la madre, morbosamente attaccata alla figlia. Da allora lunghe separazioni e brevi incontri nei quali la tenerezza materna viene costantemente ferita dalla freddezza della figlia. A ciò si aggiungono le continue richieste di denaro da parte dei figli, specie da parte della figlia il cui orgoglio non le permetteva di ridurre il tenore di vita; col marito si manteneva a forza di espedienti, tanto da mettere in convento la loro figlia per non fornirle una dote e da far sposare al loro figlio la figlia di un ricco sovrintendente terriero. La marchesa, non osando mettersi contro la figlia, la asseconda a malincuore.
Muore nel 1696 per vaiolo
Si tratta della storia di un anima. In esse troviamo la sua grazia naturale, il suo spirito, la sua sensibilità, impressioni di letture fatte, riflessioni sul mondo, sulla natura, tristezze e gioie. Sono anche la storia della società dell’epoca. In esse c’è l’eco di fatti conosciuti (il processo di Fouquet, il Passaggio del Reno, la morte di Turenne, l’esecuzione di Brinvilliers, le nozze di M.lle de Louvois, aneddoti). Storia, dunque, di un’anima e cronaca di un’epoca. Nel leggerle, sembrano conversazioni scritte. In totale sono 1115 lettere di cui 798 indirizzate alla figlia, le altre a vari corrispondenti tra cui Mme de La Fayette, il cardinale F.D.de Retz, il ministro Fouquet e altri.
FILATELIA FRANCIA 1950 (874), 1996 (2987), MONACO 1976 (1068)
SEWELL ANNA (Inghilterra)
Di famiglia quacquera, il padre era scrittore di libri per l’infanzia. Educata in casa dalla madre, donna di forti convinzioni religiose e pedagogiche, all’età di dodici anni si trasferì con la famiglia a Stoke Newington dove le fu permesso di frequentare la locale scuola e di accostarsi a materie nuove come la matematica e le lingue straniere. A quattordici anni ebbe un grave incidente alle gambe e suo padre si trasferì a Brighton dove Anna ebbe maggiori possibilità di curarsi. Purtroppo rimase zoppa per tutta la vita e dovette usare le stampelle e spostarsi solo in carrozza, una situazione che le permise di conoscere meglio i cavalli e il modo di trattarli. Su questa esperienza scrisse il suo unico libro Black Beauty tra il 1871 e il 1877. Morì di epatite o di tisi il 25 aprile 1878.
FILATELIA
SIERRA LEONE 2001 (3401)
(Inghilterra)
Scrittrice assai prolifica, produsse durante la carriera letteraria ventisei romanzi per adulti, quattordici storie per bambini, quattro commedie, due gialli e molti racconti brevi. Nacque nel quartiere di Salisbury, nella contea di Wiltshire, anche se la sua famiglia proveniva dal nord dello Yorkshire. Trascorse gran parte della sua infanzia a Malta. Nel 1938 sposò Geoffrey Castle, un ingegnere aeronautico. La sua opera maggiore e per la quale è più nota è Rescuers (I soccorritori) o Le avventure di Bianca e Bernie, riproposte anche in due lungometraggi animati I soccorritori e I soccorritori Down Under
FILATELIA
GHANA 1966, GRENADA GRENADINES 1982, MAURITANIA 2003, PALAU 1996, St. VINCENT 1991.
