
Wagner Jenny Tales
(Australia)
Vive
col marito in una piccola fattoria del Queensland, attorniata da animali:
opossum, cani, gatti, lucertole, giannas, rane, polli e tacchini e wallabies
che ad intervalli si presentano, uscendo dalla macchia.
Ama scrivere racconti per
ragazzi, studiare lingue, risolvere cruciverba e soprattutto ama cucinare
spaghetti e cavolini di Bruxelles.
Ha ottenuto successi con
i suoi libri rivolti all’infanzia, Tra cui emergono Il Bunyip di Bekerkey
Creek, John Brown, Rose e Midnight Cat,col quale ha vinto il premio
Australia Book of the Year, considerato un classico della letteratura
australiana per ragazzi. .
FILATELIA
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AUISTRALIA 1994
WALL DOROTHY
(Nuova Zelanda)

Nata
a Willington, Nuova Zelanda nel 1894. Morta nel 1942.
Nel 1914 si
trasferì in Australia. La sua attività era quella di illustrare libri per la
gioventù. Si dedicò in particolare alle opere di J.J.Hall (The Crystal Bowl).
Dedicò la sua opera di illustratrice anche ad altri autori e ad illustrare
racconti da lei scritti. La sua fama letteraria è legata ad una serie di libri
che hanno per protagonista un koala di nome Blòinky Bill.
FILATELIA
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l'album
AUSTRALIA
1995 (919)

WALSH MARIA ELENA
(Argentina)
Nasce
il primo febbraio del 1930 a Ramos Mejìa, un sobborgo di Buenos Ayres, in una
grande casa con un cortile e pollai, un nero cane pomerano, gatti, rosai,
alberi di limoni e aranci e un grosso albero di fichi, assai comodo, sopra i
cui rami la bionda figlia di un ferroviere leggeva durante la siesta dei
genitori i Tre moschettieri, Robinson Crusoè, La Capanna dello zio Tom.
Prima ancora di terminare i suoi studi presso la Scuola Nazionale di Belle
Arti, comincia all’età di diciassette anni a scrivere il suo primo libro
Imperdonabile autunno (1947), una raccolta di poesie che le valse il secondo
premio Municipal de poesia. Ma già prima aveva pubblicato alcune sue poesie
nella leggendaria rivista ‘El Hogar’ e nel supplemento letterario della ’Nacion’
Nel 1948 comincia a viaggiare attraverso gli Stati Uniti, invitata da Juan
Ramon Jimenéz e nel 1952 parte alla volta dell’Europa, prendendo dimora a Parigi
per quattro anni. A Parigi, insieme a Leda Valladares, forma un duo e si dedica
a diffondere il folclore argentino, ricevendo premi e l’applauso del pubblico.
Fu in questo periodo che inizia la sua produzione rivolta ai giovani
Dal 1959 scrive sceneggiature per la TV, commedie, canzoni per bambini. Le
canzoni presenti nelle sue opere teatrali, i testi e la musica sono diventati
familiari presso migliaia di bambini in Argentina, generazione dopo generazione,
in quanto contengono la fantasia e l’ingegno che ha caratterizzato l’opera della
Walsh.
Muore a Buenos Aires l’11
gennaio 2011.
Tra le sue opere: Apenas viaje (1948), Baladas con Angel (1948), Quasi un
miracolo (1958), Tutù marimba (1960), Zoo matto (1964), Il re dei sogni (1965),
Fatto a mano (1965), Daila Kifki (1966), Quentopo de Gulubù (1966), Aria libera
(1967), Giochiamo col mondo (1970), Il diavolo inglese (1974), Angelito (1974),
Il paese della geometria (1974), La sirena e il capitano (1974), Caucia y palito
(1977), Canzoni contro il mal d’occhi (1990), Disavventure nel Paese-giardino
dei bambini (1993)
FILATELIA
ARGENTINA 1998 (718/21)
WASILEWSKA WANDA
(Polonia)
Nata
il 25 gennaio del 1905 in Galizia. Morì il 29 luglio 1964 a Kiev.
Scrittrice di
romanzi e donna politica, ebbe un ruolo importante nella formazione del
governo comunista in Polonia. Dopo la Seconda guerra mondiale visse a Mosca.
Studiò
filosofia presso l’Università Jagellonica di Cracovia e ottenne il dottorato
nel 1927. Durante gli studi iniziò a cooperare con l’Unione dalla
Gioventù Socialista e la Società dei Lavoratori e, dopo l’Università, lavorò
come insegnante e collaborò con giornali quali “Naprzód", "RobotNik", "Dziennik
Popularny" e "Oblicze dnia".
Si occupò anche
di giornali per bambini quali "Płomyk" e "Płomyczek", due mensili per ragazzi,
nei quali introdusse la propaganda sovietica.
Fu membro del
Partito conservatore SPA. Fervente attivista, promosse diversi scioperi e
durante uno di essi, a Cracovia, conobbe Bogatko che poi sposò.
Dopo la
sconfitta polacca del 1939 e la spartizione della Polonia tra sovietici e
tedeschi, si trasferì a Lwòw, accettando la cittadinanza sovietica. Divenne
membro di diverse associazioni che tentavano di unire polacchi e russi ed
espose le sue idee sul giornale “Bandiera Rossa”, un quotidiano di propaganda
sovietica in lingua polacca.
Nel 1940 le fu
assegnato il Premio Stalin. Si occupò di teatro e diventò il capo del
personale del Teatro Drammatico di Lwòw.
Dopo
l’invasione tedesca della Russia si spostò verso est, seguendo l’Armata Russa
con l’incarico di corrispondente di guerra. In quel periodo fu tra i fondatori
del mensile “Nowe Widnikregi”.
Dopo
consultazioni con Stalin (e molto probabilmente per suo diretto ordine) fu
nominata leader del neo-costituito Związek Patriotów Polskich (Società dei
Patrioti polacchi).
Fu favorevole
alla proposta, non realizzata, di fare della Polonia una repubblica
dell'Unione Sovietica. Rimase in Unione sovietica e morì nel 1964 a Kiew.
Fu sepolta nel
cimitero di Baykovo.
FILATELIA
POLONIA 1983
(2696)
WELLS HERBERT GEORGE
(Inghilterra)
Nato sette anni dopo la pubblicazione della opere di Darwin, Wells fu sempre
ossessionato dal pensiero più rivoluzionario dell’Ottocento: la teoria
dell’evoluzione della specie. Un giudizio espresso su di lui da Brian Aldiss
dice: “Tra gli scrittori di fantascienza del passato e del presente Herbert
George Wells si staglia indiscutibilmente come un gigante… i suoi libri migliori
hanno una qualità di immaginazione tenebrosamente bella e un’unità di struttura
che sembra istintiva.”
  
Wells nacque nel Kent, a Bromley nel 1855.
Il
padre Joseph, giardiniere, figlio di un giardiniere aveva l’hobby di giocare a
cricket e, con i guadagni ricavati da tale sport, acquistò un negozio di
terraglie dove vendeva anche articoli di cricket. L’ambiente in cui il giovane
Wells trascorre la sua infanzia, con la povertà sempre in agguato, non fu
confortevole. Il suo primo lavoro è quello di commesso in un negozio di tessuti
e poi di apprendista in una farmacia. Nell’intervallo del lavoro frequenta due
scuole nazionali e una scuola classica. Assai dotato, ottiene nel 1884 una borsa
di studio che gli permette di accedere alla Normal School of Science di Londra,
dove ha come maestro Thomas Henry Huxley che predicava la teoria di Darwin e che
con i suoi discorsi influenzò il giovane.
Non avendo superato l’esame finale a causa di insufficienze ottenute nel campo
della fisica e della geologia, Wells lascia la scuola. Passa ad insegnare in
una scuola del Galles e poi, colpito da una malattia a un rene e da una
afflizione ad un polmone, si trasferisce a Londra per cure e lì ottiene prima un
incarico di insegnante in una scuola privata e poi in un College Universitario
per corrispondenza.
Ma l’insegnamento non era la sua strada.
Cerca di accasarsi e di sposare una cugina, Isabel, ma per incompatibilità di
carattere l’abbandona e va a vivere con una studentessa. Il quel periodo riesce
anche a laurearsi, a portare a termine un libro di biologia e ad iniziare la sua
collaborazione con giornali e riviste come freelance, scrivendo su
argomenti che riflettevano i pensieri e le esperienze della maggior parte dei
lettori, presentando loro testi offerti con linguaggio semplice e
comprensibile. Così inizia la sua fortuna e la sua fama.
La letteratura non era, comunque, il solo obiettivo. Wells si occupa di
politica. Socialista militante, per un certo tempo fa parte della Fabian
Society assieme a Shaw. Dà voce ai suoi ideali di libertà e di giustizia
sociale, scrivendo una serie di opere alquanto utopistiche come Anticipazioni
(1901), Un’utopia moderna (1905) e romanzi che riflettevano queste sue
idee come L’amore e Mr Levishan (1900), Kipps (1905), Anna
Veronica (1909) La storia del signor Polly (1910) nei quali vengono
affrontati i maggiori problemi dell’umanità. Nelle elezioni del 1922 è candidato
laburista.
Ma la notorietà, ancor oggi indiscussa, gli deriva dai temi fantastici trattati
in alcuni dei suoi romanzi dai quali ricava il titolo di Padre della
fantascienza moderna.
Nel
1895 esce uno dei suoi capolavori, La macchina del tempo, cui seguono
L’isola del dottor Moreau (1896) che ha come tema gli esperimenti biologici
spinti all’estremo; L’uomo invisibile (1897) dove lo scrittore dimostra
che l’egoismo personale, deve lasciare il posto all’altruismo a favore della
società in nome del progresso; La guerra dei mondi (1898), I primi
uomini nella Luna (1901), Il cibo degli dei (1904) i cui viene
descritta una droga alcaloide che permette di stimolare la crescita di almeno
sette volte. Per cui si ottengono insetti e piante giganteschi, ma anche esseri
umani dalle dimensioni di giganti; Nei giorni della cometa (1906).
Del 1899 è il libro Quando il dormiente si sveglierà, un romanzo in cui
Wells dichiara apertamente la sua adesione al socialismo. Il protagonista Graham
addormentatosi si risveglia dopo due secoli e scopre di essere diventato
enormemente ricco in quanto gli introiti di ignorate eredità hanno lievitato a
dismisura tanto da renderlo il proprietario nominale di mezza terra. Però il
vero potere sta nelle mani di un consiglio di fiduciari. Scopre pure che nel
mondo nuovo in cui si ritrova a vivere i ricchi sono inutili mentre i poveri
sono costretti ad entrare nella Compagnia del Lavoro per poter sopravvivere. È
la natura ambivalente del progresso.
Dal 1910 inizia la sua produzione letteraria incentrata su una appassionata
attività antibellicista che lo porterà ad incontri con personaggi politici quali
Stalin e Roosevelt. Wells sembra quasi presago di conflitti imminenti che
coinvolgeranno il mondo e sembra quasi intuire, nei numerosi scritti che
seguirono, la catastrofe della seconda guerra mondiale che culminò con un fungo
atomico.
L’anno prima di morire scrive il saggio Mind at the End of its Tether
(La mente all’estremo delle sue risorse) (1945) dando una visione
pessimistica del mondo, ma al tempo stesso auspicando “un arduo tentativo di
conciliare una visione utopica con una formazione scientifica nel solco
dell’evoluzionismo.”
Morì a Londra nel 1946.
La
cinematografia trasse da alcuni suoi romanzi dei film di successo come La
guerra dei mondi del 1953 diretto da B. Haskin; La macchina del tempo
del 2002 diretto da S.Wells; L’uomo che visse nel futuro (1960)
diretto da G.Pal; L’isola del Dr. Moreau (1967) diretto da D.Taylor;
L’uomo invisibile del 1933 diretto da E.L.Kenton. Dal 1940 al 2000
seguirono diversi sequel.
Per la radio l’attore Orson Welles nel 1938 mise in onda una ben orchestrata
trasmissione, curata minuziosamente dal punto di vista della regia, la quale
procurò una vera ondata di panico collettivo che invase tutta l’America. Durante
la trasmissione di un programma di musica leggera vennero inseriti dei flash,
tipo ‘scoops sensazionali’ in cui venivano descritte in una escalation di
spasmodica suspence, le fasi dello sbarco di astronavi aliene sulla Terra. Si
diffuse addirittura il panico tra la popolazione che ritenne vere le notizie
trasmesse dalla radio. Si trattò di una psicosi collettiva abbastanza
comprensibile se si pensa che nel 1938 il mondo era alle soglie di un conflitto
mondiale che non avrebbe risparmiato nessuno con invasioni, occupazioni e morte.
LIBRI
Cose dal futuro
. (The Shape of Thinghs to Come) Il romanzo appartiene al periodo
dell’ottimismo wellsiano dominato dalla visione di un mondo pieno di
supercongegni, di meraviglie scientifiche, guidato da scienziati avveduti e
tecnici tutti tesi al benessere della gente. Poca è la fiducia che nel romanzo
lo scrittore dimostra per il popolo, contrariamente a quanto aveva in
precedenza scritto. Le classi lavoratrici nel racconto falliscono sempre a meno
che non siano guidate da altre classi illuminate, che nel romanzo sono
rappresentate dagli aviatori.
La guerra dei mondi.
A causa della mancanza d’acqua i marziani a
bordo di astronavi invadono la Terra. Il terrore dilaga ovunque a
causa di armi terrificanti di cui i marziani fanno uso. Gli alieni, esseri
mostruosi e repellenti, a bordo di strane macchine simili a trifidi, occupano
le maggiori città della Terra, e avvalendosi di armi sofisticate distruggono
tutto ciò che li ostacola seminando terrore e morte. A nulla valgono le armi
dell’uomo che si vede destinato all’estinzione. A vincerli, quindi non sarà la
scienza umana, ma la natura con i suoi microrganismi presenti nell’aria, letali
all’apparato respiratorio degli invasori..jpg)
La
macchina del tempo Il protagonista
del romanzo ha costruito una macchina che gli permette di viaggiare nel tempo.