SIENKIEWICZ HENRYK (Polonia)
Nasce il 5 maggio del 1846 a Wola Okrzejska (Masovia). Muore a Vevey il 15 novembre 1916. Appartenente a una famiglia della nobiltà terriera, cresce in un ambiente di forti tradizioni polacche. Studia a Varsavia ed entra nel giornalismo nel 1873, quale collaboratore della “Gazeta polka” sulla quale scrive anche novelle. Già in precedenza aveva esordito nel campo della novellistica con il racconto Invano del 1870. Dal 1876 al 1879 lo troviamo in qualità di corrispondente anche in California, in Italia, in Francia e più tardi in Spagna, Grecia, Turchia e America, nazioni dalle quali ricava reportage raccolti in Lettere di viaggio (1876-78). Rientrato in patria, ha viva parte nell’attività politica e ideologica del quotidiano conservatore ”Slowo” (“La parola”). L’avvio della sua carriera di scrittore avviene con un’opera ironica, di impronta romantica, Note umoristiche dalla cartella di Worszilla (1872) , ma nelle successive raccolte di novelle passa subito ad una osservazione realistica delle miserie sociali. Appartengono a questo filone le raccolte Il vecchio servitore (1875), Hania, (1876), Schizzi al carboncino (1877), immagini della vita dei contadini polacchi; Diario di un insegnante di Poznan (1879), Pane per il pane (1880), Janko il musicista (1880) e Bartek il vincitore (1882). Tutti i racconti sono contrassegnati dal nuovo orientamento della sua futura produzione. Contemporaneamente pubblica anche novelle ispirate al suo soggiorno in America come Il guardiano del faro (1880), una delle migliori novelle della letteratura polacca (1880) e Sachem, denuncia delle violenze inflitte ai pellirossa dai coloni tedeschi. Dal 1883 in poi Sienkiewicz lega la sua fama a romanzi di argomento storico, basati su accurate ricerche del periodo trattato, ed è da questi libri che gli deriva il premio Nobel, assegnatogli nel 1905. Un primo testo di impostazione storica fu Col ferro e col fuoco (1884) cui seguirono, a formare una trilogia, Il diluvio (1886) e Il signor Wolodyovski (1887-88) che comprende un tormentato periodo della storia polacca dal 1648 al 1673 con le guerre cosacche, le invasioni svedesi, le guerre contro la Turchia. Con Quo vadis’ (1894-96), acquisisce la massima fama. Pure di materia storica è il romanzo I cavalieri della croce (1900), epopea della resistenza dei polacchi al tentativo egemonico dell’ordine teutonico. A questo volume ne seguirà un altro sul periodo napoleonico, pubblicato postumo nel 1918, col titolo Legioni. Pur strettamente legato al romanzo storico Sienkiewicz non abbandona il romanzo di indagine psicologico-sociologica come attestano le opere Senza dogma (1891), analisi di una crisi individuale e La famiglia Polaniecko (1895), una satira sulla borghesia polacca. Nel 1911 lo scrittore usa la sua penna a favore dei giovani , scrivendo, sulla scia di Verne, un fortunato romanzo Per deserti e foreste. In mezzo a tutto questo lavoro letterario Sienkiewicz si adoperò per la sua patria. Protestò e raccolse consensi in tutto il mondo contro le espropriazioni prussiane, e si batté a favore della Polonia allo scoppio della guerra mondiale. La morte lo colse in Svizzera a Vevey il 15 novembre 1916, al terzo anno della guerra.