Spostatosi nell’anno 802.701 d.C. scopre che gli uomini sono divisi in due razze
‘finali’, gli Eloi, aggraziati e decadenti che vivono sulla superficie, e i
Morlocks, esseri raccapriccianti che abitano nel buio del sottosuolo e che solo
nell’oscurità escono in superficie per catturare gli Eloi di cui si cibano. È il
ritorno alla barbarie. Ritornato nel suo tempo, racconta agli amici quanto ha
visto, ma non viene creduto Per vedere quale sarà la sorte dell’uomo, in un
viaggio succressivo il crononauta si trasferisce in un futuro lontano trenta
milioni di anni dal punto di partenza e scoprirà che ogni parvenza di vita è
distrutta. Non tornerà più indietro.
I primi uomini sulla Luna
A vent’anni di distanza dal razzo di Verne sparato da un cannone la Luna, Wells
contrappone una astronave costruita con un metallo speciale ‘la cavorite’,
dotato di anti-gravità. Diversamente dai personaggi verniani, gli esploratori di
Wells (Cavor e Bedford) non si limitano a porre solo il piede sul satellite
terrestre; penetrano nelle numerose caverne lunari per esplorarle e scoprono
l’esistenza dei seleniti, esseri bestiali e mostruosi (i quali ricordano i
Morlocks della Macchina del tempo.) Scoprono pure che la società è
progredita fino a raggiungere i limiti del progresso nella suddivisione del
lavoro. I pensatori sono puri dei cervelli, i tecnici vere macchine e i
lavoratori solo mani. Cavor l’altruista ricercatore li ammira ma al tempo stesso
ne prova orrore.Nella vicenda è introdotto un mezzo allora ai suoi primi
exploit scientifici: la radio.
GRAN BRETAGNA 1995
(1819/22),
ISRAELE 2000 (1511),
SAN MARINO 1998 (1580),
SAINT VINCENT 2002 (BF 548 e BF
550)
White Elwyn Brooks
(USA)
Nato
nel 1899. Morto nel 1895.
Iniziò a scrivere in età
precoce.
Dopo aver frequentato la
Cornell University si arruolò nell’esercito americano per servire durante la
Prima guerra mondiale come redattore di un giornale. Al termine del conflitto
lavorò per un giornale di Seattle, tornato nel 1929 a New York collaborò con
articoli e saggi alla rivista “The New Yorker”.
Dopo il matrimonio con
Katharine Angell e la nascita di un figlio, preferì allontanarsi dalla vita
caotica della città per andare a vivere in una sua fattoria del Maine, da dove
continuò la sua collaborazione con la rivista e dove trovò l’ispirazione per
comporre libri per bambini di cui il primo fu Stuart Little, racconto
avventuroso di un topo che vive in una famiglia americana. Ad esso seguì il suo
capolavoro Charlotte’s Web (1952), storia di una amicizia tra un ragno e
un maiale.
Fu autore anche di La
tromba del cigno, articoli su riviste per giovani, una guida di grammatica e
di stile, Gli elementi di stile.
Ricevette numerosi
riconoscimenti tra cui il Premio Laura Ingalls Wilder nel 1970 e uno speciale
Premio Pulitzer nel 1978.
FILATELIA
USA 2006
(3737)
WHITE TERENCE HANBURY
(Inghilterra)
Nacque a Bombay nel 1906 e morì nel 1964.
Fin dall’infanzia manifestò una sensibilità a
fior di pelle che lo accompagnò per tutta la vita, unitamente
ad uno stato continuo
di nevrosi. Al fine di vincere i suoi timori, le sue paure e il sentimento
permanente di pericolo, si dedicò a sport difficili come pilotare aerei, guidare
macchine veloci, lanciarsi col paracadute, ed ad altri più distensivi come la
pesca, in particolare quella del salmone.
Studente
brillante negli anni 1930 a Cambridge, si ritirò precocemente lontano dal
consorzio umano per vivere in Irlanda, lontano da tutti e consacrandosi alla
passione per i cani, gli uccelli, i paesaggi. In campo culturale si dedicò allo
studio del Medioevo, alla storia naturale e in particolar modo al mondo
fantastico delle fate, scrivendo anche libri per bambini.
Tra le sue opere va ricordato il ciclo romanzesco di Re Artù, che lascia
trapelare nel contesto fantastico idee fasciste e naziste. Comprende La
spada nella roccia, adattata al cinema da Walt Disney nel 1963; La
strega della foresta; Il cavaliere male assortito; La candela nel
vento; Il libro di Merlino.
FILATELIA
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ALDERNEY Anno 2006
WIGGINS KATE DOUGLAS
(U.S.A.)
Nata
il 28 settembre del 1856 a Filadelfia., morì il 24 agosto del 1923 nel Middlesex.
Scrittrice di libri per
adulti e bambini, si occupò attivamente nella direzione di asili lungo la Costa
degli Stati Uniti nonché a dare impulso alle scuole per maestre d’asilo.
Per sostenere tali attività
cominciò a scrivere racconti e romanzi. A lei è legato un classico per bambini,
tradotto in tutto il mondo: Rebecca di Sunnybrook Farm (1903).
FILATELIA
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USA Anno 1993
(2200)
WILDE OSCAR
(Irlanda)
In genere i giudizi su uno scrittore si danno in calce alla sua biografia, ma
trattando lo scrittore
Oscar Wilde, è opportuno anticiparne alcuni. Sulla Storia universale della
letteratura si legge:”Estroso, geniale, audace, Oscar Wilde non ebbe nulla
del letterato accademico, tipo così frequente nella letteratura inglese;
possedette sino all’ultimo il dono della lievità di stile che fa pensare a
Nietzsche; per questo fu acclamato e ammirato soprattutto fuori dell’isola”. E
anche “Lo schivo e signorile Pater [maestro di un movimento edonistico,
insegnante in un collegio di Oxford e maestro di Wilde] non meritava davvero,
come primo tra i suoi scolari, il vociante e scandaloso Oscar Wilde”. Pareri
contradditori.
Di famiglia irlandese Wilde, il cui nome completo era Oscar Fingal O’Flaherty
Wills Wilde, nasce a Dublino il 16 ottobre 1854.
Sebbene il padre fosse di professione oculista, in casa non difettavano gli
argomenti e le discussioni letterarie. I genitori composero assieme la biografia
dello scienziato irlandese Gabriel Beranger e la madre, scrittrice di versi
rivoluzionari e traduttrice di Dumas e Lamartine, si cura personalmente
dell’educazione del figlio fino al momento in cui lo affida al collegio di
Portora. D’estate lo porta con sé ad Avignone dove il giovane Oscar comincia a
comporre le sue prime poesie. Nel 1871 entra nel Trinity College di Dublino e si
segnala tra i migliori allievi tanto da ottenere una borsa di studio che gli
permette di iscriversi a Oxford. Come già in precedenza si era atteggiato ad
artista bohémien, a Oxford si fa apostolo delle idee estetiche di Pater. Durante
i suoi soggiorni in Francia studia pittura.
Nel 1879 si trasferisce a Londra dove comincia a farsi conoscere per le sue
stravaganze: era solito passeggiare in Piccadilly tenendo in mano ora un giglio
ora un girasole, finendo in tal modo tra le caricature che il giornale ‘Punch’
faceva di lui, ma al tempo stesso acquista notorietà presso gli editori che gli
stampano i suoi Poems.
Nel 1881 si reca in America per tenere un ciclo di conferenze sull’estetismo
tanto che il pubblico lo considera un caposcuola. Tornato l’anno appresso, si
stabilisce a Parigi dove al suo
travestimento di esteta ne sostituisce uno nuovo basato sullo stile alla Balzac.
A Parigi scrive due drammi romantici Vera e la Duchessa di Padova
e il poemetto La Sfinge (1883). In quel periodo conosce il fior fiore dei
letterati francesi. Brillante conversatore, con la sua aria da gran signore,
il suo fare cortese, ne fecero una figura popolare non solo nei salotti ma
anche nei bassifondi che si compiaceva di frequentare. A Parigi conduce pure la
moglie, ma il matrimonio dura poco e si scioglie dopo la prima gravidanza della
moglie. Risale a questo periodo la raccolta in due volumi delle sue fiabe Il
principe felice e altri racconti (1888), Una casa di Pomegranates
(1891), L’assassinio di Lord Arhur Savile e altre storie (1891), Il
ritratto di Dorian Gray (1891).
Risale pure a questo periodo il dramma Salomé scritto appositamente per
l’attrice Sarah Bernardt, dramma che fu vietato in Inghilterra perché ritenuto
scandaloso dal Lord Ciambellano. A Parigi Wilde è molto festeggiato per i suoi
atteggiamenti e la sua eccentricità (non mancava mai di mettere un garofano
verde sul suo abito di società), ma lo scrittore, abituato a spendere e a
spandere per poter mantenere il tono della sua vita si decide a scrivere
commedie. Nascono Il ventaglio di Lady Windemere (1892), Una donna
senza importanza (1893), Una moglie ideale (1895), L’importanza
di chiamarsi Ernesto (1895). Nelle commedie si rifà ad autori come Dumas
figlio, De Musset e porta così sulle scene inglesi i dialoghi e uno spirito di
pretta marca parigina..jpg)
La sua vita sfrenata e dissoluta comincia a procurargli guai e noie finché
tocca il fondo con uno lo scandalo. A seguito di una causa per diffamazione da
lui intentata al duca di Queensberry, passò dal banco dell’accusatore a quello
dell’accusato. Processato per omosessualità, è condannato a due anni di lavoro
forzato e chiuso nel carcere di Reading. Ne esce nel maggio del 1897 minato nel
corpo e nella mente. Sotto lo pseudonimo di Sebastian Melmoth pensa di rifarsi
una vita. Durante un breve periodo di tranquillità scrive La ballata del
carcere di Reading (1898), una delle sue opere più autentica e sentita e il
poema De profundis (pubblicato postumo nel 1905). La ballata e il poema
rappresentano una nuova fase nella vita letteraria dello scrittore, una specie
di conversione religiosa che non è dato sapere quanto fosse sincera e sentita.
Progetta anche due drammi biblici.
Nel dicembre del 1897 si stabilisce definitivamente a Parigi dove continua a
scrivere sotto commissione, senza più energia e capacità di resistere alla
discesa verso il basso, avvalorando così quella figura di vizioso che i
contemporanei descrissero con orrore e pietà. Un attacco di meningite lo stronca
nel 1900 all’età di 46 anni.
In punto di morte chiese in extremis di ricevere i sacramenti della
chiesa cattolica, ma tale richiesta “pare debba interpretarsi non in senso
ortodosso, anzi, come una pratica del satanismo di cui Wilde sarebbe divenuto
un adepto negli ultimi anni”.
LIBRI
Solo di recente Oscar Wilde si è inserito tra
gli scrittori ricordati dalla filatelia, ma poche delle sue opere sono state
prese in considerazione. Nel 2000, in occasione del centenario della sua morte,
le poste irlandesi hanno commemorato l’avvenimento ricordando tre delle sue
opere maggiormente note: la commedia L’importanza di chiamarsi Ernesto,
la fiaba Il principe felice e Il ritratto di Dorian Gray.
L’importanza
di chiamarsi Ernesto (The Importance of Being Earnest)
Commedia in tre atti, scritta nel 1895. In Italia è nota coi titoli
L’importanza di essere onesto e L’importanza di chiamarsi Ernesto.
Titoli dovuti alla presenza della parola ‘earnest’ che può indifferentemente
tradursi con l’aggettivo ‘onesto’ o essere interpretata come il nome ‘Ernesto’.
La trama ruota attorno alle vicende di due bellimbusti inglesi che intendono
sposare due fanciulle. John Worting, giovane di oscuri natali, a conoscenza
che Guendalina, la figlia di lady Bracknell, predilige il nome Ernesto, lo
assume e la corteggia. Inoltre John si inventa un fratello fittizio. Un altro
giovane, Algernon Moncrieff, amico di John, innamorato della di lui pupilla
Cecily, ne approfitta e assume il ruolo del fratello immaginario al fine di
poter stare vicino alla fanciulla amata. Il castello di bugie dei due giovani
minaccia di crollare quando le due virtuose fanciulle stanno per scoprire
l’inganno. Tutto si accomoda quando John scopre di chiamarsi veramente Ernesto
e di essere figlio di una sorella di Lady Bracknell e che Algernon è davvero suo
fratello. Una commedia brillante, salottiera adatta alla high society
della Londra del tempo. L’autore non si preoccupa affatto della morale; si
diverte abbandonandosi al libero gioco delle parole, delle schermaglie verbali,
del paradosso e del cinismo salottiero.
Un marito ideale
Commedia in 4 atti del 1895. Il commediografo
pone in contrasto l’intransigenza puritana con la comprensione umana. Sir Robert
Chiltren è un uomo integerrimo e tutti metterebbero la mano sul fuoco per
sostenere la sua onestà. Un giorno la moglie apprende da una amica che la
fortuna del marito è nata dalla disonestà. Alla notizia la moglie perde la
fiducia nel consorte e rischia anche di perdere il centro della sua morale. Lord
Goring, uomo abile ed esperto, amico della coppia, riesce a ricomporre il
dissidio. La commedia, sia a Parigi che a Londra, incontrò subito il favore del
pubblico in quanto toccava uno dei problemi più vivi nelle coscienze del tempo.