OPERE
Quo vadis Il romanzo prende il nome dalla domanda che l’apostolo Pietro, fuggitivo da Roma, rivolse a Cristo apparsogli in visione lungo la strada. Sullo sfondo di una Roma imperiale, si intreccia la vicenda d’amore fra Licia, giovane cittadina convertita al cristianesimo, ripetutamente salvata e protetta dal gigantesco e fedele schiavo Ursus, e Vinicio che, cedendo al fascino del Cristianesimo, trova la felicità nella fede e nell’amore. Per la notevole forza evocatrice e la profonda umanità che lo pervade, il romanzo ebbe e continua ad avere un ampio successo. Fu tradotto in molte lingue e trattato anche nel campo cinematografico dai registi E.Guazzoni (1913) e nel 1951 da K.Le Roy
Trilogia: Col ferro e col fuoco. Diluvio. Il Signor Wolodyjowski Si tratta di tre romanzi storici legati alla storia polacca che va dal XVII secolo in cui muore Stanislao Wasa all’ascensione al trono di Giovanni Sobieski. La trama è fantastica, ma così tenue da restar soffocata dalla grandiosità degli eventi trattati che l’autore ha studiato profondamente e tratto da documenti. Con fedeltà scrupolosa sono ricordati fatti e persone. Nei tre romanzi si prospetta il cammino e il dramma dell’intera popolazione polacca verso il suo sfacelo politico e verso la perdita dell’indipendenza. Nel primo si inserisce la rivolta dei cosacchi sollevati da Bogdan Chmielecki e della loro guerra contro il re Giovanni Casimiro. Il secondo illustra l’invasione della Polonia da parte degli svedesi sotto Carlo Gustavo e la vittoriosa guerra dei polacchi guidati da Stefano Czarniecki. Il terzo la lunga guerra cruenta, piena di truci pagine, contro i Turchi. Perfette le descrizioni dei luoghi, degli ambienti dei caratteri e dei gusti dei diversi rappresentanti delle classi sociali. I pregi e i difetti dei sovrani e della grande e piccola nobiltà sono evidenziati con sapienza e con altrettanta sapienza vengono esaminate e analizzate le cause principali della rovina nazionale. PARAGUAY 1977 (P.A.776), POLONIA 1928 (345), 1952 (682), 1966 (1515), 1982 (2622), 1992 (3176), 1999 (3533/8), 2001 (3681/6), 2005 (3937), SVEZIA 1965 (530)
SINAN ROGELIO (Panama)
Scrittore panamense fu uno dei principali animatori del gruppo Antena che contribuì alla diffusione delle idee europee di avanguardia. La sua opera passa attraverso una costante evoluzione dalla poesia iniziale pura, al simbolismo per raggiungere l’autobiografismo intimista. Tale passaggio si evidenzia nelle opere poetiche che vanno da Onda (1929) a Saloma sin sal o mar del 1969. Nella narrativa scrisse opere brevi nelle quali predomina l’elemento psicologico e sensuale come si avverte in Todo un conflicto de sangre (1946), Cuentos (1971), La isla mágica (1979), etc. Fu autore di novelle: Plenilunio, (1943) e autore di piéces per il teatro infantile: La cucharita Mandinga, (1937); Chiquilanga, (1961.
FILATELIA PANAMA Anno 1992 (1076)
SKALBE KARLIS (Lettonia)
Nato il 7 novembre 1879 a Vecpiebalga Vidzeme). Morto a Stoccolma nel 1945. Prima di dedicarsi alla letteratura svolge diversi mestieri: aiutante in case coloniche, venditore ambulante, segretario comunale, maestro di scuola rurale. Nel
1905 prende parte alla rivoluzione. Inviato in esilio, vive prima a Helsinki e
poi a Oslo. Al suo ritorno a Rìiga è condannato ad oltre un anno di carcere. Nel 1924 è corrispondente di guerra in Polonia. Nel 1915 vive prima a Mosca e poi a Pietroburgo. Nel 1916 entra a far parte dei battaglioni lettoni e nel 1917 è nominato membro dell’Assemblea Costituente. Dal 1823 è redattore capo del giornale “Piesaule”. Poeta e prosatore lettone tra i più fini e originali, è autore di versi (I sogni del prigioniero, 1902; Quando fioriscono i meli (1904); Nel fumo della terra, 1906) nei quali una squisita sensibilità naturalistica si accompagna all'analisi di stati d'animo e sentimenti. Scrive anche favole e racconti di fate ispirati al folclore della sua terra: Favole invernali (1904), Come andai alla ricerca della figlia del Nord (1904), Racconti d’inverno (1914), Racconto del figlio maggiore (1924), Leggende della madre (1928). L’eroina delle sue opere è la Virtù, la felicità che trovano i cuori semplici nel sacrificarsi per gli altri.
FILATELIA
LETTONIA 2001 (519)
Smrek Ján(Cecoslovacchia)
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