Il principe felice
Fa parte di un gruppo di fiabe che comprende L’usignolo e la rosa. Il gigante
egoista. Il razzo straordinario. L’amico
devoto. Il giovane re. E tra esse è
la più nota. Sulla piazza di una città era stata eretta una
colonna in cima alla quale sorgeva la statua di un principe che in vita
era stato felice. La statua era stata ricoperta con lamine d’oro; i suoi
occhi erano formati da due stupendi zaffiri e sull’elsa della spada rosseggiava
uno splendido rubino. Ma la statua non era felice perché il principe
dall’alto poteva vedere ciò che accadeva nella città: la ricchezza e la miseria
e ne soffriva per non poter intervenire. Un giorno una rondine, che aveva
tardato nel seguire la migrazione delle sue compagne, trovò rifugio ai piedi
della statua e si accorse che il principe aveva gli occhi umidi di pianto. La
rondine voleva partire per i paesi caldi, per l’Egitto dove già si trovavano le
altre rondini ma si attardò per fare alcune commissioni per il principe: portare
il rubino ad una povera donna che aveva il figlio ammalato; portare uno zaffiro
ad un giovane scrittore che cercava di terminare una commedia; consegnare e un
altro ad una povera fiammiferaia che aveva perduto tutte le sue scatole di
fiammiferi. Poi, staccando una scaglia d’oro dietro l’altra, la rondine per
ordine del principe le portò a chi si trovava nel bisogno. E il tempo passò, il
freddo impedì alla rondinella di migrare e dopo aver consegnato l’ultima scaglia
morì di fatica e di freddo ai piedi del suo principe che rimase cieco e senza
più lo splendore dell’oro che lo aveva ricoperto. Di fronte alla rondine morta,
il cuore del principe che era di piombo si spezzò. Dopo qualche giorno il
sindaco, vedendo la statua ormai priva di tutto il suo splendore, decise di
farla abbattere e di mandarla in fonderia dove il cuore di piombo non volle
sciogliersi e fu gettato in mezzo all’immondizia a fianco di una rondine morta.
Quando Dio chiese ad un angelo di portargli le due cose più preziose della
città, quello portò il cuore e la rondine. “Hai scelto giusto perché nel mio
regno questa rondine continuerà a cantare e nella mia città d’oro il principe mi
glorificherà”.
Il ritratto di Dorian Gray
(The picture of Dorian Gray) fu pubblicato nel 1890 dalla rivista americana
Lippincott’s Monthly Magazine e in
volume nel 1891. Dorian Gray, giovane e
bellissimo, nell’osservare il somigliante ritratto che un amico pittore gli ha
fatto, comincia
ad essere ossessionato dal pensiero che la vecchiaia altererà i suoi tratti
mentre il ritratto rimarrà sempre uguale. Ma per una sorta di sortilegio accade
che ad invecchiare sia il ritratto mentre i tratti della bellezza del giovane
Dorian rimangono immutati, nonostante le nefandezze e gli stravizi della sua via
disordinata. Giunge persino al delitto uccidendo l’amico pittore che gli ha
fatto il ritratto. Ma, vinto da un senso di angoscia che il ritratto continua a
suscitare in lui tenta di squarciarlo con una pugnalata. Ad essere distrutto
sarà lui. Il quadro riprenderà l’aspetto del bellissimo giovane quale era stato
all’inizio e a terra il morto assumerà l’aspetto ributtante di un vecchio
vizioso e osceno. Il romanzo vuole dimostrare che l’arte è al di fuori del bene
e del male. Il racconto è preceduto da una serie di aforismi che costituiscono
il manifesto dell’estetica wildiana. “L’artista è il creatore di cose belle… Non
esistono libri morali o immorali. I libri sono soltanto scritti bene o male…
Vizio e virtù sono per l’artista materiali di un’arte… Ogni arte è del tutto
priva di utilità”. Il romanzo suscitò ai suoi tempi un certo scandalo, da cui
non era estranea la morbosa curiosità nei confronti dell’autore e del suo stile
di vita.
FILATELIA
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l'album
IRLANDA 2000 (1229/34), NORVEGIA 1999
(1231/5), 1999 (1286), ROMANIA 2004 (4892), SAN MARINO 2004 (1963),
WOLKER JIRÍ
(Cecoslovacchia)
 Nato
a Prostejov (Moravia) nel 1900. Morto nel 1924.
Fu il
massimo rappresentante dei poeti e scrittori di tendenza proletaria di
Devetsil. Nella prima raccolta, L'ospite in casa (1921), canta un
armonico universo di affetti e usanze tradizionali, dove le cose sono amiche
del poeta e il poeta si accosta a esse con genuino ottimismo, con incantato
stupore. In L'ora difficile (1922) sogna una rigenerazione della
società nel segno del socialismo.
Ricollegandosi
alla tradizione di K.J. Erben, Wolker trova nella ballata (famosa la
Ballata sugli occhi del fuochista) il genere più consono a esprimere la
sua visione della miseria umana, in cadenze orecchiabili e volutamente 'parlate'.
Ha lasciato,
oltre a un gruppo di versi inediti, racconti e favole, il frammento di un
romanzo, alcuni importanti articoli critici e tre drammi: Ospedale, Tomba,
Il sacrificio più grande (editi nel 1923). (da Enc. Le Garzantine)
FILATELIA
CECOSLOVACCHIA
1954 (784)
WU CHENGEN
(Cina)
Appellativo onorifico: Ju Chung; soprannome: She Yang Shan Jen.
Visse sotto la dinastia dei Ming (1368-1644). Nel 1544 conseguì il grado di di “kung-sheng”,
equivalente a Licenziato Seniore. In seguito fu eletto ‘magistrato assistente’
della città di Ch’ang-hsing. Morì agli inizi del regno di Wan li o Syhen Tsung
(1573-1620).
È noto come l’autore delle Memorie di un viaggio in Occidente,
romanzo fantastico che raccoglie fantasie e favole popolari, collegati in una
unica narrazione.
"La storia del viaggio in occidente
è il più riuscito romanzo mitico dell’antica Cina. Sulla falsariga del viaggio
in India compiuto nel 7° secolo dal maestro buddista Tang Ceng (Xuan Zang) alla
ricerca dei sutra, il romanzo tratteggia le vicissitudini incontrate dal maestro
e dai suoi tre discepoli nel corso del viaggio, creando con successo l’immagine
di una scimmia divina, Song Wukong, che non teme nessuna autorità e lotta a
fondo contro tutte le forze del male, esprimendo in modo latente le speranze per
la vita reale dell’autore.
L’autore Wu Chengen era originario di Huai An, nella
provincia del Jiangsu. Molto acuto sin dall’infanzia, coltivò molti interessi,
dimostrando capacità multiformi: era esperto in pittura, calligrafia, poesia e
scacchi, amando anche collezionare opere calligrafiche e dipinti di personaggi
famosi. Ancora fanciullo, era già famoso ed apprezzato nel paese natale per il
suo talento, tuttavia non riuscì negli esami imperiali, per cui si trovò a
condurre una vita molto difficile. Questa esperienza approfondì la sua
conoscenza della corruzione dei burocrati feudali e degli estremi opposti
dell’atteggiamento sociale, alimentando nel suo cuore i semi della resistenza.
In una poesia egli esprime i suoi punti di vista in merito, ritenendo che i
motivi del male sociale stiano nel cattivo utilizzo del personale da parte dei
governanti, che permette l’accesso al potere dei malvagi. Egli voleva davvero
cambiare questa realtà negativa, ma non ne aveva la capacità, riducendosi a
sospirare. Inserì così tutta la sua indignazione, il suo odio e le sue speranze
nel romanzo Storia del viaggio in occidente” Nonostante abbia terminato
l’opera in tarda età, Wu Chengen la preparò per tutta la vita. Quando era
piccolo, egli visitò spesso col padre gli antichi templi e foreste alla
periferia di Huai An, ascoltando le sue narrazioni e le leggende collegate. Wu
Chengen amava molto le storie strane, una passione che aumentò col passare del
tempo. Verso i 30 anni aveva già raccolto un numero enorme di storie strane.
Verso i 50 anni scrisse la prima decina di episodi e poi smise per molti anni
per motivi sconosciuti, riprendendo in tarda età e terminando l’opera solo dopo
le sue dimissioni dall’incarico che ricopriva.
La storia del viaggio in occidente”
consiste in una serie di storie indipendenti,
Wu Cheng-en (1500 circa -
collegate con le precedenti e successive, con
protagonisti geni celesti e demoni che rappresentano il bene ed il male.
L’autore delinea nel romanzo un mondo leggendario dai colori sgargianti, pieno
di ombre umane: il sacro palazzo celeste in apparenza è maestoso, ma l’
imperatore del cielo è incapace di distinguere fra intelligenti e stupidi ed è
molto fatuo. La corte celeste e la corte terrena sono molto simili; la corte
sotterranea è austera e i funzionari si coprono a vicenda, praticano la
corruzione e ignorano la legge, mentre gli innocenti non trovano dove difendersi
dalle false accuse, con scarse differenze rispetto alla corte terrena; i demoni
e mostri uccidono e divorano gli uomini, amano il denaro e le donne, dominando
con la loro forza magica e macchiandosi di ogni malvagità: una vera e propria
incarnazione dei tiranni e dei burocrati del mondo umano. D’altro canto, l’eroe
Song Wukong tratteggiato da Wu Chengen odia a morte il male ed è onnipotente, e
sotto il suo bastone dorato tutti i demoni e mostri perdono la loro forza,
esalano l’ultimo respiro, o non hanno più la forza di resistere e vengono
catturati. Tutto ciò riflette il forte desiderio di Wu Chengen di farla finita
con tutti gli aspetti e le forze negativi della società.
La
storia del viaggio in occidente di Wu
Chengen ha esercitato un’enorme influenza sui posteri e per secoli è sempre
stata una fonte di ispirazione per la letteratura per l’ infanzia e recentemente
per film e sceneggiati TV. “
(da Internet)
FILATELIA
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CINA 1979 (2286/93), FORMOSA
1997 (2337/40), 2005 (2927/30) GAMBIA 1996 (2186/97+BF 319/20), MACAO
(1014/9+BF 95, TAIWAN 2010

YALAN-SHTEKLIS MIRIAM
(Russia)
Nata
nel 1900. Morta nel 1984.
Figlia di un
capo sionistico, discendente da una famiglia in cui molti antenati erano
rabbini, ebbe una educazione accurata. Dopo la rivoluzione del 1905 la
famiglia fu costretta a spostarsi continuamente in diverse città. Visse a
Berlino, a Minsk, Pietrogrado e Kharlov.
Studiò scienze
umanistiche all’Università di Kharkhov, proseguì gli studi presso l’istituto
universitario di studi giudaici a Berlino e nel 1920 frequentò a Parigi corsi
di scienza bibliotecaria.
Nel 1920 si
trasferì a Gerusalemme. Dopo il 1929 si occupò della biblioteca nazionale e
trascorse oltre trent’anni come direttore del reparto slavo.
Cominciò ad
occuparsi di letteratura per bambini nel 1939, scrivendo poesie, racconti,
canzoni; tradusse opere per l’infanzia dal russo e dall’yddish. Nel 1956
ricevette il premio Israele per la letteratura dedicata all’infanzia.
FILATELIA
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ISRAELE 1995.
YEATS WILLIAM BUTLER
(Irlanda)
 Nacque
a Dublino il 13 giugno 1865. Morì a Roquebrune-Capo.Martin, Nizza, il 20 gennaio
1939. Di famiglia protestante anglo-irlandese, trascorse la sua giovinezza tra
Londra e Sligo, residenza dei nonni materni. Aveva 15 anni quando la famiglia
ritornò in Irlanda per insediarsi in una casa in cima alle scogliere di Howth.
I miti e le leggende dell’ambiente in cui visse si rivelarono una preziosa fonte
di informazione sulle storie soprannaturali del luogo e da queste trarrà spunto
per la sua prima opera in prosa Celtic Twilight.
Compì i primi studi presso la
Godolphin School di Hammersmith e poi presso la Erasmus High School di Dublino
dove frequentò anche la Metropolitan School of Art, pensando di diventare
pittore. Sin dalla prima fase letteraria pensò di contribuire alla creazione di
una letteratura nazionale in cui si rispecchiasse lo spirito centico. Nel 1881
pubblicò John Sherman, raccolta di materiale folkloristico in due volumi.
Nel 1885 conobbe John O’Leary,
nella cui casa incontrò anche Douglas Hyde e John Taylor. In questi anni,
insieme alla nuova amica Katharine Tynan, farà la sua prima esperienza di
spiritismo, che lo lascerà sconvolto e deluso al tempo stesso. Comunque quando
fece ritorno a Londra nel 1887 si iscrisse alla Società teosofica e iniziò la
lettura di libri di impronta neoplatonica e di tradizione alchemica.
Nel frattempo venne
pubblicato nel 1885 Mosada, il suo primo dramma in poesia e nel 1887
l’antologia poetica dal titolo Poemi e ballate. L’anno successivo
apparvero le Favole e racconti irlandesi, che consolidarono la sua
crescente notorietà. Seguirono Irish Fairy Tales (1892), Il
crepuscolo celtico (1893) e il dramma La terra del desiderio del cuore
(1895). Il suo interesse folkloristico continuò a manifestarsi anche nel poema
narrativo del 1899 I vagabondaggi di Oisin
Nel 1887 entrò in contatto
con G. Bernard Shaw e Oscar Wilde e conobbe la compatriota attivista Maud Gonne,
di cui si innamorò e per la quale scrisse nel 1891 l’opera teatrale La
contessa Cathleen.
Durante una lunga permanenza
al castello di Tulira, insieme a Arthur Symons e Edward Martyn, conobbe Lady
Augusta Gregory. L'influenza che ebbe su Yeats, di cui fu amica e consigliera,
fu enorme e significativa. Gli aprì le porte della sua casa di Coole, che
divenne la più importante dimora del poeta. Per oltre trent'anni egli vi
trascorse tutte le estati e spesso anche gli inverni. Probabilmente, proprio in
quel luogo vennero gettate le basi per la nascita dell’Irish Literary Theatre.
Nel 1907 Yeats si recò in
Italia. Nel 1908 vennero pubblicate le sue Opere complete in versi e in
prosa; nel 1910 gli fu assegnata una pensione governativa e si trovò a far parte
del comitato accademico della Royal Society of Literature. Nel 1917 chiese la
mano a Georgie Hyde-Leeds, bella e colta gentildonna londinese: i due si
sposeranno a Londra. La felicità coniugale del poeta venne accresciuta dalla
comune passione per l’occulto e lo spiritismo.
Nel gennaio del 1923, Yeats
ottenne un seggio al senato irlandese e vi si insediò, nonostante che l’Irlanda
conservatrice e profondamente religiosa continuasse a guardare con sospetto
l’interesse del poeta e di sua moglie verso l’occulto e i fenomeni magici.
Sempre nel 1923 gli venne conferito il Premio Nobel per la letteratura.
Gravemente indebolito da
attacchi di congestione polmonare e d'influenza, si trasferì nel 1928 a Rapallo
con la moglie e i due figli.. Nel 1931 si recò in Inghilterra per ricevere la
laurea ad honorem dall’Università di Oxford.
. Verso la fine del 1938, la
moglie lo accompagnò per un periodo di soggiorno in un albergo a Cap Martin,
nelle Alpi Marittime francesi, dove il poeta morì per collasso cardiaco il 28
gennaio 1939, all'età di settantatre anni, e fu seppellito nel piccolo cimitero
di Roquebrune, cittadina sul mare tra Monaco e Mentone.
Fra le opere vanno
ricordate: Deirdre (1897), L’elmo verde (1910), I cigni
selvatici a Coole (1919), Michael Robartes e la ballerina (1921),
Una visione (19259, La torre (1928), La scala a chiocciola
(1933), Luna piena di marzo (19356), Ultime poesie (1936-39).
FILATELIA
IRLANDA Anno 1994
(880),
2004 (1614),
MALDIVE Anno 1995
(2130),
SVEZIA Anno 2004
(2404)
Yershov Pyotr Pavlovich
(Russia)
Nato nel
villaggio di Bezrukovo, vicino a Ishim, Tobolsk nel 1815. Morto a Tobolsk nel
1869.
Trascorse l’infanzia
nella città natale. Dal 1827 al 1831 studiò al ginnasio di Tobolsk. Dal 1831 al
1936 frequentò corsi di filosofia presso l’Università di San Pietroburgo, dove
scrisse la sua opera più importante Il cavallo gobbo (1834) una fiaba
che entusiasmò subito Puskhin.
Tornato nel 1836 a
Tobolsk, lavorò come insegnante e dal 1858 diresse il locale ginnasio.
La sua vita fu costellata
di disgrazie familiari. Nel 1934, subito dopo il successo del Cavallo gobbo,
a breve distanza, morirono il padre e un fratello. Nel 1938 morì la madre; nel
1945 perse la moglie. Risposatosi nel 1947 perse la seconda moglie dopo cinque
anni dopo. Dei suoi 15 figli solo sei sopravvissero.
Yershov pubblicò molte
poesie, un dramma, Suvorov, e racconti brevi, ma nessun’altra sua opera
ebbe il successo del Cavallo gobbo. Tra le sue opere c’è una fiaba poetica
Ilya Muromets, e il poema Ivan Tsarevitch.
Nella fiaba Il cavallo
gobbo racconta la storia di Ivan, figlio di un contadino, costretto a
superare difficili e strane prove propostegli dallo zar. Durante le sue
avventure Ivan viene aiutato dal cavallo magico e trova alla fine l’amore della
principessa Elena. La storia fu censurata per oltre vent’anni in quanto lo zar
era descritto come una persona sciocca. Fino al 1956 l’opera fu pubblicata con
molti paragrafi sostituiti da puntini di interruzione e molte canzoni presenti
nell’opera furono soppresse perché lesive dell’onorabilità di personaggi della
Russia feudale. Oggi l’opera è diventata un classico per bambini.
Il libro ispirò un
balletto, eseguito per la prima volta al Teatro Marijnskij.
FILATELIA
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MONGOLIA 1970
(531), URSS
1961 (2379D), 1976 (4291), 1988 (5483)
YOSANO AKIKO
(Giappone)
Nata a Sakai, Osaka
, il 7 dicembre 1878, morì a Tokio il 29 maggio 1942.
Figlia di
commercianti, iniziò a scrivere in stile classico poesie di trentun sillabe (tanka),
in versi liberi su riviste locali.
Dal 1900
partecipò al gruppo Myoyo, fondato e diretto da Yosano Tekkan. L’incontro con
costui segnò l‘inizio di una storia passionale che si risolse col matrimonio.
L’amore stimolò Akiko a scrivere Capelli scarmigliati (1901), la sua
prima raccolta di tanka dove si nota la passione, l’eros, il narcisismo
femminile, in un linguaggio che scatenò le critiche dei conservatori ma
incontrò il gusto dei giovani.
Divenne la
figura centrale del gruppo Myioyo e continuò a produrre libri di liriche
Piccolo ventaglio (1902), Danzatrice (1906), Il fiore del sogno
(1906) nonché antologie.
Alla base della
sua poesia c’è il desiderio di liberare i sentimenti umani dal moralismo.
Durante il
conflitto russo-giapponese compose una poesia Che tu non muoia (1904),
un appello al fratello che partiva per il fronte affinché non facesse
vittime.. Per il suo antimilitarismo fu attaccata dai nazionalisti.
Fu autrice di
narrativa, di racconti per bambini, di miscellanee, di cronache di viaggio e
saggi. Da un angolo del 1911 a Sii vincitore (1934)
scrisse quindici raccolte saggistiche su vari argomenti cui si aggiungano i
trattati sulla poesia Come si compone una poesia (1915), Discorso
sulla poesia di Akiko (1919).
A lei si deve
la versione del Genji monogatari (1912-3), poi rielaborata in quella
del 1938-39.
FILATELIA
GIAPPONE 1992
(2013)

(Italia)
Nato a Luzzara il 20 settembre 1902. Morto
a Roma, 13 ottobre 1989
Svolse gli studi elementari dapprima a Luzzara poi a Bergamo dove conseguì anche
la licenza ginnasiale, quindi ad
Alatri
presso il celebre liceo classico "Conti Gentili".
Trascorse nella cittadina laziale buona parte della sua adolescenza; in seguito
studiò legge all'università di Parma. La sua più grande passione fu però la
scrittura: nel 1928 intraprese a Parma la carriera giornalistica, che continuò a
Milano, collaborando a vari giornali, fondandone altri, lavorando dapprima per
la Rizzoli e poi assumendo l'incarico di direttore editoriale presso la
Mondadori. Nel 1934 si avvicinò al mondo del cinema ed i meriti gli furono
riconosciuti nel 1936. La sua attività di narratore, per lo più umoristico,
satirico, ironico, aveva preso l'avvio nel '31 col volume
Parliamo tanto di me,
che riscosse uno straordinario successo.
Scrittore non sempre facile da inquadrare nelle "correnti" Zavattini costituì un
fenomeno particolarissimo nell'ambito della letteratura italiana del secolo
scorso. Nelle sue prime opere, dal 1931 al '43, in un'epoca condizionata dal
regime fascista, Zavattini presentò, in forme e contenuti inconsueti, il
rapporto tra realtà e fantasia.
Oltre al libro d'esordio (Parliamo
tanto di me),
i suoi primi e più noti "lavori letterari" sono stati
I
poveri sono matti,
un'opera pubblicata nel 1937,
Io
sono il diavolo
(del
1941) e
Totò
il buono
(del
1943) dal quale trarrà poi il film “Miracolo a Milano”. Già dalla metà degli
anni '30, oltre alla produzione letteraria (e a quella pubblicistica), si dedicò
con assiduità al cinema come soggettista e sceneggiatore.
Fu, anche, tra i primi autori di fumetti. A partire dal dicembre 1936 egli diede
vita alla saga di "Saturno contro la terra", sceneggiato da Federico Pedrocchi e
disegnato da Giovanni Scolari (uscito su “I tre porcellini” 1936/’37, poi su
“Topolino”, 1937) e, pubblicate nei periodici per ragazzi delle edizioni
Mondadori, a numerose altre "storie a quadretti".
Zavattini si cimentò inoltre e fruttuosamente nella poesia.. Scrisse anche
poesie in dialetto pubblicate col titolo
Stricarm' in d'na parola
(Stringermi in una parola), uscito a Milano, nel 1973.
Oltre che scrittore, sceneggiatore di fumetti e soprattutto sceneggiatore
cinematografico, commediografo, poeta, animatore culturale in Italia e
all'estero, promotore di cooperative culturali e di circoli del cinema,
Zavattini fu anche pittore sensibilissimo.
Nel 1955, gli venne assegnato il "Premio mondiale per la Pace". Nel dicembre
1985 riceve la cittadinanza onoraria di Alatri.
La morte lo colse ancora attivo, ottantasettenne, a Roma il 13 ottobre 1989
nella casa di Via Sant'Angela Merici, 40.
FILATELIA
ITALIA Anno 1988
(1792),
2002, 2006 , ARGENTINA 1995.
(Francia)
Nato nel 1860.
Morto l’8 agosto del 1918.
Fu scrittore,
giornalista, editore, anticlericale e anarchico attivista.
Fondò
la rivista anarchica “Gueux” il 27 marzo 1892. Un mese dopo fu incarcerato per
sei mesi a causa di un articolo a favore dell’anarchico Ravachol (al secolo
François Koenigstein) che aveva messo bombe in casa di un giudice, di un
procuratore e in una caserma. Uscito di prigione, scrisse per la rivista “Le
libertaire” e per il quotodiano “Rinascimento anarchico”. Nel 1898 curò
“L’anticlericale” e fu coinvolto nel sostegno di Alfred Dreyfus, accusato di
spionaggio e di tradimento.
Nel campo della
letteratura popolare Zevaco cominciò nel 1900 a pubblicare una serie di storie
di cappa e spada Les Pardaillans che ebbe subito un largo successo Le
storie cominciarono ad apparire sul quotidiano “La Petite République” e nel
1906 divenne scrittore seriale per il giornale “Le Matin”, un incarico che durò
fino alla sua scomparsa.
Dopo il 1917 alcuni suoi
romanzi furono adattati per lo schermo.
Tra le sue opere sono da
ricordare i romanzi storico-romanzeschi Les Pardaillans, Le Capitan,
Borgia, Buridan, L'eroina, l'Hôtel Saint-Pol, Nostradamus, il suo
più famoso
romanzo
storico,
e anche altre opere ambientate nel suo tempo. Rimane ancora una parte della sua
opera sottoforma di manoscritti.
FILATELIA
FRANCIA 1997
(3116)
ZMAJ Jovan Jovanović
(Serbia)
 Nato
a Novi Sad il 24 novembre del 1833. Morto a Sremska
Kamenica, 3
Giugno 1904.
Dopo aver concluso le
scuole elementari a
Novi Sad,
allora città dell'Impero
Austro-Ungarico, concluse i suoi studi secondari a
Bratislava e a
Budapest.
Visse anche a
Praga e
Vienna dove
studiò medicina e collaborò con riviste letterarie satiriche.
Rientrato a Novi Sad nel
1870, lavorò
come medico, professione che esercitò sporadicamente anche a
Belgrado,
Zagabria e, di
nuovo, Vienna.
Contemporaneamente
all'attività medica, fu un prolifico poeta. La sua produzione letteraria include
poesie liriche,
d'amore, patriottiche e politiche. Fu redattore capo della rivista
satirica «3.
maj» (3 maggio) da cui prese lo pseudonimo Zma.
La sua fama è, però,
legata alla
letteratura per bambini,
in particolare alla composizione di
filastrocche
che sono entrate nella cultura serba, e che ancor oggi vengono cantate ai
bambini. Tra le sue opere più note al pubblico giovane ci sono le raccolte "Đulići"
Rose) e Ćulići uveoci (Rose avvizzite).
Un'importante contributo
alla diffusione della letteratura europea fu l'opera di traduzione in
lingua serba
che Jovanović fece di importanti opere straniere: tra queste, romanzi dell'ungherese
Sándor Petőfi,
dei
tedeschi
Johann Goethe,
e
Heinrich Heine,
del
russo
Michail Jurevič Lermontov
e del
britannico
Alfred Tennyson.
FILATELIA
YUGOSLAVIA Anno 1954 (663),
1983 (1890)
ZORYAN STEPAN
(Armenia)
Nato
nel 1890. Morto nel 1967.
Scrittore
sovietico armeno. Le sue opere sono dedicate alla vita dei villaggi
armeni e ai problemi sociali degli abitanti.
Dopo la
rivoluzione di ottobre pubblicò una serie di nuove collezioni (Guerra,
1925; Tsovan, 1925; La biblioteca dei ragazzi, 1926; Fuoco,
1927, ecc.) Uno dei suoi più importanti lavori è Il re Pap,
romanzo storico, pubblicato molte volte ed adottato nei programmi scolastici
per l’insegnamento dell’armeno.
FILATELIA
URSS 1989
Annullo speciale e busta postale.
(Svizzera)
Nato a Berna nel
1951.
Cantautore e romanziere, Zoss ha studiato antropologia e letteratura in Berna e
Avignone.
Dopo decine di album e libri di poesie, ebbe successo in Europa nel 2004 con un
album legato al mondo della canzone.
Ha lavorato con molti musicisti e artisti europei. Tra il 1999 e il 2008 ha
scritto più di una dozzina di album per l’infanzia, alcuni in lingua inglese,
diventando uno dei più conosciuti cantanti svizzeri per i bambini. Dopo il
successo con due dischi, Xenegugeli , Muku-Tiki-Mu, Roland Zoss
creò nel 2007 Jimmy Flitz, il suo personaggio più noto.
Alcuni altre sue creazioni, oltre al topo
Jimmy-Flitz sono diventate tesori culturali, in quanto alla fantasia uniscono
anche nozioni legate all’ambiente e alla conoscenza del paese.
Jimmy Flitz,
ad esempio,
è un
piccolo topo curioso, che veste un maglione rosso e
bianco. Avendo diversi amici, comincia a viaggiare attraverso la Svizzera,
permettendo ai lettori di scoprire luoghi, avvenimenti e dettagli legati al
folclore del passato e alla vita contemporanea,
FILATELIA
SVIZZERA Anno 2010
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